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Italia-Israele: al genetista israeliano Assaf Distelfeld il Premio Rita Levi-Montalcini per la Cooperazione Scientifica. Alla Farnesina la cerimonia di consegna del riconoscimento  

RICERCA

Vice Ministra Sereni: “L’Accordo di cooperazione nella ricerca industriale e scientifico-tecnologica tra i due Paesi è un fiore all’occhiello della nostra diplomazia scientifica”

 

ROMA – Si è tenuta presso la Sala Aldo Moro del Ministero degli Esteri la Cerimonia di consegna del Premio Rita Levi-Montalcini per la Cooperazione Scientifica. L’edizione 2022 è dedicata allo sviluppo delle tecnologie genomiche per un’agricoltura sostenibile. Il Premio è stato assegnato quest’anno al Prof. Assaf Distelfeld per un progetto di genomica vegetale, presentato in collaborazione con il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA). Il  Prof. Assaf Distelfeld è un genetista vegetale che ha cambiato la genomica del frumento grazie a un approccio innovativo. Nel 2020 è stato nominato Direttore dell’Istituto di Evoluzione dell’Università di Haifa. I suoi studi si concentrano sul miglioramento della resa e della qualità nutrizionale delle piante coltivate, in particolare del frumento, una delle colture più importanti per l’umanità.

Il conferimento di questo importante riconoscimento, finalizzato a promuovere l’interscambio di studiosi di prestigio tra Italia e Israele, è una delle iniziative di maggior rilievo nel quadro dell’Accordo di cooperazione industriale e scientifico-tecnologica tra i due Paesi. Il Premio – finanziato dalla Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese del Maeci – sostiene il soggiorno di uno scienziato israeliano presso un’Università o un Centro di ricerca italiano per la realizzazione di un programma di ricerca congiunto della durata di 4 – 6 mesi. La cerimonia di consegna del premio rinnova annualmente l’impegno reciproco ad accrescere ulteriormente il dialogo bilaterale nella conoscenza e nell’innovazione, creando nuovi legami tra le comunità scientifiche e celebrando l’eredità scientifica della scienziata Rita Levi-Montalcini, figura di incredibile valore, la cui vita continua ad essere fonte di ispirazione.

All’evento, moderato dal Vice Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese, Liborio Stellino, sono intervenuti la Vice Ministra agli Esteri Marina Sereni, i Presidenti dei maggiori centri di ricerca italiani, i Rettori di diverse Università e altri rappresentanti del mondo accademico. Hanno presenziato alti rappresentanti dell’Ambasciata di Israele, della CRUI e del MUR, nonché la nipote di Rita Levi-Montalcini, Ing. Piera Montalcini. Il Vice Direttore Generale Stellino ha ricordato in apertura che scienza e diplomazia sono collegate nelle sfide del presente e del futuro come ad esempio il cambiamento climatico con un focus particolare sulle conseguenze che questo comporta nel settore agroalimentare.

Il Premio intitolato alla grande scienziata italiana Nobel per la Medicina è “una delle iniziative di maggior rilievo dell’Accordo di cooperazione nella ricerca industriale e scientifico-tecnologica tra i due Paesi”, ha dichiarato la Vice Ministra Sereni.  “L’accordo è un fiore all’occhiello della nostra diplomazia scientifica. Con questo strumento abbiamo cofinanziato negli anni progetti di ricerca scientifica e industriale, laboratori congiunti ed eventi di scienza e tecnologia. Il Premio rilancia annualmente la collaborazione tra Italia e Israele sui temi di maggiore attualità della ricerca scientifica; ci è quindi particolarmente gradito rinnovarne costantemente lo spirito e gli auspici, nella memoria della Professoressa Rita Levi-Montalcini, la cui vita continua ad essere fonte di ispirazione per tutti noi”.

“Il premio di oggi, che riconosce il valore di un progetto congiunto portato avanti da un ricercatore israeliano e da una ricercatrice italiana in ambito agricolo volto a mitigare gli effetti del cambiamento climatico, sottolinea l’importanza degli sforzi congiunti a livello internazionale, l’unico modo per affrontare e vincere problemi che nessun paese è in grado di risolvere da solo”, commenta il Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese, Ambasciatore Lorenzo Angeloni.

Nicola Todaro portando i saluti per il Ministero dell’Università ha evidenziato che questo premio rappresenta uno strumento importante di collaborazione tra i due Stati. Energia, cambiamenti climatici e risorse idriche sono aspetti sui quali la scienza dovrà dare il suo contributo.

L’Ambasciatore israeliano Alon Bar ha rimarcato il lungo percorso di collaborazione in campo scientifico tra i due Paesi. Questo premio assume un ruolo fondamentale in un momento delicato di cambiamenti in corso nel pianeta. E’ stata ricordata la biografia straordinaria di Rita-Levi Montalcini la cui giovinezza si è imbattuta in un contesto storico-politico molto difficile.

Assaf Distelfeld ha ricordato come l’evoluzione scientifica che oggi ha prodotto luoghi come un museo della telefonia parta però da molto lontano ossia da quando l’uomo ha appreso la scienza dell’agricoltura o il modo di allevare il bestiame: tutte nozioni che oggi sappiamo grazie agli studi storico-archeologici. Oggi tuttavia l’uomo deve fronteggiare problemi correlati ai cambiamenti climatici che influiscono sulle attività quotidiane, in primis quelle connesse allo sviluppo agricolo soprattutto in alcune aree del mondo. Allo stesso tempo Distelfeld ha mostrato in immagini cosa può comportare un cambiamento genetico in una semplice spiga ponendo a confronto un esemplare selvatico e uno prodotto invece dall’uomo. Il ricercatore ha spiegato come una percentuale importante di tali materie prime lavorate dall’uomo siano oggi alla base dell’alimentazione.

La ricercatrice Erica Mica (Crea) ha a sua volta rimarcato la variazione nell’incremento produttivo di piante adattate dall’uomo ai propri fabbisogni tenendo conto dei differenti apporti di acqua, fertilizzanti e agenti provenienti dall’esterno che nel tempo incidono sulla produzione. Ci si è quindi chiesti quale sia il miglior genoma nel futuro dell’agricoltura. (Inform)

 

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