direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Vertice G20 a Johannesburg, l’intervento del Presidente del Consiglio Meloni alla prima sessione di lavoro sulla crescita economica inclusiva e sostenibile

ESTERI

(Fonte foto Presidenza del Consiglio)

ROMA – Nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni  è intervenuto alla prima sessione di lavoro sul tema “Inclusive and sustainable economic growth leaving no one behind: building our economies; the role of trade; financing for development and the debt burden” del Vertice G20 in Africa che si è svolto a Johannesburg. “Questo G20, come molti hanno detto prima di me, si tiene per la prima volta in Africa, il che a mio avviso lo rende particolarmente simbolico e credo che alla fine è impossibile parlare di un modello di cooperazione e sviluppo per il futuro senza l’Africa”, ha esordito Meloni che ha aggiunto: “Nel mondo interconnesso che viviamo, noi cresciamo, o arretriamo, in relazione all’altro. Lo abbiamo visto molto chiaramente in questi ultimi anni, con gli effetti del cambiamento climatico, della crisi pandemica, della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, e voglio dire che l’Italia è pronta a lavorare con i suoi partner europei e americani per raggiungere una pace giusta, così come l’Italia sta già contribuendo in Medio Oriente a consolidare un risultato fragile ma molto importante. Ad ogni modo, sappiamo che questi fenomeni hanno impattato ben oltre i confini nei quali si consumavano. Per questo è inevitabile la cooperazione, ed è per questo che serve una crescita basata su regole condivise, e relazioni commerciali realmente eque”. Il Presidente del Consiglio ha poi sottolineato come la globalizzazione senza controllo abbia verticalizzato e concentrato la ricchezza, moltiplicato la povertà e indebolito la democrazia e le reti di protezione sociale. “Sono errori che non possiamo ripetere. L’Organizzazione Mondiale del Commercio ha bisogno di essere ripensata, e deve essere chiaro a tutti che i partenariati sono reali solo quando sono paritari e generano benefici a tutti gli attori coinvolti. Questa è la filosofia che ha guidato l’Italia attraverso la lente del Piano Mattei per l’Africa. Un modo nuovo di guardare al continente africano, non come un problema ma come una opportunità; non fare lezioni dall’alto verso il basso, ma con rispetto”, ha spiegato Meloni riferendosi all’iniziativa che coinvolge già 14 Nazioni africane e che può contare su sinergie ben strutturate con l’Unione Africana, le Nazioni Unite, le istituzioni finanziarie internazionali e l’Unione Europea con il Global Gateway. “I risultati che sta producendo sono fatti”, ha proseguito il Premier citando ad esempio il Corridoio di Lobito tra Angola e Zambia per collegare e far prosperare regioni oggi isolate, al quale stiamo dando un contributo importante. “Penso – ha continuato il Premier – all’apertura a Roma dell’AI Hub for Sustainable Development, che coinvolgerà centinaia di start-up africane per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Penso all’utilizzo delle acque reflue nell’ambizioso progetto TANIT in Tunisia per il recupero di terreni improduttivi. Le priorità sulle quali investiamo sono condivise con le Nazioni africane, e sono reali. Salute, agricoltura, acqua, infrastrutture, e soprattutto formazione. Perché nulla si può fare se non si valorizza il capitale umano”. “Insieme alla Nigeria, e in partenariato con la Global Partnership for Education, abbiamo lanciato una campagna per raccogliere 5 miliardi di dollari e migliorare l’istruzione di 750 milioni di bambini in diverse Nazioni”, ha aggiunto Meloni precisando che, per costruire un’Africa capace davvero di competere ad armi pari, ovviamente “non possiamo ignorare il peso del debito che grava su molte delle Nazioni di questo Continente”. Come spiegato dal Presidente del Consiglio  l’Italia ha dunque deciso di ridurre, nei prossimi dieci anni, il debito dei Paesi a reddito medio basso del 50% e soprattutto di riconvertire l’intero debito dei Paesi meno sviluppati in piani di investimento per quei Paesi. “Una scelta che considero una scelta di giustizia e di responsabilità, che speriamo altri seguiranno. Crediamo che sia questa la strada giusta per costruire sviluppo, e lo possiamo fare insieme, con umiltà e soprattutto con rispetto dell’altro”, ha concluso il Presidente del Consiglio. (Inform)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail
Powered by Comunicazione Inform | Designed by ComunicazioneInform