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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

XIV Conferenza Ambasciatori e Ambasciatrici d’Italia, La sessione di chiusura con gli interventi del Premier Draghi, del Ministro degli Esteri Di Maio e del Segretario Generale Sequi

FARNESINA

 

 

ROMA – La XIV Conferenza degli Ambasciatori e delle Ambasciatrici d’Italia svoltasi alla Farnesina si è chiusa con gli interventi del Ministro degli Esteri Di Maio e del Premier Draghi. Il Segretario Generale della Farnesina Ettore Sequi ha ricordato come le risorse umane siano l’asset più importante della del Maeci insieme all’intera rete estera. “Per tutti noi da oltre venti anni questa Conferenza ha un significato superiore al semplice radunarci per delineare percorsi d’azione futuri; il vero valore è rafforzare la coesione e lo spirito di squadra della Farnesina. Questo spirito ha bisogno di innovarsi nei metodi di lavoro, nelle tecnologie e nelle competenze da valorizzare per un’amministrazione al passo coi tempi”, ha rilevato Sequi che avverte l’esigenza di più diplomazia e di più Farnesina. “E’ indispensabile che questa conferenza sia incubatore di iniziative concrete perché da ogni singola nostra azione di diplomatici ne tragga vantaggio l’intero Paese. Occorre un multilateralismo efficace per promuovere la nostra immagine, il Made in Italy e la nostra cultura. Ci sono buone idee che ora dobbiamo realizzare”, ha aggiunto Sequi segnalando interessanti proposte emerse dalla Conferenza come la convocazione dei giovani imprenditori del Mediterraneo, l’istituzione dell’inviato speciale per la parità di genere e quella del Global Heatlh Ambassador ed infine il rendicontare all’Europa i progressi del PNRR e l’uso responsabile di queste risorse.

Il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha parlato di molti spunti di riflessione in due giorni d’intenso dibattito per attuare le linee di politica estera dell’Italia ma anche per le linee di lavoro del Maeci con la sua rete diplomatico-consolare. “Quattro sono le dimensioni sulle quali lavorare: pace, persone, prosperità e pianeta”, ha subito evidenziato Di Maio affermando la centralità di quei valori cardine della politica estera italiana quali l’appartenenza all’occidente e il sostegno al multilateralismo. “Ue ed alleanza atlantica sono il primo cerchio di riferimento della politica estera italiana”, ha rilevato il Ministro sottolineando come, nell’ambito del coordinamento con i partner europei e con la Nato, ci siano l’attenzione a quanto avviene in Africa e nel Mediterraneo allargato ma anche la risposta alle politiche globali, dalla salute all’ambiente passando per il contrasto al terrorismo. “Non mancherà – ha aggiunto Di Maio – un’interlocuzione franca anche con attori che non appartengono all’occidente e che hanno valori diversi dai nostri, senza però per questo arretrare sui nostri principi”, con un riferimento per esempio al dialogo con potenze come Cina, Russia e paesi chiave del cosiddetto Mediterraneo allargato. “La predisposizione al dialogo allargato nella cooperazione internazionale e il multilateralismo non vogliono sminuire l’interesse nazionale; anzi, agendo in contesti globali, potremmo continuare a tutelare l’interesse nazionale concorrendo al contempo agli sforzi della comunità internazionale”, ha puntualizzato Di Maio ricordando l’importante risultato nel quadro della presidenza italiana del G20, nella consapevolezza che la politica estera incide sempre più sul vissuto quotidiano delle persone. Il Ministro ha rievocato alcuni passaggi salienti degli ultimi due anni della Farnesina che ha intrapreso un percorso innovativo: sviluppo della diplomazia economica, cooperazione allo sviluppo, comunicazione pubblica, risorse e revisione dei metodi di lavoro. Nell’ambito della diplomazia economica è stata menzionata la riforma che ha visto nel 2019 l’attribuzione al Maeci di funzioni antecedentemente spettanti al Mise in materia di internazionalizzazione, mettendo così in campo strumenti come il Patto per l’Export che prevede una finanza agevolata all’interno di un totale di investimenti pari a 5,7 miliardi di euro, a garanzia di una performance nelle esportazioni che nel 2021 ha registrato già medie superiori a quelle di Germania e Francia: l’obiettivo è rendere strutturali in legge di bilancio questi interventi. Di Maio ha ricordato anche eventi come la Innovation League dedicata alle giovani start-up e la prossima apertura a San Francisco di un centro italiano per servizi integrati. Anche la cooperazione allo sviluppo ha visto un incremento di risorse: la legge di bilancio ha aumentato fino al 2026 i fondi per la cooperazione internazionale. Sulle strategie per una nuova comunicazione pubblica, Di Maio ha ricordato il recente lancio della prima campagna di nation branding italiano chiamata BeIT. Ci sarà poi da gennaio prossimo la nuova Direzione generale per la diplomazia pubblica che si occuperà della proiezione del Paese nel mondo insieme ad enti già esistenti come gli Istituti Italiani di Cultura.  Di Maio ha poi parlato dell’inversione di rott   a della Farnesina circa il personale attivo nella rete estera attraverso un piano di assunzioni che vedrà i risultati prodursi nell’arco del prossimo triennio in quanto a risorse umane. Vi è infine una rimodulazione interna del lavoro volto a portare avanti nuove misure: su tutte la parità di genere e la conciliazione tra lavoro e sfera privata. Il Ministro ha menzionato la digitalizzazione dei servizi consolari come i portali Fast It ed Export.gov, quindi, per quanto riguarda gli italiani all’estero, la sperimentazione del voto elettronico in alcune circoscrizioni consolari nelle recenti elezioni per il rinnovo dei Comites.

