direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

I lavori della XI Conferenza degli ambasciatori italiani

FARNESINA

L’apertura del segretario generale Michele Valensise e gli interventi del ministro degli Esteri e del capo dello Stato 

Gentiloni auspica un rilancio del progetto politico europeo: “sugli stereotipi e i regolamenti – afferma – prevalga la politica, perché sono in gioco non solo le nostre economie ma anche le grandi sfide contemporanee, a partire dall’immigrazione”.

Mattarella: “Rappresentare l’Italia all’estero è una missione resa oggi ancora più impegnativa dalle tante incognite che caratterizzano lo scenario internazionale. Occorre costruire un nuovo ordine mondiale, e fondarlo su principi rispettosi della persona e delle comunità, un’opera paziente che richiede l’intelligenza della realtà e l’adozione di politiche lungimiranti”

 

ROMA – La diplomazia per l’Italia, declinata in diplomazia per la crescita e culturale, sono i temi intorno a cui ruota l’XI Conferenza degli ambasciatori italiani aperta questa mattina alla Farnesina dagli interventi istituzionali del ministro degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni e dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

A salutare i partecipanti – oltre agli ambasciatori erano presenti i presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, Giuliano Amato per la Corte costituzionale, l’alto rappresentante per la politica dell’Unione Europea Federica Mogherini, alcuni membri dell’esecutivo insieme a parlamentari – il segretario generale del Maeci, Michele Valensise, che ha ricordato come la diplomazia sia “uno strumento antico le cui funzioni sono oggi più che mai attuali”, indicando a testimonianza della sua rilevanza e attualità i risultati recentemente raggiunti attraverso “il metodo negoziale”, “strumento alla base della diplomazia”. “Il tema scelto per questo nostro incontro vuole ricordare quanto siano rilevanti le implicazioni degli accadimenti internazionali sul piano interno, quanto sia connesso il mondo che sta al di fuori delle nostre frontiere con la nostra sicurezza, la nostra economia e le nostra vita quotidiana – ha poi aggiunto il segretario generale, segnalando le attese, confermate dalle sedi diplomatico-consolari all’estero, “per il nuovo protagonismo dell’Italia e per il suo processo di rinnovamento interno, osservato con attenzione anche all’estero”. Richiamato da Valensise l’impegno prezioso degli ambasciatori e di tutto il personale della Farnesina, impegno reso anche “in contesti difficili e a rischio”, in un momento storico in cui “affrontiamo una domanda di Italia nel mondo che forse non è mai stata così pronunciata, con un brand Italia di maggior richiamo all’estero che non entro i confini nazionali” e ulteriormente complicato dal “necessario contenimento della spesa pubblica” cui tutto il Paese è chiamato a contribuire. Una riduzione che il segretario generale giudica non dovrebbe ulteriormente toccare le risorse umane e finanziarie della Farnesina e a cui si è risposto con “una razionalizzazione assoluta delle procedure e dei metodi di lavoro e concentrando le nostre energie soprattutto sull’innovazione, per stare a passo con i tempi”. “La rotta dell’Italia – conclude Valensise – è chiara e abbiamo l’orgoglio di contribuirvi con tutte le nostre energie”.

