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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Vice Ministra Sereni : L’Italia  è chiamata a compiere uno sforzo importante per mantenere alta l’attenzione sul Mediterraneo

ESTERI

 

ROMA – “Se non riusciremo a gestire le conseguenze del conflitto russo-ucraino sulla regione mediterranea, rischiamo di facilitare l’allontanamento di Paesi a noi vicini e di pagare le conseguenze dell’accresciuta instabilità economica geopolitica”. Lo ha detto la vice ministra Sereni nel corso della sua audizione in Commissione Esteri della Camera  in merito al quadro geopolitico del Mediterraneo.

“Sarebbe un grave errore – ha avvisato Sereni –  quello di affrontare la crisi dall’unico prisma del confronto con la Russia. L’Unione Europea e la NATO hanno reagito con straordinaria compattezza, adottando con rapidità misure e iniziative dedicate soprattutto ai Paesi dell’Europa orientale. È tuttavia fondamentale mantenere un approccio strategico a 360 gradi, senza distogliere attenzione e risorse da altri quadranti fondamentali per la nostra pace e prosperità. Anche dal punto di vista strettamente securitario, non possiamo permetterci il lusso di concentrarci solo su un avversario, o su una determinata tipologia di minaccia”.

“L’Italia – ha detto ancora la vice ministra degli Esteri –  è chiamata a compiere uno sforzo importante per mantenere alta l’attenzione sul Mediterraneo: a livello di Unione Europea, promuovendo con il vicinato Sud un’area di sviluppo e prosperità; a livello NATO, continuando ad evidenziare la rilevanza, per la sicurezza collettiva, delle sfide proprie del Fianco Sud; e, più in generale, a livello multilaterale”. Sereni ha ricordato “il Dialogo Mediterraneo che abbiamo organizzato e presieduto mercoledì scorso, proprio con l’obiettivo di far fronte alla grave crisi alimentare, che si sta ripercuotendo su molti Paesi del Mediterraneo e dell’Africa a seguito del conflitto russo-ucraino, con il rischio di pesanti conseguenze in termini di tensioni sociali, di stabilità delle istituzioni di quei Paesi e, in ultima analisi, di flussi migratori”.(Inform)

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