FARNESINA
ROMA – A “Viaggiare in sicurezza”, la rubrica realizzata dalla Farnesina in collaborazione con Isoradio, è intervenuto Marco Landolfi, Capo Ufficio rapporti e sostegno ai processi di internazionalizzazione delle imprese e delle associazioni imprenditoriali dei settori di rilevanza strategica. Con la riforma del Maeci, avviata il 1° gennaio 2026, la Farnesina rafforza la propria vocazione economica, affermandosi sempre più come punto di riferimento per il mondo imprenditoriale. Non a caso si parla di “diplomazia della crescita”, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2027 i 700 miliardi di export. In questo quadro, la Direzione Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni presenta una struttura particolarmente articolata, al cui interno opera l’Unità per le Grandi Imprese e i Settori Strategici, che concentra la propria attività sulle grandi aziende attive in ambiti chiave come infrastrutture, energia, difesa e sicurezza. Si tratta di settori nei quali le imprese italiane possono cogliere importanti opportunità, spesso legate a commesse pubbliche e caratterizzate da una forte dimensione istituzionale, che richiede quindi un supporto pubblico particolarmente strutturato. Per il 2026 è già previsto un fitto calendario di eventi e iniziative, tra cui l’evento IMEC del 17 marzo, annunciato dal Ministro Tajani, oltre a numerosi Business Forum in Italia e all’estero, che coinvolgeranno diverse aree geografiche e nuove destinazioni oggetto di specifici appuntamenti imprenditoriali. Nell’intervista Marco Landolfi ha spiegato la centralità che rivestono alcuni settori in particolare come infrastrutture, energia, difesa e sicurezza: tutti ambiti nei quali operano anche piccole e medie imprese che hanno necessariamente rapporti con entità pubbliche o istituzioni. Landolfi ha anche rilevato come questa Direzione Generale non si occupi solo export: essa è infatti dotata di competenze relative anche alla diplomazia sportiva, alla promozione della ricerca e della scienza italiana nel mondo. Alla base del tutto c’è un’analisi su quelli che possono essere considerati “mercati ad alto potenziale”, ha riferito Landolfi, che ha precisato come con questo piano si identifichino le aree geografiche maggiormente interessanti per la crescita dell’export italiano e si identifichino i settori più strategici per ciascun Paese d’interesse. Secondo Landolfi, i Paesi già considerabili ad alto potenziale sono quelli nei quali il Made in Italy è già ben radicato, ma “nessun Paese può essere trascurato”, anche alla luce delle tensioni e delle crisi internazionali. “Il nostro è un gioco di squadra: una delle attività più frequenti nel nostro lavoro è l’organizzazione di business forum all’estero”, ha evidenziato Landolfi ricordando gli attori principali facenti parte di questo sistema: CDP, SACE, SIMEST e ICE. “Per il 2026 abbiamo già un fitto calendario”, ha sottolineato ancora Landolfi esprimendo soddisfazione per l’alata partecipazione di aziende italiane ai business forum finora celebrati. (Inform)