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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Visioni Sarde A Tokyo

CINEMA

Due giorni dopo le proiezioni in Sudafrica la rassegna vola in Giappone. Il 5 marzo sarà ospitata dal Circolo “Isola Sardegna”

 

BOLOGNA – Dall’Africa al Giappone. Prosegue da un continente all’altro l’avventura di Visioni Sarde nel mondo.

In Giappone i cortometraggi della rassegna saranno proiettati al Seadas Flower Caffe di Jiyugaoka, quartiere nel sud di Meguro – Tokyo, il 5 marzo dalle ore 17:00. L’evento è organizzato dall’Associazione sardo giapponese “Isola Sardegna-Giappone”, presieduto da Giovanni Piliarvu, affermato fotografo sassarese trapiantato a Tokyo da oltre quindici anni.

Visioni Sarde torna nella capitale nipponica per la seconda volta. Dopo il successo delle proiezioni di luglio 2022 ha già registrato il tutto esaurito con l’impossibilità, per il Circolo “Isola”, di accogliere altre prenotazioni.

Saranno proposti sette film in lingua originale (due in sardo) tutti sottotitolati in inglese.

Essi rappresentano un veicolo formidabile per far conoscere nel paese del Sol Levante la Sardegna e le sue eccellenze: lingua, cultura e incomparabile bellezza del territorio. Sette cortometraggi in grado di valorizzare l’isola sotto ogni suo profilo: ambientale, storico, culturale e di costume. Eccoli in rigoroso ordine alfabetico:

  • “12 Aprile” di Antonello Deidda. Un ironico viaggio nel tempo che unisce il mitico giorno, in cui nel 1970 la squadra di calcio del Cagliari vinse lo scudetto con il 2020, in pieno lockdown, in una città deserta e inquietante;
  • “Fradi miu” di Simone Contu. Un pastore deve vendicare la morte del fratello maggiore, ucciso molti anni prima sotto i suoi occhi di adolescente. La vendetta però non si addice alla sua indole pacifica, o almeno così sembra;
  • “La Venere di Milis” di Giorgia Puliga. La storia si dipana tra tentativi di imboscamento da parte di Toni agricoltore rassegnato, equivoci e momenti di suspense, con le donne del passato lontano o quelle del presente sempre forze motrici del destino degli uomini;
  • “Mammaranca” di Francesco Piras. Giovanni e Michele, di undici e nove anni vivono in un quartiere popolare della periferia di Cagliari. La vita dei due bambini sembra cambiare dopo l’arrivo improvviso di un gratta e vinci;
  • “Santamaria” di Andrea Deidda. Negli anni d’oro della boxe un giovane si prepara al primo incontro della sua carriera: la scalata all’Olimpo del pugilato inizia sul ring di un piccolo paese dove finte, diretti e montanti svelano la potenza dei sogni di un boxeur ragazzino;
  • “Senza te- Without you” di Sergio Falchi. Un anziano che ha perso la moglie vive da solo il 1° periodo della pandemia. A causa del Covid non può avere rapporti neppure con la nipote che gli porta da mangiare e vive nel ricordo dell’amore della sua vita;
  • “Una splendida felicità” di Simeone Latini. Eleonora ha 16 anni ed è pietrificata da ciò che sta accadendo. Più il virus si diffonde, più la paura paralizza la sua vita di adolescente, con la famiglia e gli amici. Troverà la forza rifugiandosi nella poesia e in lei risuoneranno le parole di conforto e incoraggiamento della nonna.

Il progetto “Visioni Sarde nel mondo” è stato promosso dalla Cineteca di Bologna ed è reso possibile grazie al sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission. Gli impegni organizzativi del tour in Italia e all’estero sono assolti dall’Associazione cinematografica bolognese “Visioni da Ichnussa” e dal circolo torinese “A. Gramsci”. (Bruno Mossa*/Inform) *Presidente dell’Associazione di promozione cinematografica “Visioni da Ichnussa”

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