Il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha rimarcato la “continuità e coerenza della politica estera italiana: da quasi 70 anni – ha detto – siamo campioni di europeismo, alleati fidati dell’America e della Nato e promotori di apertura, al commercio, ai diritti, al dialogo e per la pace”. Europeismo, atlantismo e apertura che restano “la nostra bussola, ma il mare della globalizzazione è molto più vasto ed è in tempesta – evidenzia il ministro, rilevando come ciò implichi non sia più sufficiente “considerarci uno dei vagoni, magari il più autonomo, di un treno che altri guidano lungo binari sicuri e ben definiti”, perché “siamo chiamati, e non da oggi, a contribuire a indirizzarlo e in parte a guidarlo, partendo dall’Italia, dai nostri valori e dalle nostre priorità strategiche”. Di seguito chiarisce i pilastri del nostro interesse nazionale, priorità da mettere a fuoco “in un percorso di revisione strategica della nostra politica estera che, come altri Paesi europei e la stessa Unione, stiamo per avviare”. In primis, l’Europa e il “rilancio del progetto europeo”, rilancio che richiede una “rivincita della politica”: “l’Unione ha bisogno di più integrazione, politiche attive per la crescita, difesa e politica estera comune – afferma Gentiloni, rilevando la necessità che “prevalga la politica sugli stereotipi e i regolamenti, perché sono in gioco non solo le nostre economie ma anche le grandi sfide contemporanee, a partire dall’immigrazione”. Solo un’Unione politicamente più forte può sperare in un salto di qualità anche nei rapporti con la Russia e nel contesto mediterraneo, altro “asse strategico del nostro interesse nazionale, ma area attraversata dal più grave arco di crisi e di instabilità dei nostri giorni”. “Il Mediterraneo non può essere il luogo della riluttanza dell’Occidente, né trasformarsi da mare nostrum in una sorta di mare nullius – afferma il ministro degli Esteri, che ribadisce l’impegno per fare in modo che la crisi mediterranea divenga il centro dell’agenda globale. Cita poi i molteplici fronti aperti – crisi libica, stabilizzazione di Paesi cruciali come Libano e Tunisia, negoziati tra Israele e Palestina, lotta all’Isis e al fondamentalismo estremista, difesa delle minoranze oggi minacciate e gestione dell’intesa sul nucleare iraniano, negoziato in cui segnala il contributo in particolare dell’Alto rappresentante della politica estera europea, Federica Mogherini, che il ministro ringrazia – pur rilevando come la “proiezione verso l’Africa non comporti solo rischi e instabilità, visto che essa è la terza area del nostro interscambio commerciale, con tassi di crescita che variano dal 4-5%, non più quindi un continente perduto ma piuttosto sospeso, in cui sono stati anche raggiunti risultati importanti in termini di lotta alla povertà”. Richiamato infine l’impegno per l’integrazione in ambito europeo dei Balcani occidentali e l’importanza di “tessere, insieme con l’Europa, la tela di un nuovo multilateralismo, in cui continuerà a giocare un ruolo fondamentale – sottolinea – la leadership americana”.

Infine, altro importante asse strategico per il nostro Paese l’esercizio del soft power, “il vostro pane quotidiano – afferma Gentiloni rivolgendosi agli ambasciatori e ricordando “il costante impegno della Farnesina nel promuovere il sistema Italia”, attraverso le sue eccellenze – imprese, settori ad alta innovazione e largamente apprezzati, ma anche le missioni all’estero delle nostre forze armate, la cultura e la nostra storia, “radice autentica del nostro soft power”. Richiamata anche la vicenda dei due fucilieri di marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, per cui il ministro conferma “l’impegno del governo per difenderne ragioni nelle sedi internazionali che abbiamo deciso di attivare”.

“Dalla nostra capacità di contribuire, insieme all’Ue e i nostri alleati, a ricreare e consolidare l’ordine mondiale oggi sempre più complesso e scricchiolante dipendono tante sfide che noi consideriamo di politica interna. Oggi la politica estera ci cambia la vita ed è per questo dobbiamo avere a cuore la nostra rete diplomatica – afferma Gentiloni, ricordando come questa stessa rete abbia subito “negli ultimi anni un certo ridimensionamento” e non sia “paragonabile per risorse e sedi a quella di altri Paesi europei con cui pure ci paragoniamo”, un calo di risorse su cui ha pesato anche – ricorda – “la diminuzione di risorse destinate alla cooperazione allo sviluppo e alla difesa”. “Risparmiare è necessario, riorientare la rete è possibile, combattere gli sprechi è doveroso – prosegue il ministro, – ma sulla strada di un semplice ridimensionamento non si va lontano e so che tutto il governo ne è consapevole, a partire dal premier Renzi”. “In questi mesi di attività ho constatato come la nostra rete sia di grande qualità: produce assistenza a imprese e istituzioni, diffonde il marchio e la cultura italiana, fa a sua volta rete con le altre presenza italiane all’estero e consegue risultati numericamente importanti – rileva Gentiloni richiamando alcuni dei dati pubblicati nell’Annuario statistico del Maeci recentemente presentato (vedi anche http://comunicazioneinform.it/presentato-oggi-lannuario-statistico-2015-fotografia-in-cifre-della-politica-estera-italiana/). “Essa – continua – non è un service, ma una rete intelligente e voi sarete sempre più chiamati a prendere l’iniziativa nelle relazioni economiche e culturali e più che mai sul terreno diplomatico, perché oggi – conclude – c’è una grande domanda di diplomazia italiana e dei valori – dialogo, multilateralismo, negoziato, risoluzione dei conflitti – che essa incarna”.

