CULTURA
L’iniziativa, organizzata dall’Ambasciata d’Italia in Israele, dalla Camera di commercio italo-israeliana e dall’Israel Antiquities Authority, mira a intensificare la collaborazione tra i due Paesi
TEL AVIV – Si svolgerà il 6 e 7 settembre il primo simposio dedicato alle missioni archeologiche italiane in Israele, iniziativa organizzata dall’Ambasciata d’Italia in Israele, dalla Camera di commercio italo-israeliana e dall’Israel Antiquities Authority.
Il 6 settembre, l’Università di Tel Aviv ospiterà presso il Gilman Humanities Building la “Conferenza dei responsabili delle missioni archeologiche italiane in Israele”. Ad aprire i lavori saranno i saluti di Ariel Porat, presidente dell’Università di Tel Aviv, dell’ambasciatore d’Italia in Israele Sergio Barbanti e del presidente dell’Israel Antiquities Authority, Joshua Schwartz.
Il 7 settembre, la Cittadella di San Giovanni d’Acri ospiterà il seminario scientifico dal titolo “Italia e Israele: rotte, commerci, connessioni”.
Il simposio mira a rafforzare i legami esistenti tra Italia e Israele nel campo dell’archeologia, con l’obiettivo di esplorare opzioni per intensificare la collaborazione, che vanno dalla mobilità degli studenti ai gruppi di ricerca congiunti fino all’istituzione e all’autorizzazione di nuove missioni archeologiche italiane nel Paese.
Tre sono le missioni sostenute dal Maeci in Israele: quella della prof. Cristina Lemorini (Grotta di Qesem, Cava di Revadim e Jaljulia), quella della prof. Cecilia Luschi (“Askgate” ad Ashkelon) e, dal 2010 al 2018, quella del prof. Fabrizio Benente (resti genovesi ad Acri).
La prima giornata dei lavori prevede le presentazioni congiunte dei responsabili delle missioni archeologiche italiane con i loro partner locali. Seguirà una tavola rotonda che esplorerà i possibili percorsi per migliorare la collaborazione.
La seconda giornata, a San Giovanni d’Acri, sarà aperta da una “lectio magistralis” del prof. Franco Cardini, uno dei più importanti storici del Medioevo dell’Accademia italiana. Il primo ciclo di interventi verterà su “Rotte, scambi, connessioni tra Italia e Israele”, illustrando gli stretti legami esistenti nel corso della storia tra le due terre (ben simboleggiati dalla stessa città di San Giovanni d’Acri). Un secondo ciclo di interventi fornirà una panoramica delle collaborazioni italo-israeliane esistenti, non solo quelle sostenute dal Ministero degli Affari Esteri, la maggior parte delle quali si basa sullo scambio di tecnologie e servizi tecnologici per l’archeologia. Previsto anche un incontro dedicato a ricercatori e “start upper” italiani nel Paese e una visita ai “luoghi italiani di San Giovanni d’Acri” (i luoghi genovesi e pisani, le chiese di San Giovanni e Sant’Andrea) e all’Istituto di restauro di San Giovanni d’Acri “Città di Roma”. L’Istituto, esempio di eccellenza della collaborazione italo-israeliana, è stato danneggiato nel maggio 2021. L’obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica alla sua ricostruzione. (Inform)