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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Voto all’estero, l’audizione in Giunta per le elezioni del Ministro per i Rapporti con il Parlamento D’Incà

ITALIANI ALL’ESTERO

 

(fonte immagine Camera dei Deputati)

ROMA – La Giunta delle elezioni, in merito all’indagine conoscitiva sulle modalità applicative ai fini della verifica elettorale, della legge 459/2001, recante “Norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero”, ha svolto l’audizione del Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà. Il Ministro ha parlato del rispetto delle garanzie di quanto sancito dall’art. 48 della Costituzione, citando altresì il lavoro svolto da una commissione costituita ad hoc per individuare le procedure atte a garantire il diritto di voto a 360° in base al confronto con quanto avviene in altri Paesi: il tutto è stato raccolto nel cosiddetto ‘Libro Bianco’. Per quanto riguarda la possibilità di voto elettronico il quesito è stato rimandato ad ulteriori analisi conoscitive. D’Incà ha ricordato per gli iscritti Aire la differenza che c’è tra il voto alle politiche e quello alle elezioni amministrative, anche in fatto di astensionismo distinto tra reale ed apparente: questo è dovuto al fatto che in molti piccoli Comuni – quelli più soggetti a fenomeni migratori – il gap tra aventi diritto e votanti effettivi può apparire molto più ampio. D’Incà ha quindi ricordato che gli elettori Aire rappresentano in generale circa il 9% del totale ma possono incidere molto sul quorum effettivo del voto nel caso in cui si richiede il rimpatrio, cosa che avviene per le elezioni amministrative comunali e regionali. Per le elezioni politiche è invece possibile il voto per corrispondenza all’estero.

D’Incà ha parlato anche dell’inversione dell’opzione di voto invitando a riflettere e a individuare l’incidenza sul calcolo della partecipazione al voto rispetto alla presenza di elettori Aire. Il Ministro ha invitato anche a migliorare l’aggiornamento delle liste elettorali tramite la dematerializzazione delle stesse: si potrebbe inoltre migliorare la valutazione dell’elettorato attivo in riferimento alla partecipazione attiva alla politica locale del Paese di residenza. Il deputato Gregorio Fontana (FI) ha plaudito il testo ‘Libro Bianco’ che offre una comparazione di ampio raggio. Fontana ha altresì parlato di una valutazione dell’effetto collaterale dell’inversione dell’opzione circa l’astensionismo apparente. Quindi ha sollevato il problema del concetto di personalità del voto stesso (che dovrebbe prevedere una sicurezza totale circa chi effettivamente esprime il voto a distanza). Fontana ha chiesto a che punto sia l’ipotesi di digitalizzazione di tali procedure con la possibilità di applicare questo meccanismo agli iscritti Aire: ipotesi da poter eventualmente allargare al territorio nazionale. “Attraverso il ‘Libro Bianco’ abbiamo preso in considerazione il problema dell’astensionismo apparente e della lontananza dalle istituzioni”, ha ulteriormente sottolineato D’Incà invitando a mettere insieme una serie di iniziative per continuare sulla digitalizzazione delle liste elettorali ed evidenziando che un altro passo fondamentale diventerebbe il certificato elettorale digitale chiamato ‘Election Pass’. Cosimo Ferri (IV) ha domandato al Ministro cosa pensi di su revisione della circoscrizione Estero e ha ulteriormente chiesto se possa essere considerato giusto avere, oltre alla cittadinanza, anche il requisito del pagamento delle tasse per avere il diritto di voto italiano. Elisa Siragusa (Misto), eletta ripartizione Europa, citando a sua volta il ‘Libro Bianco’ ha parlato della valutazione di eventuali modifiche per il trasferimento della cittadinanza. “All’estero abbiamo un’astensione che oscilla tra 70 e 80% ed è normale nel momento in cui abbiamo tanti italiani che non hanno mai vissuto in Italia. Il diritto di voto deve essere mantenuto ma bisogna decidere chi possiamo definire come italiano”, ha spiegato Siragusa. D’Incà ha risposto agli interventi dei deputati sottolineando che la circoscrizione Estero sicuramente risentirà della riduzione dei parlamentari. Il Ministro ha riconosciuto la vicinanza che c’è tra i connazionali all’estero e l’Italia, divenendo questi ultimi a volte ‘ambasciatori’ del Paese. D’Incà si è  chiesto se sia fattibile mantenere le attuali modalità di voto all’estero solo per le politiche oppure se si possa estenderle agli iscritti Aire anche per le amministrative. (Inform)

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