direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Voci dalla Farnesina”: Next Generation EU: dalla crisi un’occasione per far crescere l’Unione

FARNESINA

Il podcast realizzato dal Maeci  in collaborazione con l’Ansa

 

 

ROMA – Se ne sente parlare da mesi, con definizioni spesso poco comprensibili per i non addetti ai lavori: Next Generation EU, Recovery Plan, PNRR: in sintesi è, nelle sue varie angolazioni e declinazioni, il grande piano di sostegno all’economia e alla società europea messo in campo dall’Unione a seguito della devastante crisi imposta dal Covid-19. Ma che cos’è esattamente questo piano? Come funziona? E inoltre, che cosa rappresenta nella vita e nell’evoluzione dell’Unione? Con Patrizio Nissirio dell’Ansa ne parlano a “Voci dalla Farnesina”, il podcast realizzato dalla Farnesina in collaborazione con l’Ansa, due esperti e protagonisti di primo piano: l’economista Marco Buti, capo di gabinetto del Commissario europeo agli affari economici Paolo Gentiloni e Vincenzo Celeste, Direttore generale per l’Unione Europea al Ministero degli Esteri. Marco Buti ha parlato di Next Generarion come “una delle risposte più importanti dell’UE alla crisi andando al di là del patto di stabilità con i suoi 750 miliardi di euro”. Dodici Stati membri avevano già presentato i loro piani entro aprile scorso. “Durante la fase di negoziazione la Commissione ha insistito sulla coerenza puntando alla combinazione tra investimenti e riforme. Obiettivi intermedi e obiettivi finali creano un cronoprogramma ambizioso: ora abbiamo davanti a noi la fase di implementazione”, ha spiegato Buti. Vincenzo Celeste ha parlato di Next Generation come una grande conquista. “La Farnesina ha avuto un ruolo centrale nello svolgimento dei negoziati, l’Italia è la prima beneficiaria di questi fondi. Come Italia abbiamo una grande responsabilità nei confronti di tutti i cittadini europei: l’utilizzo oculato delle risorse realizzando presto e bene quanto stabilito dal piano”, ha spiegato Celeste ricordando due punti centrali come la transizione verde e il digitale: “la sfida più grande sarà quella della tempistica perché i 191 miliardi di fondi, cui si aggiungono quelli nazionali, vanno impegnati entro il 2023 ed erogati entro il 2026”, ha aggiunto Celeste evidenziando come per l’Italia questo significhi una modifica anche culturale. Nissirio chiede ai due ospiti se il Next Generation EU possa essere un passo in senso ‘hamiltoniano’ di condivisione del debito pubblico. Entrambi hanno concordato ritenendo che questo possa essere solo in parte vero perché non si tratta della messa in comune del debito pregresso degli Stati membri ma di obbligazioni future per un massimo di 750 miliardi. Entrambi hanno sottolineato come la pandemia abbia dato una dimostrazione di quanto sia necessario per l’UE dotarsi di uno strumento in questa direzione. (Inform)

 

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform