QUIRINALE
Mattarella all’Università di Porto : “Ai giovani europei è ormai estranea la concezione di un’Europa divisa da confini rigidi e da barriere doganali”
Sottolineato dal presidente della Repubblica il ruolo che il programma Erasmus “ha svolto e continua a svolgere nel rafforzare il senso di appartenenza delle nuove generazioni al progetto di integrazione europea”. Conferito a Mattarella il Dottorato honoris causa
PORTO – “Novelli ‘clerici vagantes’, i giovani di queste generazioni sono protagonisti del valore e della riaffermazione di principi come la assenza di frontiere per la cultura e la ricerca e, spesso, testimoniano a quelle precedenti cosa significhi realmente essere e sentirsi europei, cosa significhi percepire le Università e le città dell’Unione, tutte insieme, come parte ineliminabile della propria vita . Ai giovani europei è ormai estranea la concezione di un’Europa divisa da confini rigidi e da barriere doganali”.
Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando all’Università di Porto dove oggi gli hanno conferito il Dottorato honoris causa. Porto è stata la tappa conclusiva della visita ufficiale di tre giorni in Portogallo.
“Un Ateneo, quello di Porto, ove il programma Erasmus , che compie trent’anni e costituisce uno dei più grandi successi della nostra Unione , è particolarmente radicato, come dimostrano, fra gli altri, i sessantotto accordi sottoscritti con Atenei italiani”, ha sottolineato Mattarella evidenziando il ruolo che il programma Erasmus “ha svolto e continua a svolgere nel rafforzare il senso di appartenenza delle nuove generazioni al progetto di integrazione europea, un vero e proprio seme che ha prodotto risultati duraturi e di lungo respiro. Erasmus – ha aggiunto – ha contribuito a orientare intere generazioni di giovani alla causa della reciproca comprensione e della condivisione di valori, accompagnandoli verso un mercato del lavoro sempre più europeo nella sua ampiezza e nelle sue caratteristiche”.
“L’Erasmus e gli Erasmus – come abbiamo cominciato a chiamarli – sono davvero gli autentici protagonisti di una Europa 2.0”, ha detto il presidente
Mattarella ha anche avvertito che “per dotare i giovani portoghesi, i giovani italiani, i giovani europei, degli strumenti per affrontare il mercato del lavoro, avvertiamo sempre più pressante il bisogno di Università che ‘facciano rete’, che condividano il sapere, che sappiano ‘giocare di squadra’. Così l’Europa del futuro potrà affrontare un’epoca nella quale il concetto di istruzione permanente non rappresenti più un’opzione possibile, bensì costituisca uno standard”.
“Questo percorso, naturalmente – ha detto il capo dello Stato – , va basato sulla piena collaborazione, anzitutto, dei Paesi membri, che devono impegnarsi in un’azione di sempre maggiore interoperabilità dei sistemi che regolano, in ciascuno Stato membro, il settore dell’istruzione. Ma – ha aggiunto – , accanto al piano nazionale occorre sviluppare, al livello europeo, nel pieno rispetto della sussidiarietà, un sistema che favorisca la mobilità dei nostri giovani, la possibilità per loro di specializzarsi laddove ritengono di poter attingere alle migliori competenze”. “Se vogliamo un’Europa aperta, nella quale la mobilità dell’apprendimento sia una regola e non un’eccezione, nella quale studio e ricerca continuino a rappresentare aspetti centrali del nostro essere europei, allora – ha avvertito Mattarella – dobbiamo moltiplicare i nostri sforzi affinché quanto deciso a Göteborg possa rapidamente trasformarsi in concrete politiche comuni, di incentivo e accompagnamento, che rendano l’Europa un’area realmente integrata di ricerca, apprendimento e formazione”.(Inform)