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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Conclusa oggi alla Farnesina la riunione del Comitato di presidenza del CGIE

 

In conferenza stampa il segretario generale Elio Carozza illustra i temi discussi

Elezioni dei Comites ed elezioni europee, riforme costituzionali, promozione di lingua e cultura italiana all’estero e servizi consolari.  “Elezioni dei Comites entro il 2014 ma chiediamo a Governo e Parlamento una modifica del regolamento per consentire anche il voto cartaceo nei seggi. Metteremo a disposizione di Mae e rete estera tutto il volontariato di cui siamo capaci per assicurare la più ampia partecipazione possibile”

 

ROMA – Elezioni dei Comites ed elezioni europee, riforme costituzionali, promozione di lingua e cultura italiana all’estero e servizi consolari i temi al centro della riunione del Comitato di presidenza del Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie) che si è conclusa oggi alla Farnesina.

Ad illustrare le questioni salienti di ciascuno di questi temi il segretario generale del Cgie, Elio Carozza, nel corso di una conferenza stampa organizzata a fine mattinata, poco prima dell’incontro previsto con il Comitato delle questioni per gli italiani all’estero del Senato.

Si comincia con “due questioni urgentissime e che richiedono interventi da parte di Governo e Parlamento”: le elezioni dei Comites, rinviate con un decreto che ne ha sancito in ultimo l’indizione entro quest’anno, e le elezioni europee, altro appuntamento che si avvicina ormai a grandi passi (22-25 maggio 2014).

Punto fermo per il Cgie, l’improrogabile rinnovo dei Comites: “sosteniamo la necessità di votare, in qualsiasi condizione – afferma Carozza, – entro novembre 2014”. Evidenzia però come “per poter votare è necessario che Camera e Senato approvino il regolamento attuativo della legge che ha disposto il rinvio dei Comites e che riguarda in modo particolare le modalità di voto”, un regolamento che “oggi prevede esclusivamente il voto elettronico, e nessun altra alternativa” e su cui il Cgie ha perciò espresso parere negativo. La preoccupazione infatti è che tale esclusiva modalità limiti fortemente la partecipazione al voto, da un lato perché prevede l’utilizzo di indirizzi email e quindi di tecnologie informatiche con le quali non è detto che tutti i connazionali all’estero abbiano familiarità, dall’altro perché richiede il disporre di credenziali (un pin) accessibili solo recandosi personalmente presso la sede consolare di riferimento. “Oggi il Mae ci conferma di avere solo circa 537mila indirizzi email sui 4 milioni di italiani residenti all’estero aventi diritto al voto”, dato che si tradurrebbe in una percentuale bassissima di partecipazione al rinnovo, “anche supponendo per assurdo – fa notare Carozza – che tutti costoro si rechino al consolato per ottenere le proprie credenziali, indispensabili al voto”, ipotesi che si scontra con difficoltà di natura oggettiva come la distanza e  quindi la difficoltà di raggiungere sedi distanti anche centinaia di km dal luogo di residenza.

Il segretario generale non è contrario al voto elettronico, “si tratta di un’occasione in più per votare – dice, ma teme il fatto che essa sia l’unica possibilità prevista dal regolamento, dato che finirebbe per incidere così negativamente sulla partecipazione da tradursi “sostanzialmente in una delegittimazione degli eletti”, che risulterebbero tutt’altro che rappresentativi, sancendo “la morte naturale di questi organismi di rappresentanza”.

La proposta del Cgie, e, “attraverso esso – precisa Carozza, – di Comites e rete associativa”, “per far fronte a questa situazione e al fine di far votare il più alto numero di connazionali, tenendo ben presenti le difficoltà del nostro Paese in questa fase”, consiste nell’apertura al voto cartaceo nei seggi, percorso a favore del quale “mettiamo a disposizione tutto il volontariato di cui siamo capaci, sia per il reperimento di spazi che di personale”. Carozza annuncia, nel caso si accolga questa proposta, la presentazione entro maggio di una lista di nominativi di persone disposte a ricoprire i ruoli di scrutatori e presidenti di seggi e di spazi gratuitamente offerti allo scopo. “Non si tratterà di seggi autogestiti – precisa Carozza, che si augura di poter raggiungere un numero di postazioni elettorali paragonabili a quelle delle precedenti elezioni (oltre 1500 con unità di personale superiore alle 10 mila) e quantifica un risparmio per i costi di gestione e di personale a favore dello Stato di oltre 10 milioni di euro, – ma di spazi coordinati dall’apparato consolare e diplomatico insieme al comitato circoscrizionale al fine di garantire il corretto svolgimento delle operazioni di voto”. In questo modo i fondi destinati al rinnovo dei Comites e la cui limitatezza ha inciso sull’articolazione del regolamento attualmente approvato dal Consiglio dei Ministeri e ora all’esame di Camera e Senato – 2 milioni di euro portati a 4 con la Finanziaria del 2014, – una volta acconsentito il ricorso al volontariato, potrebbero essere utilizzati – suggerisce ancora il segretario generale – per la stampa delle schede e l’informazione rivolta alle collettività.