Il Premier Mario Draghi nel suo intervento ha in primo luogo ricordato l’ambasciatore Luca Attanasio ucciso in Congo insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo in un contesto difficile come quello in cui operano molti ambasciatori: l’auspicio di Draghi è che siano accertate le responsabilità di questi omicidi. “L’Italia – ha proseguito il Presidente del Consiglio passando al tema della pandemia – ha dimostrato di saper reagire alle crisi con determinazione e unità”. In questo ambito Draghi ha anche evidenziato come la nostra economia sia in ripresa. Soddisfazione è stata espressa dal Premier in merito all’esito del recente G20 dove “si sono fatti passi in avanti sul fronte della tassazione globale, della distribuzione dei vaccini e della lotta al cambiamento climatico”, ha sottolineato Draghi parlando quindi della necessità di un vertice straordinario sull’Afghanistan per dare una risposta comune per gli aiuti umanitari e per la lotta al terrorismo. “Il nostro è stato un multilateralismo efficacie partendo dal presupposto che le crisi globali meritano risposte collettive”, ha aggiunto Draghi esprimendo soddisfazione anche sul fronte dei rapporti bilaterali, citando su tutti il Trattato del Quirinale con la Francia ed il piano d’azione in divenire con la Germania per un maggiore coordinamento politico tra i due Paesi. La prossima sfida sarà l’attuazione del PNRR per la riduzione dei divari e l’accelerazione nelle transizioni digitali ed ecologiche nonché per un rilancio della produttività anche attraverso la semplificazione della burocrazia. “Il PNRR è un piano di rilancio per tutto il Paese e non solo per questo Governo”, ha commentato Draghi soffermandosi poi sulla crisi sanitaria e sulla campagna di vaccinazione per le quali “occorre massima attenzione nei prossimi mesi”. Sempre sulla pandemia Draghi ha ricordato come il Global Health Summit sia un invito ai Paesi più ricchi e alle case farmaceutiche verso la donazione di dosi assicurando che i vaccini arrivino a chi ne ha bisogno: l’obiettivo è la vaccinazione di almeno il 70% della popolazione in tutti i Paesi entro metà 2022. Sui cambiamenti climatici Draghi ha invece ricordato l’iter del processo di ‘decarbonizzazione’ che dipenderà però dagli sviluppi nei singoli stati di questo impegno lanciato dal G20 di Roma, puntando alla neutralità climatica entro metà secolo. Il Premier ha anche plaudito a eventi come Youth for Climate quale modello di partecipazione ai processi negoziali da ripetere in futuro. Tra gli obiettivi in politica estera vi sono poi la stabilizzazione della Libia, che attende elezioni libere quanto prima per una pace duratura, e le relative questioni migratorie dove sarà essenziale che l’Ue adotti una gestione condivisa, umana e sicura con corridoi umanitari e accordi di rimpatrio giusti ed efficaci. Draghi ha inoltre puntato l’attenzione su quanto sta accadendo lungo i confini orientali d’Europa ammonendo sull’uso dei migranti “come strumento di pressione geopolitica che è un qualcosa di inaccettabile”. L’invito del Premier è stato infine rivolto all’accelerazione verso una difesa europea complementare alla Nato per una politica estera chiara e forte, con meccanismi decisionali efficaci anche in ambito europeo. (Simone Sperduto/Inform)

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