SINDACATI
Da SPInternazionale n. 6/2014
Il 25 maggio si vota per il rinnovo del Parlamento dell’Unione, una sfida che può rilanciare il sogno di un’Europa solidale
ROMA – E’ uscito il numero 6/2014 di “SPInternazionale”, notiziario del Dipartimento Internazionale del Sindacato Pensionati Italiani della CGIL. In questo numero: Verso le elezioni europee; Venezuela: la repressione non risparmia gli italiani; Il governo esclude i pensionati; La CES manifesta per un nuovo patto sociale: Notizie dal mondo. Ricordiamo che SPInternazionale si può leggere e scaricare dal sito www.spi.cgil.it.
Pubblichiamo qui di seguito l’articolo dedicato alle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo.
Si avvicina l’appuntamento elettorale di fine maggio, con il suo carico di aspettative e di incognite. Per la prima volta gli elettori europei voteranno con il partito anche il candidato alla Presidenza della Commissione Europea, un elemento di novità che avvicina i cittadini all’Unione, responsabilizzando e rendendo visibili persone e incarichi che fino ad oggi sono stati gestiti nelle remote stanze di Bruxelles. Avremo così, quasi certamente, una scheda elettorale con il simbolo del partito e l’indicazione del nome del candidato presidente della Commissione.
Per il Partito Socialista Europeo (PSE), che con l’ingresso del PD italiano si chiamerà “socialisti e democratici” (S&D), il candidato è l’attuale presidente del Parlamento Martin Schulz, a cui Berlusconi nel 2003 diede del “kapo nazista” per avergli chiesto conto del suo conflitto di interessi e dell’alleanza con Umberto Bossi.
La sinistra radicale ha invece indicato il greco Alexis Tsipras, leader di Syriza, partito della sinistra che in Grecia con il 27% dei voti è la seconda forza politica. Tsipras, che in Italia trova il sostegno di Sel e Rifondazione Comunista, ha già dichiarato che farà convergere i suoi voti su Schulz quando il Parlamento dovrà indicare il nuovo presidente della Commissione. Ma l’unità delle sinistre potrebbe non bastare a raggiungere i 376 voti necessari per l’elezione di Martin Schulz (50%+1 dei 751 europarlamentari), rendendo necessario ricercare intese più ampie con gli altri partiti europei.
Il Partito Popolare Europeo (PPE) agli inizi di marzo ha scelto nell’ex Presidente dell’Eurozona Jean Claude Junker il proprio candidato alla Presidenza della Commissione, mentre il Partito Liberale ha indicato il belga Guy Verhostadt.
Sullo sfondo rimane pesante l’incognita dei partiti populisti e xenofobi che, dal Fronte Nazionale di Le Pen in Francia, alla lega Nord in Italia, a tutti gli euroscettici d’Europa, stanno tentando di costituirsi in gruppo per eleggere almeno 25 deputati provenienti da sette stati diversi, ottenendo, in caso di successo, uffici, funzionari, interpreti, fondi e maggior tempo di parola nei dibattiti parlamentari.
Coscienti della posta in gioco la Confederazione Europea dei Sindacati e la Ferpa hanno già rivolto un invito a tutti i lavoratori e i pensionati europei perché partecipino con il loro voto alla costruzione di una Europa più giusta, sociale e solidale. (SPInternazionale n. 6 del 24 marzo 2014 /Inform)