Per dare seguito a questo percorso il segretario generale evidenzia quindi la necessità di modificare il regolamento soprarichiamato, “prevedendo il voto cartaceo e modificando la composizione dei seggi”. Il Cgie chiede pertanto al Parlamento di intervenire in questo senso e in tempi sufficientemente rapidi. “Se invece si vuole mantenere il regolamento così com’è, andiamo a votare, ma il Governo si dovrà assumere la responsabilità politica di questa scelta – afferma Carozza, che mostra di contare però sul fatto che il nuovo ministro degli Esteri, Federica Mogherini, abbia inteso le preoccupazioni espresse in proposito dal Cgie.

Altra questione urgente, le elezioni europee: da alcuni mesi il Cgie si propone di sensibilizzare il Governo sul fatto che la maggior parte dei connazionali residenti in altri Paesi dell’Unione voteranno per i candidati del Paese in cui attualmente vivono e non nei seggi – che dovrebbero essere allestiti nei consolati – per i candidati italiani al Parlamento europeo. “Abbiamo ora inviato una lettera indirizzata al ministro degli Esteri, al ministro dell’Interno Angelino Afano, a quello dell’Economia, Pier Carlo Padoan e ai presidenti di Camera e Senato per ribadire quanto risulti inappropriato organizzare i nostri seggi elettorali negli Stati membri. Lo è – spiega Carozza – sia per un principio politico, dal momento che la cittadinanza europea si concretizza innanzitutto con il voto e il voto per i candidati dei Paesi in cui si risiede è un portato di quell’integrazione europea cui i Trattati tendono, sia per una questione economica: alle ultime elezioni europee hanno votato nei seggi allestiti presso i consolati solo il 6,5% degli aventi diritto, con una spesa di circa 11 milioni di euro, 130 euro per ogni singolo voto”. Per il segretario generale il dato di tale partecipazione è per certo destinato ulteriormente a ridursi, dal momento che risulta essere già sceso nelle fasi precedenti dal 18% al 10%, e “non va sottovalutato il carico di lavoro alla rete consolare già sovraccarica”. Il Cgie suggerisce dunque l’adozione di un decreto di urgenza sulla questione, poiché si teme che possano allungarsi troppo i tempi di approvazione del disegno di legge sull’equilibrio di genere alle elezioni del Parlamento europeo (attualmente al Senato e recante l’emendamento “per promuovere la partecipazione al voto dei connazionali residenti all’estero nei seggi dei Paesi ospitanti”, vedi http://comunicazioneinform.it/emendamento-del-pd-per-promuovere-la-partecipazione-al-voto-dei-connazionali-residenti-allestero-nei-seggi-dei-paesi-ospitanti/).

Per quanto riguarda il percorso legato alle riforme costituzionali, “noi chiediamo e faremo i necessari passi formali affinché la questione degli italiani all’estero sia presente in ogni fase della discussione – afferma Carozza, precisando come il Cgie non abbia preclusioni. “Chiediamo unicamente a chi si occuperà delle riforme di tener presente il dettato costituzionale sul diritto di voto e sull’esercizio del diritto di voto. In questo modo – aggiunge, – sbaglia chi crede che la circoscrizione Estero verrà smantellata”. Necessario comunque, rileva il segretario generale, conoscere il contenuto della riforma nel suo complesso per una riflessione che coinvolga anche gli istituti di rappresentanza intermedi, mentre in merito all’ipotesi di un Senato delle autonomie “non dobbiamo fare passi indietro rispetto al rapporto tra il Cgie e gli enti locali”. “In materia di emigrazione e italiani all’estero molte competenze sono ancora regionali e dunque – afferma Carozza – dal punto di vista sostanziale una presenza degli italiani all’estero al Senato della Repubblica, alle stesse condizioni degli altri senatori, è più che necessaria”.

Richiamato l’annuncio del mantenimento degli Istituti Italiani di Cultura di Lione e Stoccarda quale segnale di “attenzione positiva” dimostrato dal nuovo ministro Mogherini anche sui servizi consolari. L’auspicio è che ci sia la volontà di “riflettere meglio prima di prendere altre decisioni” e di “una rivisitazione globale della rappresentanza consolare all’estero”, rivisitazione unita ad “un piano d’azione ben articolato nel tempo”, incentrato sull’obiettivo del risparmio più che sul numero di sedi da chiudere. “Per noi è importante salvaguardare i servizi consolari – afferma il segretario generale.

“Vogliamo poi – aggiunge – che nei prossimi mesi il Governo si impegni a dare un seguito al seminario sulla lingua e cultura italiana organizzato a dicembre 2013, articolando anche documenti e contributi espressi in quell’occasione in vista degli Stati generali della lingua italiana in programma ad ottobre”.

Tutte le questioni sopra ricordate sono state affrontate questa mattina nel corso dell’incontro con il Comitato sugli italiani all’estero e la promozione dei sistema Paese della Camera dei Deputati e verranno richiamate da Carozza in un incontro fissato con il ministro Mogherini nei prossimi giorni. L’appuntamento con la prossima assemblea plenaria del Cgie è fissato invece il 27 maggio. (Viviana Pansa – Inform)

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