direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Guerra Russia-Ucraina, video conferenza del CGIE  sulle iniziative di solidarietà per i profughi ucraini

CGIE

 

ROMA – Il CGIE si è riunito in una videoconferenza per promuovere iniziative umanitarie e di solidarietà per soccorrere i civili costretti a lasciare l’Ucraina. La videoconferenza si è tenuta con i Comites di Mosca, Varsavia, Praga, Bucarest, Budapest e altri nel mondo come la Tunisia. Hanno partecipato volontari dai Paesi limitrofi a Russia e Ucraina dove il 24 febbraio scorso sono iniziate le ostilità belliche. “La guerra è irrazionale e non ci sono soluzioni immediate se non gli interventi a sostegno dei profughi e soprattutto donne, bambini e anziani sfollati verso i Paesi vicini”, ha spiegato Michele Schiavone (Segretario Generale CGIE) parlando di una popolazione di 44 milioni di persone in Ucraina con due etnie principali: il 76% sono ucraini e il 17% sono russi; oltre 200mila ucraini vivono in Italia essendo così il gruppo più numeroso dopo rumeni, albanesi e cinesi.  “Secondo le previsioni queste persone in movimento dall’Ucraina sono destinate ad aumentare: si parla di una cifra compresa tra 2,5 milioni e 7 milioni di persone. A questi profughi si applicherà la direttiva dell’UE sulla protezione temporanea che prevede in automatico per un anno la protezione internazionale per quelle persone provenienti da zone di guerra”, ha spiegato Schiavone sottolineando che quindi teoricamente non servirebbe presentare la richiesta di asilo ma non sempre queste procedure vengono applicate in automatico. L’Italia ha decretato lo stato di emergenza fino al dicembre 2022 e stanziato già 10 milioni di euro per gli aiuti all’Ucraina. “Gli uffici dell’Unità di Crisi a Roma sono disponibili ad ascoltare le proposte che verranno elaborate”, ha evidenziato Schiavone. Roberto Massa (Presidente Comites Praga) ha ricordato come la Repubblica Ceca ancor prima dell’inizio dell’attuale conflitto registrava una presenza di migranti ucraini di circa 150mila persone su un Paese da 10 milioni di abitanti. Gli ingressi di queste settimane sono mediamente superiori in Slovacchia. “Repubblica Ceca e Slovacchia sono aperte ad accogliere queste persone”, ha precisato Massa segnalando già il rilascio di migliaia di visti. Silvia Rosato (Presidente Comites Varsavia) ha parlato di una cifra compresa tra 300mila e 500mila rifugiati già ospitati. Rosato ha spiegato come esista una lista relativamente a quali siano i beni di prima necessità richiesti. L’Ambasciata sta dando aiuti agli ucraini con legami in Italia e che quindi intendano trasferirvisi. Giovanni Calderone (Presidente Comites Bucarest) ha parlato della creazione di una rete di contatti telefonici per rafforzare l’azione in questo ambito. Luigi Maria Vignali (Direttore Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci) ha espresso soddisfazione per questa iniziativa di raccordo coi Comites: “una ulteriore modalità per mostrare il valore dei Comites e come Ministero degli Esteri sosterremo l’iniziativa nei fatti. Io credo che proprio con progetti di aiuto agli italiani che vengono via dall’Ucraina e riescono a passare la frontiera i Comites potrebbero mostrare in concreto il loro valore aggiunto”, ha dichiarato Vignali invitando la segreteria del Cgie a trasmettere proposte di progetti che potranno essere sostenuti finanziariamente da Roma. Il Direttore Generale ha inoltre ricordato come in questo ambito il Maeci stia lavorando nel tavolo di coordinamento generale con tutte le amministrazioni interessate. “La protezione civile sta coordinando l’accoglienza in Italia e si sta lavorando anche per i minori ucraini non accompagnati. La nostra preoccupazione è ovviamente rivolta anche agli italiani, non tutti sono potuti andare via dall’Ucraina”, ha spiegato Vignali che ha ricordato poi il lavoro finalizzato a risolvere le questioni legate alle procedure di adozione dei minori ucraini adottati di coppie italiane che si stanno cercando di portare in Italia. “Possiamo provvedere a degli anticipi finanziari per dei progetti concreti. Io credo che ci sia spazio per rinnovare la nostra consueta e forte collaborazione”, ha infine sottolineato Vignali rivolgendosi ai consiglieri del Cgie. Massimo Marengo (Presidente Comites Mosca) ha ricordato come il Comites in questione