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Vicente Seritti, grande pittore ed insegnante argentino, era abruzzese. Nacque ad Avezzano nel 1883

STORIE DI EMIGRAZIONE ABRUZZESE

 

 

PESCARA – Vicente Seritti nacque ad Avezzano il 10 aprile del 1883 (un’altra fonte, meno attendibile, parla del 1876). Sin da piccolo mostrò una straordinaria dimestichezza verso la pittura. Studiò presso il “Regio Istituto di Belle Arti” di via Ripetta a Roma dove, il 15 maggio del 1904, conseguì il titolo di studio. Subito dopo decise di emigrare per l’Argentina. Alla fine dello stesso anno ottenne presso l’Istituto Nacional de Bellas Artes di Rosario, nella provincia di Santa Fe, la parificazione del titolo italiano. All’inizio si prestò a qualsiasi tipo di proposta e dipinse per privati, per parrocchie e per uffici pubblici.

Organizzò anche piccole mostre e in una di queste conobbe, a Buenos Aires, José Manochi che intuendone il valore gli chiese di seguirlo a Tandil. Ed è in questa cittadina, lontana 360 chilometri dalla capitale, che Vicente Seritti coronò ogni suo sogno artistico. A Tandil, vi arrivò nel 1912, il giovane abruzzese da subito si innamorò del meraviglioso paesaggio e attento osservatore seppe nel breve valutare anche i fattori culturali, socio-economico e soprattutto artistici della regione. Già nel 1916, in occasione della dichiarazione di indipendenza dell’Argentina, realizzò il “l Salón de Aficionados” un’accademia gratuita di disegno e pittura. Successivamente con il contributo di partner ed imprenditori, il 1 dicembre 1920, inaugurò l’Accademia di Belle Arti con un’iscrizione di 97 studenti nei locali della “Sociedad Cosmopolita de Socorros Mutuos”.

Il 6 febbraio 1937 l’Accademia ottenne il riconoscimento del’Amministrazione comunale di Tandil che mise a disposizione i locali del Museo Municipale di recente creazione. Contestualmente l’artista abruzzese realizzò importanti opere in numerose collezioni private e pubbliche, nella Chiesa Madre (“Iglesia Matriz”) in prestigiose e storiche abitazioni come quelle delle famiglie Belgrano e Rodríguez. Le sue opere furono esposte e parteciparono con successo oltre che a Tandil a Rosario, La Plata e Paranà. Vincente Seritti morì nel 1962.

L’amministrazione di Tandil così lo ricordò: “ con la sua opera ha consentito la costante crescita degli studenti e questo porta a considerarlo un insegnante di assoluta eccellenza oltre che un impareggiabile artista”. Ad ulteriore prova della stima che seppe conquistarsi nel 1973 decisero che il Museo dell’Accademia fosse chiamato, in suo onore, “Vicente Seritti”. Una via , “Calle Seritti”, della città di Tandil è tutt’ora a lui dedicata. Una figlia, Josefina, seguì con una certa fortuna le orme paterne. (Geremia Mancini* – Inform)

* Presidente onorario “Ambasciatori della fame”

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