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Alla III Commissione l’esame dell’esercizio finanziario 2013, dell’assestamento di bilancio 2014 e dello stato di previsione per il 2014 del ministero degli Affari Esteri

CAMERA DEI DEPUTATI

Gli interventi del relatore Amendola, del sottosegretario agli Esteri Giro e dei deputati Del Grosso (M5S), Picchi (Fi- Pdl) e Porta (Pd)

ROMA – E’ iniziato alla Commissione Esteri della Camera l’esame, per la parte relativa al ministero degli Esteri, del rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2013 e delle disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2014 . All’esame della III Commissione, che dovrà fornire una relazione alla V Commissione, anche lo stato di previsione del Mae per l’anno 2014.

Il dibattito è stato aperto dal relatore Vincenzo Amendola che ha in primo luogo fatto presente come il rendiconto generale sulle spese del Ministero degli Esteri nel 2013 e la correlata Relazione della Corte dei conti evidenzino gli sforzi compiuti dal Mae nel campo della razionalizzazione delle spese e delle funzioni in atto avviati con il decreto-legge sulla spending review. Processi di razionalizzazione, che secondo la Relazione , non hanno ancora portato ai prefissati obiettivi di riduzione di spesa e sono stati incentrati sull’ottimizzazione della rete diplomatico-consolare, sul riassetto del sistema delle scuole italiane e degli istituti di cultura all’estero, nonché sulla riduzione complessiva della spese per il personale.

Per quanto riguarda le tematiche di competenza della Commissione Esteri Amendola ha rilevato come nel rendiconto per il 2013 risultino nel complesso per il bilancio del Ministero degli Esteri 2.092 milioni di euro per spese in conto competenza e 2.109,5 milioni di autorizzazioni di cassa. Le più importanti variazioni di competenza riguardano la Missione “L’Italia in Europa e nel mondo”, che ha registrato un incremento di 232,4 milioni. Fra gli 11 Programmi in cui è suddivisa questa Missione quello della Cooperazione allo sviluppo ha avuto un aumento di 122,4 milioni. Un incremento che in questo ambito è stato suddiviso fra i vari settori: capitolo 2182 (Finanziamenti gratuiti per studi e assistenza tecnica volti anche ad ostacolare la produzione della droga) + 50,1 milioni di euro;  capitolo 2180 (Contributi volontari alle Organizzazioni internazionali, nonché alle Banche e Fondi di sviluppo) + 48,1 milioni; capitolo 2183 (Finanziamenti a titolo gratuito per far fronte a calamità, per la lotta alla fame e alle carenze igienico-sanitarie) + 11,7 milioni;  capitolo 2181 (Contributi alle ONG idonee) + 4,3 milioni di euro;  capitolo 2303 (Contributi obbligatori ad organismi internazionali) + 4 milioni di euro; capitolo 2210 (Fondo per lo sminamento umanitario) + 1,2 milioni.

Dal relatore è stato inoltre sottolineato come per il Programma “Presenza dello Stato all’estero tramite le strutture diplomatico-consolari” si evidenzi un incremento di 45,6 milioni euro. Si registra anche un aumento di 42,4 milioni di euro per il capitolo 1613 (Spese per le Ambasciate ed i Consolati di I categoria), mentre sul capitolo 7245 (Spese per immobili da destinare a sedi di uffici all’estero) sono  scritti 2,9 milioni di euro. Per quanto riguarda la riorganizzazione della rete del Mae all’estero il relatore ha poi fatto notare come dal 2007 al 2011 questa abbia subìto una riduzione complessiva di 18 strutture, passando dalle 246 sedi del 2007 alle 228 sedi del 2011. A queste chiusure nel 2013 si è aggiunta la soppressione di otto uffici consolari, mentre sono stati istituiti i Consolati generali di Ho Chi Minh City (Vietnam) e Chonquing (Cina). Per la fine del 2014 è stata infine programmata la chiusura di altre 27 sedi inserite in un piano recentemente approvato dal Ministero.

Amendola, dopo aver condiviso i rilievi presenti nella Relazione della Corte dei conti sulla inderogabile necessità della riorganizzazione della rete diplomatica, consolare e culturale al fine di salvaguardarne la futura funzionalità nell’attuale contesto internazionale, si è soffermato sugli aumenti riguardanti altri Programmi come quelli relativi alla Promozione della pace e sicurezza internazionale (+28,6 milioni), al Coordinamento dell’Amministrazione in ambito internazionale (+20 milioni), alla Cooperazione economica e relazioni internazionali, (+5,9 milioni) all’Integrazione europea  (+4,7 milioni) e agli Italiani nel mondo e politiche migratorie (+4,4 milioni). Il relatore ha inoltre segnalato le positive riduzioni delle spese di funzionamento attuate nel corso del 2013 dal Ministero degli Esteri, anche attraverso alcune best practices innovative dal punto di vista tecnologico, che hanno consentito di diminuire i consumi intermedi del Dicastero. Razionalizzazioni di spesa sono state adottate dal Mae attraverso la semplificazione amministrativa del sistema di rimborso per viaggi di trasferimento del personale e il processo di dematerializzazione della documentazione e delle comunicazioni della Farnesina che ha portato alla riduzione dei consumi intermedi.

