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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

A “Viaggiare in Sicurezza” interviene il Vicedirettore per gli Affari politici della Farnesina Alessandro Azzoni

FARNESINA

 

ROMA – Le nuove sfide per la sicurezza in ambito nazionale e globale: se n’è parlato con Alessandro Azzoni, Vicedirettore Generale per gli Affari politici e Direttore Centrale per la Sicurezza della Farnesina, a “Viaggiare in Sicurezza”, rubrica realizzata dalla Farnesina in collaborazione con Isoradio. Nel corso del podcast è stato evidenziato il ruolo della diplomazia per dialogare con gli “interlocutori più difficili”, in modo da affrontare l’evoluzione della sicurezza internazionale in un mondo che cambia rapidamente e spesso non per il meglio. Perché la sicurezza è “difficile da definire ma è facilissimo capire quando non c’è”, ha spiegato il Vicedirettore sottolineando come il suo ruolo sia legato agli aspetti del multilateralismo e della cooperazione internazionale includendo le cosiddette “minacce trasversali, dal terrorismo alla lotta alla criminalità organizzata”. Azzoni ha anche posto in evidenza come il dialogo a volte sia qualcosa di molto difficile e che la diplomazia rappresenti la prima linea di difesa degli Stati. “Più il dialogo si fa difficile, più la diplomazia è importante. Per questo, mantenere il dialogo anche con gli interlocutori che non ci stanno particolarmente simpatici è il compito essenziale della diplomazia”, ha precisato il Vicedirettore sottolineando come l’architettura internazionale multilaterale costruita nel tempo e con fatica dalla fine della Guerra Fredda sia oggi messa in discussione da molti lati. Sulla difesa comune europea, Azzoni ha inoltre spiegato che il concetto di esercito europeo potrebbe esserci in un futuro ancora non prevedibile,  si è comunque detto convinto del fatto che si possa arrivare a questo obiettivo. Per il momento resta l’idea di una difesa comune integrata estesa a tutta l’Europa e non solo ai confini propriamente detti dell’UE. È stato anche auspicato il rafforzamento del pilastro europeo all’interno della Nato, per arrivare alla costruzione di una difesa europea che veda appalti e programmi in comune per sistemi di difesa complessi. “Noi europei di 27 Paesi spendiamo un terzo di quello che spendono gli Stati Uniti e forse abbiamo un decimo della loro capacità militare”, ha aggiunto Azzoni precisando che una strategia comune non potrà essere la somma aritmetica dei singoli Paesi. “Ogni Paese dovrà rinunciare a una parte della propria sovranità strategica in cambio di un plus di sicurezza che gli deriva dall’essere parte di una struttura comune”, ha concluso il Vicedirettore. (Inform)

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