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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Viva l’Italia!

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

Su Tribuna Italiana del 28.9.2016 l’editoriale del direttore Marco Basti

 

BUENOS AIRES – Gli italiani ci avviamo verso una nuova campagna referendaria, il cui punto di arrivo è il 4 dicembre in Italia e quattro giorni prima per i cittadini residenti all’estero che vorranno partecipare alla consultazione, di carattere vincolante, se riceveranno in tempo utile la busta per votare per corrispondenza. Si dovrà decidere se confermare o no la riforma alla parte seconda della Costituzione italiana del 1947, approvata dal Parlamento lo scorso mese di aprile alla fine di un percorso durato due anni. Tra i punti principali, la fine del bicameralismo perfetto, la riduzione del numero di Senatori che saranno cento e che se passerà la riforma saranno eletti dai consigli regionali con indicazione vincolante da parte degli elettori; l’eliminazione del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro; una risistemazione delle competenze legislative dello Stato e delle regioni; la scomparsa delle Province; nuove possibilità di partecipazione diretta da parte dei cittadini attraverso referendum abrogativi e propositivi e leggi di iniziativa popolare.

Cose tutte sulle quali si può essere o no d’accordo, opinioni che ognuno sarà libero di esprimere attraverso la partecipazione al referendum. Cose sulle quali i politici ancor più dei cittadini dovrebbero dibattere e sulle quali i media dovrebbero informare. Secondo i favorevoli al Sì, la riforma serve a far ripartire il Paese dopo anni di stallo, perché renderà più snelli ed efficaci i procedimenti per l’approvazione delle leggi e aiuterà a semplificare e a rendere meno onerosa la politica.

Per i sostenitori del No tutti i mali del mondo potrebbero abbattersi sul paese con queste poche modifiche.

Ora se questa è la posta in gioco, non si capisce bene perché gli oppositori al Sì e tanti media si sbizzariscono a commentare se il ministro Boschi durante la sua visita ha riempito il Coliseo o se era vuoto, se dovevano essere convocati tutti i promotori del Sì o se era una riunione del partito di governo; se l’intervento del ministro è stato a carattere istituzionale o di barricata e via dicendo.

Alcuni temi si prestano a opinione, ma il numero di partecipanti al Coliseo è una cosa concreta. C’è chi ha parlato per sentito dire (addirittura qualcuno, in Italia senatore, incaricato di rapporti con gli italiani all’estero, ha scritto in un comunicato che “il ministro Boschi si aspettava migliaia di persone al Teatro Colón…” (sic), senza sapere che l’incontro è avvenuto nel Coliseo, teatro del demanio italiano.

Altri hanno fatto il confronto con i tremila presenti all’incontro con Mirko Tremaglia di dieci anni fa ma, a parte il fatto che Tremaglia portava il voto ed era uno che era sempre stato vicino alle vicende migratorie per cui era conosciuto ed apprezzato dagli emigrati e quindi l’entusiasmo era alle nuvole, da allora sono passati, tanti di quelli emigrati non ci sono più e l’incontro con la Boschi è stato organizzato in quattro e quattro otto, senza promesse di festival previo, né di sbicchierata dopo, come è stato abituale in altri più recenti incontri con esponenti politici. Ha funzionato il passaparola, e chi era presente ha visto che i mille posti della platea erano praticamente al completo.

Come abbiamo scritto la settimana scorsa, gli schieramenti sulla riforma sono trasversali a quasi tutti i partiti, anche all’estero, anche qui in Argentina. E il referendum rischia di essere snaturato perché caricato di significati estranei alla riforma della Costituzione. “E’ la politica, stupido”, potrebbe dire qualcuno parafrasando Clinton.

“Viva l’Italia!” potrebbe rispondere ingenuamente un altro… (Marco Basti – Tribuna Italiana del 28 settembre 2016 / Inform)

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