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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Pietro Lunetto (Coord. Nazionale FILEF):  Il “diritto a non emigrare” deve valere per tutti

ASSOCIAZIONI

 

ROMA – In una nota il Coordinatore Nazionale della Filef Pietro Lunetto interviene sulla seguente dichiarazione del Presidente del Consiglio Meloni rilasciata nel corso del suo intervento al Trans-Mediterranean Migration Forum a Tripoli: “Non puoi risolvere il problema dell’immigrazione – ha affermato il Premier  – se non risali all’origine del problema. Intendo: se non affronti il problema che noi dobbiamo rispettare di più il diritto di non essere costretti a migrare”. “Facciamo un plauso alla Presidente Meloni, – scrive Lunetto – perché risalire all’origine dei problemi e rispettare il diritto a non emigrare sono esattamente i punti fondamentali che da decenni chiedono gli attivisti e esperti di migrazione (insieme al parallelo e universale diritto di poter emigrare, scelta che è sempre molto difficile e il più delle volte dolorosa).  Per Lunetto però in questo caso appare difficile far valere il diritto “a non emigrare” soprattutto alla luce delle ingerenze politiche ed economiche in territorio africano da parte di vari paesi occidentali. Secondo il Coordinatore Nazionale per migliorare questa situazione sarebbero necessari, oltre ad un diverso approccio da parte dei Paesi occidentali, “enormi investimenti in cooperazione internazionale per avviare dei processi virtuosi di sviluppo economico e sociale”. Per Lunetto inoltre questo concetto, di rispettare il diritto a non essere costretti ad emigrare, andrebbe applicato anche al tema della emigrazione dall’Italia.  “E’ ormai noto che l‘Italia è in pieno inverno demografico: scarsa natalità e massiccia emigrazione, ipotecano pesantemente il futuro del nostro paese. Più di centomila ogni anno, giovani e meno giovani, scappano all’estero”, scrive Lunetto che sottolinea come questa diaspora sia dovuta ai bassi salari, alla precarietà che non consente di immaginare progetti di vita durevoli, e a servizi non adeguati soprattutto nelle aree più fragili del meridione e delle aree interne. “A quando – conclude Lunetto – quelle misure strutturali per “rispettare di più il diritto di non essere costretti a migrare” anche per chi abita l’Italia?” (Inform)

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