SENATO DELLA REPUBBLICA
ROMA – “Presentazione del disegno di legge per l’introduzione del voto elettronico per gli italiani all’estero”, questo il tema trattato nella sala dei Caduti di Nassiriya in Senato nel corso di un incontro promosso dal senatore Patrizio La Pietra (Fratelli d’Italia), accompagnato dai colleghi di partito Luca Ciriani, Roberto Menia (altresì segretario generale del Comitato Tricolore Italiani nel Mondo) e Ignazio La Russa. “Gli italiani all’estero sono stati abbandonati dalla politica e non possiamo dimenticarcene. Bisogna tenere accesi i fari della politica sui nostri connazionali per non farli sentire abbandonati”, è stato il messaggio lanciato all’intera politica da Ciriani. La Pietra ha ricordato che in questa legislatura la destra ha toccato diverse sfaccettature del mondo dell’emigrazione italiana: per esempio è stata menzionata la questione dei medici venezuelani che hanno potuto dare il proprio aiuto all’Italia grazie all’emendamento di Fratelli d’Italia recepito dal Cura Italia.
“Il nostro intento è garantire la qualità e la sicurezza del voto. Per questo abbiamo presentato il disegno di legge per introdurre il voto elettronico all’estero, dove la situazione è diversa dall’Italia: ci sono distanze enormi da coprire e in questo momento preciso, a parte la situazione sanitaria, preoccupano anche quelle sociali e politiche che impediscono una libera circolazione in alcune parti del mondo”, ha spiegato La Pietra. Roberto Menia ha ricordato le testimonianze, emerse da un recente incontro, provenienti dalle due Americhe (Nord e Sud) con particolare preoccupazione per il Sudamerica dove non mancano condizioni drammatiche anche sotto l’aspetto politico. “Il diritto per gli italiani all’estero di esprimere il voto fu la grande battaglia di Mirko Tremaglia. Oggi dobbiamo rivendicarne la grande portata civile ma venti anni dopo c’è bisogno di una bella revisione della legge. Il diritto di voto, strettamente connesso alla cittadinanza, riguarda oggi 6 milioni di italiani sparsi nei vari continenti”, ha spiegato Menia non dimenticando poi i circa 60 milioni di oriundi che “fanno parte di quella grande Italia oltre i confini”. Menia ha evidenziato che, dopo l’ultimo referendum costituzionale, bisognerà necessariamente riscrivere la legge elettorale nazionale ridisegnando i collegi elettorali: la riforma ha anche ridotto il numero dei parlamentari in generale e quindi nella circoscrizione estero si passerà dagli attuali 18 parlamentari a 12. Per Menia il voto per corrispondenza si è mostrato esageratamente costoso, senza contare le problematiche legate alla consegna e alla stampa dei plichi. Secondo Menia dunque, anche per evitare possibili brogli, i tempi sono maturi per attuare il voto elettronico visto che ormai con un semplice smartphone si fanno operazioni estremamente complesse e delicate e quindi non si capisce il perché non si possa anche votare. “Sarà poi il Governo a dover valutare l’opzione telematica migliore sotto il profilo tecnico. Bisogna uniformare anche un altro aspetto: all’estero ci sono le preferenze e questo consente solo ad alcuni di poter investire su grandi circoscrizioni elettorali”, ha rilevato Menia che ha poi parlato del rinnovo dei Comites previsto per il prossimo 3 dicembre. “Anche qui c’è una serie di perplessità: si rivota con il sistema inaugurato dal Governo Renzi dove ti devi iscrivere per votare, con una platea che spesso neanche sa di doversi iscrivere. L’ultima volta ha votato il 3% degli aventi diritto e adesso in più andremo a votare in piena pandemia e voterà forse l’1%. Troverei più logico prorogare di qualche mese ancora, operare nel frattempo la riforma delle competenze dei Comites e approfittare di questo voto per sperimentare il voto elettronico”, ha spiegato Menia parlando infine dell’istituzione della Bicamerale per gli italiani all’estero. “L’idea della Bicamerale nasceva già da Tremaglia che, dopo la prima legislatura, prese atto che gli eletti nel mondo erano una specie di riserva che incidevano poco nel Parlamento italiano e pensò quindi a una Bicamerale”, ha precisato Menia ricordando che sul sito ufficiale del partito Fratelli d’Italia c’è una sezione appositamente dedicata ai circoli nel mondo, a sottolineare l’attenzione della destra ai connazionali all’estero. Ignazio La Russa ha concluso l’incontro ribadendo il concetto alla base del tema trattato: “il modo in cui vengono eletti i parlamentari all’estero è superato e va cambiato”. (Inform)