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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Visita ufficiale in Cina, il Premier Meloni interviene al Business Forum di Pechino: “L’impresa italiana in Cina continua a fare la sua parte. Gli investimenti cinesi in Italia sono oggi circa un terzo di quelli italiani in Cina, è un divario che ci piacerebbe colmare nel modo giusto”

ESTERI

(Fonte foto Presidenza del Consiglio)

PECHINO – Nel corso della visita ufficiale in Cina il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha preso parte a Pechino al Business Forum Italia-Cina. Durante l’evento, che ha visto la partecipazione di oltre 100 aziende e associazioni di categoria italiane e cinesi, il Presidente Meloni e il Primo Ministro del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese, Li Qiang, hanno presenziato alla cerimonia di firma di accordi di collaborazione industriale tra i due Paesi. “L’ampia partecipazione a questo evento – ha esordito nel suo intervento il Premier italiano – testimonia chiaramente l’interesse che tutti abbiamo a rafforzare il partenariato tra Italia e Cina. Per riuscirci, dobbiamo essere capaci di ragionare sui punti di forza e sui punti di debolezza, su quello che ha funzionato bene e su quello che ha funzionato meno bene, e credo che questo sia il luogo dove farlo, che questa sia una grande occasione per farlo, con l’obiettivo comune di rendere le nostre relazioni commerciali sempre più eque, e sempre più vantaggiose per tutti. Porsi questo obiettivo, dal mio punto di vista, – ha continuato Meloni – è anche il modo più concreto per celebrare le due importanti ricorrenze che cadono proprio quest’anno: i venti anni del nostro partenariato strategico globale e i settecento anni dalla scomparsa di Marco Polo, a cui dobbiamo sostanzialmente le fondamenta più profonde nei legami tra i nostri due popoli”. Il Premier ha anche evidenziato come gli antichi rapporti tra Italia e Cina siano caratterizzati da una cooperazione economica e commerciale molto significativa ma anche da motivi di interesse strategico a fronte delle crisi attuali a livello globale dalla guerra in Ucraina fino al Medio Oriente e al Mar Rosso. “Sono tutte crisi che, rimettendo in discussione l’ordine internazionale basato sulle regole, si ripercuotono inevitabilmente anche sulla sicurezza e sull’integrazione economica globale. E queste crisi, insieme allo shock della pandemia, ci hanno posto di fronte anche agli effetti collaterali della globalizzazione, ai rischi legati al fatto di avere catene di approvvigionamento globali. Se è vero che l’economia mondiale ha molto beneficiato dalla liberalizzazione dei commerci, è anche vero che i dividendi di questo processo non si sono sempre distribuiti in maniera equilibrata tra le Nazioni e non si sono distribuiti in maniera equilibrata tra i diversi fattori di produzione all’interno di ciascuna Nazione”, ha aggiunto Meloni sottolineando tra gli altri temi del confronto anche quello dell’intelligenza artificiale generativa. “So che anche in Cina è in corso un vivace dibattito su quelle che sono state definite ‘nuove forze produttive’, alludendo, immagino, proprio all’impatto dell’intelligenza artificiale sulla produttività e, aggiungo io, anche sulla creazione e sulla distruzione potenziale di posti di lavoro. Ognuno di noi sviluppa chiaramente il proprio approccio, ma io credo che al di là delle diverse sensibilità sia fondamentale sviluppare un ragionamento comune, proprio alla luce delle ricadute che l’intelligenza artificiale avrà sul mercato del lavoro, anche per quelle professioni che hanno una specializzazione più elevata. Sarebbe per noi un errore ignorare i crescenti rischi di polarizzazione, di ulteriore verticalizzazione della ricchezza, per non dire di quelli associati alla perdita di controllo umano sulle decisioni che prenderanno le macchine che intanto vengono impiegate nei più svariati settori, inclusi quelli medici, quelli della sicurezza, addirittura quelli del campo militare. Affrontare queste sfide chiaramente richiede una collaborazione costruttiva e molto trasparente”, ha spiegato Meloni parlando dell’importanza di strategie sempre più condivise basate su decisioni che non danneggino reciprocamente i Paesi. “La nostra Nazione chiaramente resta desiderosa di cooperare, è ovviamente fondamentale per noi che i nostri partner si dimostrino genuinamente cooperativi, che giochino secondo le regole, per assicurare che tutte le aziende possano operare sui mercati internazionali in condizioni di parità, perché se vogliamo un mercato libero quel mercato deve essere inevitabilmente anche equo. Questo approccio ci offre anche l’opportunità storica di costruire un nuovo modello di cooperazione con gli attori del Sud globale, a cominciare dall’Africa, che è un interlocutore per noi fondamentale, – siamo una Nazione mediterranea, – ci offre l’occasione anche di dimostrare che si può collaborare in modo leale, trasparente e reciprocamente vantaggioso, perché questa è l’unica vera cooperazione di lungo periodo, e le relazioni tra Italia e Cina sono state qui generalmente ispirate a questi principi, sono relazioni che nonostante gli shock degli ultimi anni si sono dimostrate solide e resistenti”, ha aggiunto Meloni menzionando l’interscambio che si è attestato nel 2023 a circa 67 miliardi di euro con un ampio potenziale ancora inespresso. “Sono contenta di vedere qui tanti protagonisti del Made in Italy, che è qualità, creatività, tradizione, identità: è un potentissimo diffusore di cultura, di conoscenze, di tradizione e di innovazione, sapientemente miscelate e capace di attraversare epoche e confini. Penso alla farmaceutica, penso alla meccanica, alla biomedicina, che da soli fanno il 40% delle esportazioni italiane verso la Cina. Rafforzare la cooperazione economica significa anche promuovere buoni investimenti diretti, in entrata e in uscita, reciprocamente vantaggiosi, trasparenti e sostenibili, che garantiscano ricadute positive in termini di posti di lavoro, di qualità e sviluppo dei luoghi che li ricevono. Attrarre investimenti esteri ci consente di alimentare la crescita economica della nostra Nazione e la sua crescita occupazionale”, ha spiegato Meloni ricordando le oltre 3.000 piccole e medie imprese innovative e di eccellenza. “L’impresa italiana in Cina continua a fare la sua parte. Gli investimenti cinesi in Italia sono oggi circa un terzo di quelli italiani in Cina, è un divario che ci piacerebbe colmare nel modo giusto e colmarlo rappresenta dal mio punto di vista un’ottima occasione per noi”, ha aggiunto Meloni definendo il Memorandum di collaborazione industriale sottoscritto come un passo assolutamente significativo in questa direzione. “Non voglio dimenticare la valenza economica di un settore strategico come il turismo, che il mio Governo continuerà a sostenere con grande determinazione, e vale la pena ricordare che Italia e Cina, entrambe eredi di un patrimonio culturale straordinario, rivaleggiano in un avvincente testa a testa nella graduatoria del maggior numero di siti che sono patrimonio dell’UNESCO. E quindi, in conclusione e ringraziando ancora tutti, credo che Italia e Cina abbiano ancora molta strada da fare insieme e penso che tocca a noi lastricarne il percorso, con determinazione, con concretezza, e con rispetto reciproco. Grazie a tutti e buon lavoro per quello che produrrete in questo Business Forum”, ha concluso Meloni. (Inform)

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