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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Ministro Guerini è intervenuto, in videoconferenza, al convegno “Verso un’Unione per la Difesa”, evento promosso dal Parlamento Europeo

DIFESA

 

ROMA – “L’Unione Europea deve diventare sempre di più un attore in grado di incidere sulla sicurezza globale. Per farlo è indispensabile un’autonomia strategica a tutto campo, vantaggio netto anche per la NATO”.

Così il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, in occasione del convegno “Verso un’Unione della Difesa”, svoltosi nei giorni scorsi su iniziativa del Parlamento Europeo, e moderato dal Vice Direttore del quotidiano La Repubblica Francesco Bei, con interventi di prestigiosi commentatori e protagonisti del mondo politico-istituzionale.

Il Ministro Guerini, intervenendo in videoconferenza, si è focalizzato, in avvio di discorso, sull’importanza rappresentata dalla recente adozione della “Bussola Strategica” da parte del Consiglio dell’Unione Europea, il 21 marzo scorso.

“La Bussola Strategica è sicuramente un passaggio significativo verso una dimensione della Difesa Europea più efficace e anche più credibile” ha dichiarato, sottolineando inoltre l’impegno italiano per giungere alla sua definizione: “L’Italia ha sostenuto fin dall’inizio, con un’azione politica forte, questa iniziativa. Siamo stati nel gruppo di testa che l’ha sollecitata, fissando alcuni punti di merito e soprattutto promuovendo l’esigenza di procedere con decisione e celerità, attraverso una discussione che potesse essere ambiziosa e concreta”.

La “Bussola” riguarda, infatti, l’adozione di una serie di provvedimenti coerenti e integrati che incidono su quattro specifiche aree di intervento, che spaziano dalla capacità di operare in contesti di prevenzione e gestione delle crisi fino alla possibilità di proteggere adeguatamente, anche per il futuro, i domini marittimo, cibernetico e spaziale, attraverso il partenariato e la condivisione di esperienze.

Il Ministro ha altresì rammentato l’importanza della dimensione industriale per il conseguimento di un’autentica autonomia strategica europea, segnalando, come aspetto di sicura rilevanza, l’istituzione del “Fondo Europeo per la Difesa” volto all’incentivazione della ricerca e degli investimenti di settore, al miglioramento delle catene di approvvigionamento nonché al rafforzamento del mercato unico anche in questo ambito specifico.

Il Ministro Guerini si è quindi soffermato sul ruolo dell’Unione a livello internazionale, dichiarando che “La necessità di una politica di difesa comune è ineludibile per una Unione che intenda giocare un ruolo centrale come contribuente attivo della sicurezza globale”.

Numerosi i riferimenti anche all’Alleanza Atlantica, che nell’ottica italiana risulterebbe significativamente rafforzata da una maggiore integrazione europea nel settore della Difesa.

“Dal nostro punto di vista”, ha precisato il Ministro, “il rafforzamento delle capacità europee in materia di difesa costituisce un vantaggio netto per la NATO, che rimane per l’Italia il caposaldo della difesa collettiva. L’Occidente, come comunità di valori e obiettivi, è il nostro primario bene comune”.

L’Italia, anche nell’ottica di una maggiore integrazione, sta perciò lavorando per rendere ancora più efficiente il proprio dispositivo militare “a tutela della sicurezza dei nostri cittadini e degli interessi nazionali” e “all’interno di una strategia che ponga in primo luogo attenzione alla risorsa più importante di cui la Difesa italiana dispone, cioè il proprio personale, investendo nel miglioramento delle condizioni dei nostro militari sul piano qualitativo e sul piano quantitativo”.

Grande attenzione, in sede di intervento, anche per “l’ingiustificabile aggressione russa all’Ucraina”, fattore che ha posto in luce ancora di più la necessità di un’integrazione europea più profonda, di cui la Bussola Strategica, come ha sostenuto il Ministro, costituisce “solo un primo passo”.

Il Ministro Guerini ha concluso affermando che il processo di integrazione europea “è una sfida importante, che chiama in causa la responsabilità delle classi dirigenti europee, non solo politiche” che devono “affrontare questa prospettiva anche mettendo in discussione certezze e posizioni conservative, interpretando questa fase con l’ambizione necessaria per dare un contributo al risultato di una reale e concreta politica estera e di difesa europea”. (Inform)

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