FARNESINA
Il podcast realizzato dal Maeci in collaborazione con l’Agenzia Ansa
ROMA – Attacchi informatici, criminalità online, furti di dati: il tema della sicurezza cibernetica è spesso al centro delle cronache per tutta una serie di minacce e rischi. Oltre a questi ci sono anche però opportunità da cogliere. Tra i vari modi in cui gli Stati fanno fronte a queste novità, da qualche anno a livello globale è emersa una cosiddetta “diplomazia dello spazio cibernetico”. Ne parlano con Salvatore Lussu a “Voci dalla Farnesina”, il podcast realizzato dalla Farnesina in collaborazione con l’Agenzia Ansa, Laura Carpini (Capo dell’Unità per le politiche e la sicurezza dello spazio cibernetico alla Farnesina), Marco Peronaci (Ambasciatore presso il Comitato politico e di Sicurezza dell’UE) e Alice Marziali (Diplomatica della Rappresentanza italiana alla Nato). Carpini ha spiegato che lo spazio cibernetico non è altro che un territorio di interazione interamente creato dagli essere umani nel quale vengono replicati più o meno tutti gli aspetti dello spazio reale o analogico. Nella rete c’è anche un aspetto collaborativo, con un’interazione sociale, esattamente come nella realtà fisica. “Nella pandemia abbiamo scoperto che si possono fare molte cose anche da casa. E’ dunque aumentata la superficie a disposizione delle persone, con un aumento massiccio dei dati e quindi con un rischio maggiore di poterli perdere, anche per l’intervento di criminali informatici”, ha aggiunto Carpini sottolineando che, trattandosi di una materia per molti aspetti ancora nuova, c’è necessità di una maggiore cooperazione tra Stati per la sicurezza. “Per questa ragione la diplomazia è molto importante, anche per aspetti più regolatori o per la cooperazione allo sviluppo. La digitalizzazione che si ha oggi in Italia non è la stessa di un altro Paese e il divario che si crea tra Stati non è positivo per la stabilità internazionale”, ha precisato Carpini richiamando il concetto di ‘minaccia cibernetica’ sul quale ancora non c’è una definizione univoca con tutto ciò che ne consegue per una certezza d’applicabilità del diritto internazionale alle fattispecie di reato. E’ di recentissima istituzione un Centro europeo di competenza cibernetica con sede a Bucarest. Peronaci ha parlato delle misure di prevenzione dell’UE che prevedono una ‘cassetta degli attrezzi’ sulla sicurezza informatica, promuovendone anche lo sviluppo nei Paesi terzi. Le sanzioni vere e proprie sono volte a congelare le risorse degli individui e delle entità responsabili degli attacchi impedendone gli spostamenti nei Paesi dell’UE. “Dal punto di vista tecnico è spesso difficile risalire all’autore dell’attacco specialmente se proviene da un Paese terzo”, ha spiegato Peronaci evidenziando che in tal caso si tratta di un processo che richiede indagini complesse.. Marziali ha parlato nello specifico di come la Nato si stia adattando ad uno spazio cibernetico sempre più complesso. “Lo spazio cyber è un vero e proprio dominio operativo in linea con il mandato difensivo della Nato”, ha spiegato Marziali sottolineando l’impegno di tutti gli alleati per il rafforzamento della sicurezza cibernetica. (Inform)