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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Di Maio: “Se il coronavirus ferma l’Italia, l’Europa muore”

RASSEGNA STAMPA

Da “La Vanguardia”, quotidiano di Barcellona (Spagna) dell’8.3.2020, intervista al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

 

ROMA – Come Ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio (Avellino, 1986) è impegnato a trasmettere all’estero il messaggio che la situazione del coronavirus in Italia, con oltre 5.800 contagiati, è sotto controllo. Il leader del Movimento 5 Stelle (M5S) fino a poco tempo fa affronta in questa conversazione con La Vanguardia la sfida sanitaria, ma anche la stabilità del Governo e la profonda crisi che i grillini stanno attraversando.

Si può ancora dire che l’Italia è un Paese sicuro?

Assolutamente sì, perché siamo il Paese che ha effettuato più test in tutta Europa. Ciò significa che abbiamo un quadro di dati che può essere messo a disposizione dell’intera UE per far fronte all’emergenza. Ho visto che altri Paesi hanno numeri che abbiamo avuto una settimana fa, ma con una preoccupante progressione delle infezioni. Non sappiamo nemmeno chi sia il paziente zero, quindi non è corretto affermare che il contagio sia partito dall’Italia. Tutto quello che so è che le aree isolate sono limitate a decine di migliaia di cittadini su 60 milioni e gli altri contagiati nel resto dell’Italia provengono da focolai in quarantena. La situazione è complicata ma è sotto controllo.

In Spagna molti casi sono stati quelli di persone che venivano dall’Italia. Si può viaggiare nel Suo Paese?

Nelle regioni indicate come sicure sì, tutte quelle del centro e del sud, e anche quelle del nord-est che non sono colpite da focolai. Stiamo cercando di limitare al massimo la diffusione del contagio con misure drastiche come la chiusura delle scuole, che non devono allarmare, ma dire che facciamo il massimo per evitare i contagi.

Se la situazione è sotto controllo, perché si è arrivati a una misura draconiana come questa?

Siamo nella fase più avanzata del contagio in Europa, ma non escludo che altri Paesi debbano adottare misure simili. Quando le prenderanno, non diremo ai nostri cittadini di non andarci. Potremo trasferire a tutti gli altri Paesi europei le pratiche che funzionano e quelle che non funzionano.

Avete calcolato quale sarà l’impatto economico?

Per il momento è impossibile. Eravamo preoccupati per l’impatto economico anche prima che il contagio arrivasse in Italia, coscienti che questa crisi sarà sistemica in un mondo globalizzato con mercati interconnessi. La crisi non sarà italiana, ma europea.

Con 7.500 milioni approvati per il coronavirus dovrete chiedere una flessibilità di bilancio a Bruxelles. L’anno passato ci fu una battaglia serrata con la Commissione.

La crisi sarà europea, e credo che mai come ora la flessibilità debba essere europea. Non credo che ci saranno battaglie, poiché le clausole del patto di stabilità prevedono flessibilità nei momenti di emergenza.

In un tale momento di emergenza, c’è chi nell’opposizione, come Matteo Salvini, sta criticando le misure dell’Esecutivo.

Nell’emergenza c’è chi fa polemica, e chi lavora. Io preferisco lavorare. Salvini ha dimostrato di essere disposto a pugnalare il proprio Paese per ottenere i titoli. Si commenta da solo. Risponderemo con forza a chiunque voglia danneggiare l’immagine dell’Italia. Lo stiamo facendo anche all’estero, per il quale abbiamo avvisato che reagiremo a qualsiasi discriminazione. Io voglio dire che l’Europa non deve unire le forze solo sulla flessibilità finanziaria, ma anche mettendo insieme le migliori menti di ogni Stato per combattere contro il coronavirus, per effettuare gli esperimenti più velocemente e trovare un futuro vaccino. Se il coronavirus ferma l’Italia, muore l’Europa.

Nella coalizione di Governo è in corso una tregua per affrontare uniti questa crisi, però poco tempo fa abbiamo visto molta tensione tra il M5S e il partito di Matteo Renzi. Passata l’emergenza tornerete a litigare?

Questa emergenza ci ha mostrato quali sono le cose importanti. Devono capirlo anche quelli che, in questo momento all’opposizione, non si comportano come veri patrioti. I nostri eroi, medici, infermieri, personale militare, stanno lavorando giorno e notte: stiamo lavorando al massimo come sistema, e il Governo ne uscirà rafforzato. Gli italiani non vogliono sentire diatribe politiche.

Può garantire che il Governo porterà a termine la legislatura?

Posso garantirle che lavoreremo giorno e notte per sconfiggere questo virus e rilanciare l’economia italiana. Tutte le questioni politiche interne vengono dopo.

Lei si è da poco dimesso da leader politico del M5S. Dopo essere giunto al potere, il partito ha perso moltissimi voti, alle elezioni europee, alle regionali come nei sondaggi nazionali.

Da quando siamo arrivati al Governo ci siamo concentrati sulla realizzazione del programma elettorale. Saranno i cittadini a stabilire, al termine del mandato, se abbiamo lavorato bene. Quando usciremo da questa fase è ovvio che il M5S dovrà riflettere per rilanciarsi dal punto di vista della leadership e dell’idea di Paese dei prossimi dieci anni. Stavamo organizzando un congresso, ma ovviamente ora è posto in secondo piano.

È scomparso lo spazio che si era creato dopo la crisi del bipolarismo tra destra e sinistra e che voi avete occupato?

Sono anni che il bipolarismo non esiste più in tutta Europa. Credo lo dimostri il fatto che la Spagna abbia il suo primo Governo di coalizione.

Questo secondo Governo Conte ha sottolineato il suo impegno europeista, ma fino a non molto tempo fa il M5S chiedeva un referendum sull’Euro. Siamo certi che il M5S non tornerà all’euroscetticismo?

La questione del referendum è finita con le elezioni del 2018. Fui io stesso come candidato a Primo Ministro a dire che non era il momento di uscire dall’Euro ed essere euroscettici. Non siamo mai stati contro l’UE nel senso di una Italexit. Nel precedente Governo Conte (con la Lega) siamo sempre stati la forza politica inclinata a un dialogo con l’UE, non a distruggerla. (Anna Buj – La Vanguardia dell’8 marzo 2020)

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