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ROMA – In una nota la Federazione Estero del Partito Comunista chiede al Ministro degli Esteri di riferire in Parlamento su quali misure intenda adottare per porre aiuti immediati di fronte all’emergenza del rientro in Italia dei nostri connazionali all’estero e su come intenda procedere in proposito collaborando con le istituzioni che rappresentano gli stessi all’estero, per primi i Comites e Camere di Commercio.
Nel comunicato si sottolinea come, nonostante il rientro di decine di migliaia di connazionali, la maggioranza turisti, con prezzi aerei soggetti al libero mercato e quindi non sempre alla portata dei nostri connazionali, ci troviamo oggi di fronte ad un’emergenza. “Decine di migliaia di espatriati che si sono recati all’estero per cercare lavoro, – spiega la nota – verranno licenziati, soprattutto nel settore riguardante l’indotto turistico, a cui si aggiungeranno piccoli e medi imprenditori dello stesso settore che non potranno sostenere le spese di riapertura dei locali e dovranno chiudere. Così anche nel settore industriale e dei servizi. Tutto questo comporterà un rientro in Italia dove non avranno sostentamento se non dalle famiglie, perché non rientranti nei programmi di RDC, in quanto residenti all’estero e iscritti all’AIRE, quindi con perdita del SSN”. (Inform)