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ROMA – La presidente del Senato Elisabetta Casellati è intervenuta all’apertura del Campus formativo “Obiettivo 5: parità di genere”, a cura del Corriere della Sera, sottolineando il rilievo del tema, che costituisce “una sfida trasversale dell’Italia e del mondo contemporaneo”.
“La parità di genere rimane ancora oggi un obiettivo e non un traguardo per l’esistenza di tante aree regionali dove i diritti e le opportunità di affermazione delle donne sono segnati da forti squilibri e resistenze culturali, religiose, sociali e giuridiche. Ma anche in Italia – ha sottolineato Casellati, – la parità di genere non si è completamente realizzata, nonostante le conquiste che hanno segnato il percorso delle donne negli ultimi cinquant’anni”.
La Presidente del Senato ha evidenziato che “il cammino dei diritti ha compiuto passi da gigante sul terreno dell’interscambiabilità dei ruoli, delle tutele e pari opportunità nel mondo del lavoro, intervenendo da ultimo sul nodo della parità retributiva”. “Eppure, dietro questo quadro apparentemente rassicurante – ha aggiunto Casellati – c’è una realtà sotterranea di resistenze ed ostacoli che ancora oggi rende il cammino delle donne costantemente in salita”.
“Ancora oggi dobbiamo confrontarci con due nodi di fondo – la libertà di scelta e il merito – per spiegare perché sia così difficile il successo al femminile. La libertà – afferma Casellati – è una conquista culturale e sociale per l’universo femminile. E va ben oltre le logiche dell’eguaglianza formale. Il diritto di scegliere il proprio futuro per tante donne è un desiderio rimasto sulla carta, perché spesso si scontra con il problema di poter coniugare famiglia e lavoro. Spesso si scontra con le dinamiche di una società che sottovaluta i talenti delle donne, che agisce in base a stereotipi di ruolo. E questo può creare, a cascata, una rete di dipendenza anche economica che nelle situazioni patologiche della violenza di genere non consente alle donne di determinarsi nella direzione voluta”.
“Il merito è invece la fondamentale regola di gioco che, neutralizzando la discriminante del genere, consente di fare emergere le donne non in quanto donne, ma per le loro capacità – ha sottolineato Casellati, augurandosi la sempre più concreta applicazione di tale regola in “tutti i contesti e i meccanismi di selezione” per “far emergere i talenti e il coraggio delle donne per una vera rivoluzione culturale”. (Inform)