SCAMBI LINGUISTICI E CULTURALI
Insieme gli studenti americani con quelli delle Università dell’Aquila e di Chieti-Pescara
L’AQUILA – “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. Lo scriveva Cesare Pavese nel suo libro “La luna e i falò” del 1950. Parole lette ad alta voce, sabato 5 luglio, durante l’inaugurazione del decimo anno del progetto “Wayne in Abruzzo” da uno studente dell’Università degli Studi di Chieti-Pescara, per il primo anno coinvolta nell’iniziativa. La cerimonia svoltasi a Gagliano Aterno, piccolo borgo di poco più di cento abitanti della provincia dell’Aquila, ha dato il via all’annuale corso di scambio tra due culture care allo scrittore Pavese: quella italiana e quella americana.
Nel borgo aquilano, da cui agli inizi del Novecento in tanti partirono per trovare fortuna nella terra a stelle e strisce, oggi nel 2014 arrivano giovani americani che vogliono imparare l’italiano. Sono i discendenti di quegli emigrati, che tornano a scoprire le loro origini. Per Elisabeth McCain, ministro consigliere Affari pubblici dell’ambasciata statunitense in Italia, si tratta di “scambi molto importanti non solo dal punto di vista linguistico, ma anche per il rafforzamento delle relazioni tra i due paesi”.
Durante il mese di luglio si terranno corsi di lingua e cultura americana per gli studenti italiani delle Università de L’Aquila e di Chieti-Pescara e italiana per i ragazzi e le ragazze della Wayne State University di Detroit. La distanza di due terre separate da un oceano diventerà nulla. “Wayne in Abruzzo è il miglior modo di eliminare le differenze tra paesi diversi – ha detto uno studente americano di origini italiane – e in particolare farlo in un borgo così piccolo in cui le persone non parlano inglese. Dell’Italia mi piace soprattutto lo stile di vita – ha aggiunto – In America tutto ruota intorno al lavoro, ai soldi e non si riesce a godere della vita, invece in Italia mi sembra che sia l’opposto”.
Nel luogo in cui gli americani vedono la gioia di vivere, gli italiani invece ne osservano l’isolamento. Il presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso ha spiegato come questa iniziativa possa aiutare a superare la nostra condizione di arretratezza materiale, infrastrutturale e a volte anche culturale. “Esperienze come queste ci consentono libertà, capacità, potenza, sistemi relazionali, ma anche abilità e competenze”.
La presenza del prof. Franco Santellocco Gargano (CGIE) ha reso il corso ancor più significativo ed attuale: è decennale la validità del “Progetto Mediterraneo” avviato nell’anno scolastico 2001/2002 e tutt’ora in essere. I valori, di entrambi i percorsi formativi, pur diversi nella forma, sono assolutamente indistinguibili: un modello di formazione multiculturale che contribuisca a fornire una coscienza sociale per un vissuto armonico e di pace attraverso lo studio e il confronto positivo con altre culture.
Al primo posto di questo progetto di scambio linguistico e culturale si colloca proprio il merito. In questi dieci anni di attività “Wayne in Abruzzo” ha portato i suoi studenti in America e in Italia. Luisa Capannolo, che ha ottenuto l’anno scorso a Gagliano il certificato di inglese avanzato Toefl , andrà dal prossimo settembre per cinque anni all’università di Boston per un dottorato in astronomia. Viaggio opposto ma altrettanto lungo quello di una studentessa di beni culturali della Wayne State University. Quattro anni fa frequentò per un anno l’Università de L’Aquila grazie a una borsa di studio del progetto Wayne.
Mentre tutte le lingue del mondo vengono arricchite quotidianamente di anglicismi e l’inglese diventa la prima lingua franca in ogni ambiente internazionale, numerosi studenti americani vengono ogni anno in Abruzzo per imparare l’italiano. Un fenomeno che il docente di lingua e cultura italiana Raffaele De Benedictis della Wayne State University di Detroit spiega così: “Non è vero che chi conosce l’inglese non abbia bisogno di imparare le altre lingue. Lo studio dell’italiano non è solamente un fatto affettivo, ma è anche un fatto professionale. Per capire dove sta andando il mondo bisogna avere la padronanza anche delle altre lingue. Conoscere la profondità della lingua significa capire e carpire i valori culturali e sentimentali di un popolo”.
Oggi più che mai nell’era della globalizzazione entrare in contatto con culture diverse significa “aprirsi al mondo, conservando come un dono prezioso la propria storia e cultura”, ha precisato la pro-rettora dell’Università dell’Aquila Anna Tozzi.
In ottobre a Firenze gli Stati Generali della lingua italiana nel mondo
In questo senso, l’italiano come lingua e come cultura acquisterà ancora più forza dal prossimo ottobre con gli Stati Generali della lingua italiana nel mondo. L’iniziativa, promossa dal Ministero degli Esteri, in collaborazione con i Ministeri dell’Istruzione e dei Beni culturali si terrà nella città dove Manzoni andò “a sciacquare i panni in Arno”. A Firenze in autunno si discuterà delle strategie di diffusione della lingua italiana all’estero e delle politiche attualmente messe in campo per promuovere la lingua di Dante. Il capoluogo toscano è anche una delle mete, insieme a Roma e Napoli e altri luoghi in Abruzzo, che i ragazzi americani visiteranno durante il mese di corso di lingua e cultura italiana per entrare in contatto diretto con la ricchezza del patrimonio italiano.
Nonostante tanti italiani continuino a dover partire per trovare opportunità di lavoro altrove, a Gagliano Aterno ogni anno si ripete un miracolo: l’idioma che tanti emigrati dovettero mettere da parte una volta giunti in terra straniera, riacquista dignità e diventa la lingua della scelta e non quella dell’abbandono. (Inform)