Per quanto riguarda invece i contenuti del disegno di legge di assestamento 2014 (A.C. 2542)  il relatore, dopo aver fatto presente come  lo stato di previsione del Mae per il 2014 stabilisse spese in competenza per un totale di 1.815 milioni di euro di cui 1.799,8 milioni di parte corrente e 15,1 milioni in conto capitale, ha segnalato talune modifiche rispetto alle previsioni iniziali, dovute in parte all’adozione, nel periodo gennaio-maggio 2014, di atti amministrativi che hanno determinato un aumento di 116,1 milioni di euro delle dotazioni di competenza e cassa.

Amendola ha inoltre fatto presente come la manovra proposta dal disegno di legge di assestamento preveda un aumento negli stanziamenti di competenza di 17,9 milioni di euro, tutto di parte corrente, accompagnato da un incremento di 19,2 milioni di euro delle autorizzazioni di cassa (anche questo di sola parte corrente). Pertanto, secondo il relatore, rispetto alle previsioni iniziali, le spese previste registrano un aumento complessivo di 134 milioni di euro per la competenza, e di 135,3 milioni delle autorizzazioni di cassa, con le previsioni per il 2014 che risultano assestate a 1.949,2 milioni per la competenza, 1.950,5 milioni per le autorizzazioni di cassa e 272 milioni di residui accertati. Amendola ha infine sottolineato come anche quest’anno il bilancio del Mae continui a presentare un’incidenza percentuale ridotta, pari allo 0,3% del totale, sul complesso delle risorse poste a disposizione dei ministeri. Una lacuna che per il relatore andrebbe colmata riallineando il budget della Farnesina a quello delle diplomazie di altri Paesi occidentali, che vanno dall’1,8% del ministero degli Esteri francese all’1,1% stanziato per la politica estera dal bilancio federale tedesco.

Dal canto suo il sottosegretario agli Esteri Mario Giro ha ricordato che la spending review ed il decreto-legge n. 95 del 2012 abbiano  influito sull’ammontare del bilancio di previsione, per il triennio 2013-2015 del Mae con una previsione di riduzione di 22 milioni di euro sulle spese di acquisto di beni e servizi  a cui si è aggiunta un’ulteriore decurtazione di 26,8 milioni di euro per il conseguimento degli obiettivi programmati di finanza pubblica. Provvedimenti, questi ultimi, che hanno sommato i loro effetti a quelli già derivanti dalla legge di bilancio e dalla legge di stabilità dell’anno precedente, le quali, in attuazione degli obiettivi triennali di riduzione previsti dal decreto-legge n. 138 del 2011, già prevedevano un taglio per il 2013 pari a 71,8 milioni di euro.

Da Giro è stato poi evidenziato come l’Amministrazione de ministero degli Esteri abbia raggiunto il significativo risultato della totale assenza di debiti fuori bilancio alla fine dell’anno. “Tale risultato – ha spiegato Giro – è stato conseguito grazie alla maggiore flessibilità di bilancio concessa all’Amministrazione in funzione dell’obiettivo di ridurre, anzi, di eliminare, le situazioni debitorie nei confronti dei fornitori, consentendo più ampie rimodulazioni degli stanziamenti. Ciò dimostra che, qualora alle Amministrazioni sia conferita maggiore autonomia e flessibilità, sia possibile conseguire anche risparmi aggiuntivi o comunque un migliore utilizzo delle risorse finanziarie”.

Il sottosegretario, dopo aver sottolineato il rischio che i tagli lineari disposti nel corso del 2014 potrebbe portare in futuro alla formazione di nuovi debiti,  ha segnalato come il Mae non sia più in grado di sopportare ulteriori decurtazioni lineari dei propri stanziamenti rimodulabili, ormai giunti ad un livello non più comprimibile. Giro ha anche ricordato il contributo dato dallo stesso dicastero al miglioramento dei saldi pubblici,  attraverso un forte incremento delle entrate relative all’alienazione di immobili non più in uso e alle somme riscosse dagli Uffici consolari, ad esempio attraverso la concessione dei visti.

In relazione al disegno di legge di assestamento di bilancio 2014 Giro ha poi segnalato come dal Mae siano state formulate alcune richieste di integrazione di prioritario interesse, al fine di sopperire alle esigenze di funzionamento degli uffici all’estero. Alcune integrazioni che non comporteranno nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, trattandosi di riassegnazioni di quote delle maggiori entrate riscosse dagli uffici consolari.

Dopo l’intervento di Daniele Del Grosso (M5S) che si è detto contrario al provvedimento in esame ed ha evidenziato l’esigenza di  individuare con maggiore incisività gli sprechi gestionali e finanziari dell’amministrazione del Mae, Guglielmo Picchi  (Fi-Pdl), eletto nella ripartizione Europa, ha  rilevato come, ancora una volta le previsioni illustrate appaiano poco realistiche. Picchi si è inoltre detto preoccupato  per l’assenza di un disegno strategico di riforma della rete diplomatico-consolare, da porre al servizio delle imprese e delle comunità italiane operanti all’estero. Ha infine preso la parola il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella ripartizione America Meridionale,  che ha ricordato l’apporto della III Commissione alla definizione di una serie di interventi di razionalizzazione delle spese per la politica estera italiana. Porta ha inoltre sottolineto la necessità di porre a disposizione delle sedi consolari gli introiti derivanti dagli incrementi della tariffa consolare per la trattazione delle pratiche di riconoscimento della cittadinanza italiana, così come proposto in una iniziativa legislativa a sua firma. (Inform)

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