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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Voci dalla Farnesina, una puntata sulle relazioni Italia-USA in riferimento al Programma Fulbright

FARNESINA

 

ROMA – Il 20 giugno si è tenuto il consueto Annual Meeting della Commissione Fulbright, occasione di incontro tra i borsisti italiani che partiranno per gli USA e quelli statunitensi che stanno per tornare a casa. Ma che cos’è il Programma Fulbright? E in che modo è possibile ottenere una borsa di studio?  Il nuovo episodio della serie podcast Voci dalla Farnesina ha raccontato le origini e gli obiettivi di uno dei capisaldi delle relazioni tra Italia e Stati Uniti in ambito culturale. Sono intervenuti: Luca Scotti (funzionario diplomatico della Direzione Generale per la Diplomazia Pubblica e Culturale); Paola Sartorio (presidente della Commissione Fulbright); i borsisti Cristiana Tonon (Hobart and William Smith Colleges) e Daniel Sutton (Università di Bologna).  Nel podcast Luca Scotti ha spiegato come la formazione e gli scambi accademici rappresentino uno degli obiettivi prioritari della Diplomazia Pubblica e Culturale del Maeci. “È una leva per lo sviluppo culturale ed economico del nostro Paese nonché un efficace strumento di politica estera”, ha evidenziato Scotti sottolineando che proprio per questo motivo la Farnesina, sia a Roma sia tramite la nostra rete diplomatico-consolare e gli Istituti Italiani di Cultura all’estero, operi per favorire la cooperazione in questo ambito favorendo l’attrazione di talenti. Scotti ha anche precisato che, per quanto riguarda l’attrazione dei talenti stranieri in Italia, un elemento cruciale è quello delle borse di studio. “La Farnesina eroga ogni anno borse di studio in favore di studenti internazionali, per la frequenza di corsi di laurea magistrale e di dottorato nelle nostre università e nelle nostre accademie, sia tramite il bando ordinario sia tramite i programmi speciali, tra cui proprio il Programma Fulbright”, ha spiegato Scotti sottolineando che questo programma specifico è particolarmente rilevante per i rapporti di collaborazione culturale con gli USA: si tratta di un programma nato nel 1946 su iniziativa del senatore americano William Fulbright che voleva promuovere il dialogo interculturale. “L’Italia è stato tra i primi Paesi ad aderirvi già nel 1948”, ha aggiunto Scotti precisando che il programma è finanziato congiuntamente dal Dipartimento di Stato Americano e dalla Farnesina. Si tratta di un programma molto articolato che vede il finanziamento di diverse borse di studio: ogni anno sono circa cento i borsisti italiani e americani selezionati per il programma. Paola Sartorio ha a sua volta ricordato che si tratta di uno dei primi programmi di scambi culturali al mondo e in questi oltre 75 anni ha visto registrare circa 10mila partecipanti. Sartorio ha menzionato l’incontro tra il Premier Meloni e il Presidente Biden del luglio dell’anno scorso al termine del quale è stata stilata una dichiarazione che poneva l’attenzione su tutti i principali pilastri di collaborazione tra i due Paesi: nel settore culturale spiccava il Programma Fulbright. “La nostra forza è quella di offrire opportunità anche in ambito artistico oltre che scientifico, quindi i nostri candidati ci dicono che tipo di progetto vogliono svolgere e dove”, ha spiegato Sartorio. La borsista borsisti Cristiana Tonon ha ricordato il suo percorso con questo programma che l’ha vista recarsi nello Stato di New York. Uno degli aspetti più belli per Tonon è il fatto che si riescono a rivestire anche più ruoli all’interno della stessa esperienza. “Quello che si riceve in cambio, non penso lo si possa ricevere da altri programmi proprio per la varietà dei ruoli”, ha aggiunto Tonon evidenziando che tra i vantaggi c’è anche quello che si entra di fatto in un network che permette di entrare in contatto con tante persone in giro per il mondo. Daniel Sutton ha sottolineato a sua volta come lo scambio culturale sia fondamentale e ha voluto esprimere la sua passione per la lingua e per la cultura italiana: un qualcosa che è maturato durante il suo soggiorno di studi in Italia. “Consiglio agli studenti di candidarsi perché è un’esperienza unica”, ha precisato Sutton. (Inform)

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