Anche dal presidente Mattarella, che afferma in premessa la sua identità di vedute sulla politica estera illustrata da Gentiloni, parole di apprezzamento per la rete diplomatico-consolare – in particolare per le ricadute del lavoro svolto sull’immagine del Paese, “per l’impostazione delle sue relazioni politiche ed economiche, per le ricadute sociali e culturali in un mondo sempre più interdipendente”, per il lavoro di accompagnamento e facilitatore delle relazioni dirette tra capi di Stato, di governo e ministri degli Esteri – e di impegno per la soluzione di difficili vicende che vedono protagonisti alcuni dei nostri connazionali – oltre al caso marò, richiamata la vicenda dei 4 italiani sequestrati in Libia e di padre Dall’Olio, sequestrato in Siria nel 2013. “Rappresentare l’Italia all’estero è una missione resa oggi ancora più impegnativa dalle tante incognite che caratterizzano lo scenario internazionale – segnala il capo dello Stato, richiamando “un contesto globale in cui assumono peso allarmante le forze del disordine, con grave pregiudizio per il rispetto dei diritti individuali e delle minoranze e con un sensibile decadimento del valore della centralità della persona umana, che resta la ragione e il fondamento del diritto interno e internazionale”. A fronte della complessità e del moltiplicarsi degli episodi di ingiustizia Mattarella sollecita a non cedere alla rassegnazione, ma ad “alzare lo sguardo oltre la contingenza”, a “ideali e di visione strategica, capaci di attrarre e conquistare consensi, di stati e di società civili”, per “costruire un nuovo ordine mondiale, e fondarlo su principi rispettosi della persona e delle comunità, un’opera paziente – avverte, – che richiede l’intelligenza della realtà e l’adozione di politiche lungimiranti e uno sforzo di approfondimenti, di analisi, di elaborazione cui è chiamato a contribuire ciascuno di voi”.

“Siamo un Paese impegnato nel rispetto dei diritti umani e nella ricerca della pace, della stabilità, della sicurezza, dello sviluppo economico e sociale, come dimostra anche la nostra partecipazione alle principali missioni internazionali: nei Balcani, in Libano o in Afghanistan – prosegue il capo dello Stato, ribadendo come resti nostro “traguardo storico” il compimento del processo di integrazione europea, “la sola dimensione futura nella quale noi europei potremo essere in grado di partecipare con dignità e protagonismo al mondo globale”. A questo proposito auspica il rafforzamento dei legami di solidarietà europea, messi a dura prova da questi lunghi anni di crisi economica, “legami – afferma – che sono, invece, indispensabili per sostenere il telaio politico e giuridico dell’Unione”. “Noi, a differenza di altri, diciamo che il progetto europeo è in affanno perché, non da oggi, ha bisogno di rilancio. Noi vogliamo che l’Europa si rianimi. Che sia capace di affrontare la sfida globale. Per questo occorre coraggio, responsabilità, forza innovativa. Ci vuole una visione più grande dei presunti interessi contingenti e anche un forte senso di equità, perché la democrazia – ammonisce Mattarella – non è storicamente separabile dalla sua dimensione sociale”.

L’obiettivo è quindi “più Europa”, una grande scelta strategica, “di quelle che oggi appaiono difficili e meno popolari, ma che aprono terreni nuovi di sviluppo”, una scelta che consentirebbe di affrontare le numerose criticità richiamate anche da Mattarella, come “il tema delle migrazioni e il dramma dei profughi”, su cui l’Ue “fa meno di quanto sarebbe suo dovere fare”, trascurando “i valori su cui l’Europa si fonda”, lasciando prevalere “paura ed egoismo sulla responsabilità di affermare la indivisibilità di valori come libertà, democrazia, solidarietà”.

Tornando al ruolo del nostro Paese e all’azione diplomatica il capo dello Stato ricorda come si possa far leva “su una potenza culturale davvero unica, formatasi sulla storia, l’arte, la bellezza, la creatività, il gusto, l’innovazione, insomma lo stile di vita italiano. Il made in Italy – dice – ha grandi capacità, anche economiche, benché sia un soft-power”. Ricorda infine come “uno dei vettori più importanti per diffondere all’estero la nostra cultura e per promuovere i nostri prodotti, e le nostre mete turistiche, sia la lingua italiana”. “La diplomazia – conclude Mattarella – è una risorsa preziosa per l’Italia. Consideratemi sostenitore della funzione istituzionale di rappresentanza dell’intero Paese alla quale assolvete, al fine di promuoverne il ruolo, la sicurezza, l’economia e la cultura”. Per l’intervento integrale: http://comunicazioneinform.it/lintervento-del-presidente-della-repubblica-alla-sessione-di-apertura-della-xi-conferenza-degli-ambasciatori-ditalia/). (Viviana Pansa – Inform)

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