PARTITI
ROMA – “Con la costituzione di decine di Comitati per il NO al referendum costituzionale si intensifica la mobilitazione, anche nelle comunità italiane all’estero”. Così ha dichiarato Luciano Vecchi, Responsabile per gli italiani nel Mondo del Partito Democratico. Vecchi, dopo aver sottolineato che in questi giorni cominciano a giungere le schede nelle case dei connazionali all’estero, ha segnalato il rischio che, se il referendum confermasse i cambiamenti previsti dalla riforma per la magistratura, questa potrebbe essere “l’ultima volta che gli oltre 6 milioni di italiani nel mondo potrebbero esercitare i loro pieni diritti elettorali”. Per Vecchi infatti non è un caso che i tre provvedimenti di modifica costituzionale (autonomia differenziata, premierato e giustizia) si accompagnino a misure, già adottate o preannunciate dalla maggioranza, volte a limitare “la dignità degli italiani all’estero”. In proposito Vecchi segnala, oltre alla nuova legge, che limita la trasmissione della cittadinanza italiana ai figli degli italiani all’estero, la possibilità che vengano confermati i propositi di limitazione della partecipazione elettorale e della rappresentanza territoriale. (Inform)