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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

XX Festa dell’Emigrante, “Ai confini del mondo e ritorno”: a Porzûs un evento per riflettere sui fenomeni migratori

ASSOCIAZIONI

Iniziativa promossa il 15 settembre dall’Associazione Partigiani “Osoppo-Friuli” in collaborazione con il Comune di Attimis, la Parrocchia e la Pro Loco di Porzûs

 

 

PORZUS – “Ai confini del mondo e ritorno” è il titolo della manifestazione che l’Associazione Partigiani “Osoppo-Friuli” organizza per riflettere sulla realtà della emigrazione: l’appuntamento è per domenica 15 settembre a Porzus che è indubbiamente un luogo simbolo per l’Osoppo ma anche per il Friuli: questa borgata montana, al pari di tante altre, è la rappresentazione concreta di quello che è stato il fenomeno dell’emigrazione. Infatti le borgate della montagna friulana, carnica e pordenonese sono state quelle più colpite dal fenomeno migratorio, che ha interessato in particolare gli anni del secondo dopoguerra e che ha portato prima a una situazione di forte invecchiamento e in anni più recenti allo spopolamento di queste zone. Questa doppia valenza ha indotto nel 2000 l’Associazione Partigiani “Osoppo-Friuli” a promuovere questo momento estivo con lo scopo di celebrare il fenomeno migratorio, con le sue sofferenze e i suoi sacrifici; al tempo stesso con l’obiettivo di riflettere su ciò che l’emigrazione ha rappresentato per la nostra Regione nonché sui legami forti e importanti che i friulani all’estero hanno mantenuto soprattutto negli anni della ricostruzione dopo il terremoto.

In tanti anni – si legge nelle nota dell’associazione – abbiamo ricordato i moltissimi partigiani della Brigata Osoppo che dopo la guerra e la Resistenza sono emigrati nel mondo: ricordiamo fra tutti l’architetto Rinaldo Fabbro, che fu uno dei più grandi costruttori edili di Sidney. Nel 2018 abbiamo ricordato, a pochi mesi dalla scomparsa, la figura di Mario Toros, per decenni presidente dell’Ente Friuli nel Mondo e che si può considerare l’uomo simbolo di questa epoca della emigrazione, che ha visto nascere e poi crescere in ogni angolo del mondo i Fogolars, ossia le comunità dei Friulani emigrati. Negli anni scorsi non è mancata una riflessione sui nuovi fenomeni migratori, che ovviamente hanno interessato la nostra Regione. Gli ultimi anni di crisi hanno messo in luce un fenomeno migratorio che ha preso il volto di tanti nostri giovani, con una elevata preparazione culturale e professionale, che trovano maggior sbocco nei Paesi esteri. Non vi è dubbio – prosegue la nota – che questo fenomeno abbia non poche connotazioni negative, a iniziare dal bilancio strettamente economico: l’Italia spende importanti risorse per formare i giovani che poi lavorano e producono in altri contesti e società. Ciò coinvolge anche l’aspetto demografico, impoverendo una società già fortemente invecchiata; infine produce un inevitabile indebolimento delle relazioni familiari e sociali, determinato dalla distanza e dal crearsi di nuovi legami nei paesi di emigrazione.

 

Ma è veramente tutto negativo? Riteniamo che sia necessario guardare anche al positivo che il fenomeno migratorio produce. Chi va all’estero, infatti, non è solo una risorsa in fuga: è anche il primo ambasciatore nel nostro Paese nel mondo. È anche attraverso i volti e le competenze dei nostri emigranti, vecchi e giovani, che il mondo conosce e dei quali apprezza le eccellenze e il modo di vita, proprio del nostro Paese. Spostandosi all’estero i nostri giovani, quasi sempre con un’ altissima preparazione, si trovano inoltre a confrontarsi con il diverso: ciò non può che costituire uno stimolo sia per chi parte sia per chi resta. Se poi, come succede spesso, i ragazzi possono rientrare in Italia, ecco allora che il periodo di soggiorno all’estero, con tutto quello che è stato acquisito, si riversa direttamente nel nostro Paese. Questo quindi è il significato del titolo che abbiamo voluto dare alla nostra manifestazione di Porzus: “Ai confini del mondo”. Ogni civiltà diversa dalla nostra – continua il comunicato dell’associazione – rappresenta un potenziale arricchimento, come ben vediamo dal confronto con i contesti più dinamici come Cina, ma anche India e altri Paesi asiatici. Vi è poi il tema del “ritorno” perché il Paese cresce quando i nostri giovani diventano gli ambasciatori della nostra cultura e del nostro modo di vivere: il confronto consente a chi ritorna di portarsi dietro il risultati di questo arricchimento acquisito. In questo momento così delicato e carico di responsabilità è importante riflettere su queste opportunità che possono aprirsi nel fenomeno dell’emigrazione. In questa riflessione interverranno Luigi Papais (Cgie), da anni operatore nel mondo delle associazioni degli emigrati e componente di vari organismi nazionali e internazionali dell’emigrazione, e Marco Govetto, giovane operatore nel campo della finanza, per lunghi anni dipendente presso istituti finanziari all’estero e di recente rientrato in Friuli.

Il programma della giornata del 15 settembre prevede alle 10.30 il ritrovo presso il Monumento ai Caduti in piazza a Porzus; quindi l’onore ai Caduti e la deposizione delle corone d’alloro. Alle 10.45 si celebrerà la Santa Messa nella chiesa parrocchiale di Porzus alla presenza di Don Claudio Snidero, parroco di Madone di Mont (Buenos Aires). Alle 11.30 sono previsti gli interventi del Sindaco di Attimis e del Presidente dell’APO. A seguire gli interventi di giovani e testimoni del mondo dell’emigrazione friulana dei nostri giorni, con consegna di attestati. Alle 12.45 ci sarà un momento conviviale presso il Centro di Accoglienza: sarà presente la “Nuova Banda di Orzano”. (Inform)

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