MEDITERRANEO E MEDIO ORIENTE
Dalla Newaletter di Gianni Farina
Continuare l’instancabile azione di pace tra israeliani e palestinesi
ROMA – Sono appena tornato da Gerusalemme, in qualità di membro della delegazione ristrettissima dell’Unione Interparlamentare guidata da Denise Pascal Allende (figlia del leader cileno Salvador Allende assassinato nel 1973). Con me anche la francese Chantal Guittet, l’israeliano Nachman Shai, la parlamentare dell’Esotho N. Motsamai e il palestinese A. Al-Ahmad.
Il compito che ci era stato affidato era difficile e delicato. Pensate, sono passati quasi 23 anni dalla storica stretta di mano tra Arafat e Rabin di fronte al presidente americano Bill Clinton a Washington il 13 settembre 1993. Eppure il processo di pace è ancora in stallo. Il primo giorno a Gerusalemme abbiamo incontrato i più alti rappresentanti del Parlamento israeliano, tra i quali lo Speaker della Knesset, Yuli-Yoel Edelstein, per approfondire il punto di vista israeliano.
Il giorno dopo a Ramallah, provvisoria capitale, abbiamo sentito l’opinione dei dirigenti (Walid Assaf, Responsabile dei negoziati Israelo-Palestinesi, e Saeb Erekat, del Comitato esecutivo Olp) del nuovo Stato palestinese, riconosciuto dalla maggioranza delle nazioni, nonché osservatore permanente delle Nazioni Unite. Come possono incontrarsi le due ragioni, quando l’una è vincente e si specchia nello splendore dei suoi palazzi, nella modernità della nuova Gerusalemme e l’altra immiserita al di là dei muri eretti a proteggere i vincitori?
E’ stato un viaggio che mi lascia tanti ricordi per le giornate memorabili di impegno per la pace e per il reciproco riconoscimento di due Stati e due Popoli, senza dimenticare la celebrazione del “Giorno della Memoria dell’Olocausto”, invitato personalmente dall’Ambasciatore italiano a Tel Aviv Francesco Maria Talò. Sono tornato a Roma con il rammarico di non aver potuto fare di più. Altri, ben più importanti di me, dovranno continuare questa instancabile azione di pace. (Gianni Farina* -Inform)
* Deputato del Pd eletto all’estero nella ripartizione Europa