sia di fatto neonato sottolineando l’ulteriore difficoltà dovuta alla sospensione di tutti quei rapporti non prettamente politici o diplomatici tra Italia e Russia. Quella che occupiamo adesso è una delicata posizione, sono in contatto con l’Ambasciata e con il Consolato e c’è una task force per aiutare i connazionali. La maggior parte di loro è rimasta e sono per lo più andati via coloro che non erano registrati Aire”, ha sottolineato Marengo. Maurizio Sauli (Presidente Comites Budapest) ha parlato di flussi medi di 20mila profughi giornalieri. “Per il momento ci sono tre centri per la raccolta di beni di prima necessità. Sarebbe interessante avere rapporti più stretti con Polonia e Romania”, ha spiegato Sauli rivolgendosi agli altri due Comites dell’est europeo. Francesco Marrella (consigliere Comites Vienna) ha ricordato che fin dalle prime ore del conflitto il Comites si è mobilitato in relazione alla crisi umanitaria. Antonio Patané (volontario in Romania) ha ricordato l’attivazione di un numero verde gratuito accessibile dall’Ucraina e un altro per chiamate dalla Romania. “Assistiamo le persone in viaggio e quelle persone che vogliono offrire il proprio aiuto”, ha spiegato Patané evidenziando anche la messa in attività di linee per italiani. Valerio Gattoni (Gruppo Insieme in Ungheria) ha spiegato che l’obiettivo è dare concreto supporto per esempio tramite l’acquisto di beni di prima necessità oltre alla cooperazione con il Centro di cultura ucraina di Budapest. Collegati all’evento anche Elettra Ferrone (Console d’Italia in Tunisia) e Sandro Fratini (Presidente Comites Tunisi). Fratini ha ricordato l’attivazione di un numero telefonico anche in Tunisia e l’apertura di due punti per la raccolta di beni di prima necessità da destinare all’Ambasciata ucraina in Tunisia. Andrea Mantione (CGIE/Paesi Bassi) ha espresso soddisfazione per la decisione di Vignali del Maeci di approvare progetti di solidarietà proposti dal CGIE e dai Comites. Giuseppe De Vita (Vicepresidente Comites Budapest) ha visto positivamente l’idea di una collaborazione con il Gruppo Insieme. Silvana Mangione (Vicesegretario Generale CGIE per i Paesi anglofoni extra-europei) ha ritenuto fondamentale costruire una chat generale per comunicare e far circolare informazioni, soprattutto per quanto riguarda quei Comites posti nelle zone limitrofe alla frontiera ucraina. L’impegno sarà far lavorare insieme Comites e associazioni. “Dobbiamo lavorare su due fronti: risolvere la crisi e proteggere i più deboli ma al contempo preparare il futuro per chi dovrà essere reinserito nelle diverse società”, ha dichiarato Mangione. Gianluca Lodetti (CGIE/CISL) ha ricordato che il compito del Comites non è solo quello di fare assistenza ma anche creare un network: “dalle parole che abbiamo sentito credo lo stiamo facendo con grande forza, così come fatto già durante il periodo pandemico”, ha sottolineato Lodetti. Silvia Alciati (CGIE/Brasile) ha espresso preoccupazione per i problemi umanitari e anche linguistici, in territori come quelli lungo il confine ucraino dove si incontrano diversi idiomi. Quindi Alciati ha sollecitato l’utilizzo di linee telefoniche in più lingue e con l’ausilio di strumenti di traduzione. Giuseppe Stabile (CGIE/Spagna-Portogallo) ha apprezzato gli interventi di quanti hanno parlato dalle zone di confine con l’Ucraina e ha proposto la creazione di un canale unico di informazione tra i Comites, il CGIE e quindi il Ministero degli Esteri. “E’ importante valutare gli effetti delle nostre azioni anche a livello di informazione”, ha dichiarato Stabile. Vincenzo Mancuso (CGIE/Germania) si è detto preoccupato per le conseguenze anche psicologiche che la guerra avrà sulle fasce di popolazione più deboli. Paolo Da Costa (CGIE/Svizzera) ha espresso soddisfazione per l’attività di quei Comites di frontiera nell’Europa dell’est, alcuni di recente istituzione. “Bene i progetti – ha evidenziato Da Costa – ma le iniziative private sono buone quando provengono da zone vicine al confine altrimenti sono dispersive”. Vincenzo Arcobelli (CGIE/USA) ha ricordato la vicenda del 19enne ballerino italiano di origine pugliese bloccato nelle vicinanze di Kiev: il giovane è rientrato dopo un travagliato viaggio e con tutte le problematiche del caso. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform