SENATO DELLA REPUBBLICA
ROMA – Il senatore eletto nella ripartizione America meridionale Fabio Porta (Pd) è intervenuto nel corso della discussione al Senato sul provvedimento di ratifica ed esecuzione del Trattato tra Italia e Francia per una cooperazione bilaterale rafforzata, fatto a Roma il 26 novembre 2021, già approvato dalla Camera dei deputati.
Porta ha sottolineato il “valore storico” del Trattato, che affronta “tutti i principali temi dell’agenda politica internazionale: la politica estera, la politica di difesa, la politica dello spazio, la politica industriale, la politica agricola e quella della pubblica amministrazione”. Per il senatore, inoltre, esso assume un particolare ruolo per i due Paesi e per tutta l’Unione europea e “costituisce un salto di qualità nelle relazioni tra Italia e Francia, Paesi che vogliamo, sappiamo e definiamo sempre più complementari per la storia, per le relazioni culturali” e anche dal punto di vista economico.
“La Francia, dopo la Germania, è il nostro secondo partner commerciale e, a seconda degli anni, noi continuiamo a essere il terzo o secondo partner economico della Francia – segnala Porta, aggiungendo che “abbiamo peraltro anche interessi strategici comuni: siamo entrambi fondatori dell’Unione europea e della Nato, siamo parte del G7 e del G20; siamo Paesi con una forte e naturale propensione mediterranea”. Egli ricorda anche che si deve alla collaborazione tra i nostri Paesi l’adozione in sede europea del Next generation EU.
Richiamata inoltre la “fortissima dimensione europea” del Trattato, dimensione “sconvolta negli ultimi mesi dalla crisi in Ucraina, che ha mutato e sconvolto lo scenario e che ci chiama tutti a nuove responsabilità”. “Abbiamo bisogno di un salto di qualità nel processo di integrazione europea – prosegue Porta, che ritiene che, attraverso il Trattato, Italia e Francia possano divenire protagoniste di un’azione di coordinamento necessaria ad articolare una politica estera comune, “un’azione di impulso che dia all’Unione europea livelli più elevati di integrazione, che sono la conditio sine qua non perché parli con una voce e agisca come una sola forza”.
Tornando ai rapporti bilaterali, il senatore ricorda che nel 2019, l’ultimo anno prima della pandemia, “il commercio bilaterale ammontava a ben 80 miliardi di euro e che l’Italia è il terzo fornitore della Francia e il terzo mercato di esportazione per quel Paese”. “Si tratta – aggiunge – di due economie con sistemi produttivi integrati, con ben 1.700 aziende italiane attive in Francia e ben 3.000 aziende francesi presenti nel nostro Paese. La Francia è il principale investitore estero in Italia, ma sono importantissimi e rilevanti anche gli investimenti italiani in Francia”. “Il Trattato crea quindi una fitta rete di relazioni informali a più livelli tra diverse agenzie, comprensiva di un importante vertice intergovernativo annuale, una serie di forum ministeriali, consultazioni permanenti, programmi congiunti di formazione e scambio di funzionari. Tra le aree di cooperazione – evidenzia Porta – spiccano gli affari esteri, la sicurezza, la difesa, gli affari europei, la giustizia e gli affari interni, le migrazioni, la cultura, la ricerca e la cooperazione economica e industriale, soprattutto nel campo dello spazio e dell’innovazione. Ciò forse non produrrà automaticamente un allineamento di carattere strategico permanente, ma creerà canali istituzionali permanenti attraverso i quali gestire anche i conflitti, se ci saranno, e soprattutto per definire azioni comuni”.
Il senatore richiama poi le aree di maggior coordinamento individuate dal Trattato: la governance dell’eurozona, la governance della migrazione e la maggiore autonomia strategica in politica estera e di sicurezza. Si tratta di “un atto di diplomazia lungimirante che dovrebbe dare maggiore stabilità a una relazione politica complessa, espandendo legami economici e culturali e spingendo verso un avvicinamento in politica estera, il tutto rafforzando la fortissima identità europea dei nostri Paesi – rileva ancora Porta. “A livello regionale – aggiunge, – il nuovo accordo riconosce la stretta interconnessione tra Francia e Italia, attraverso il comune bacino del Mediterraneo, a promuovere l’uso sostenibile dell’energia e investimenti verdi in Nordafrica e Africa sub sahariana”. “Con questo Trattato – conclude Porta – il nuovo motore franco-italiano sarà fondamentale per affrontare alcune delle principali questioni all’ordine del giorno, tra cui il rafforzamento della sovranità europea e la risposta all’emergenza climatica”. (Inform)