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Uruguay, Istituto Italiano di Cultura : eventi musicali e cinematografici a Montevideo

CULTURA

 

MONTEVIDEO – L’Istituto Italiano di Cultura di Montevideo  sostiene, e  segnala, una serie di eventi musicali e cinematografici che si terranno la prossima settimana nella capitale uruguaiana.

Il 29 e il 30 novembre  e il 1° dicembre  il Teatro Solís,  ospiterà il  14º Festival di Jazz di Montevideo. Nell’ambito del Festival si esibiranno , il 30 novembre, ore 21.30,  Fabio Lepore & L.E. Gypsy Trío (Fabio Lepore, voce (Italia), Lucian Echeverría, chitarra (Uruguay), Federico Brann, chitarra ritmica (Uruguay), Andrés Pigatto, contrabbasso (Uruguay))

Uno dei migliori cantanti di Jazz d’Italia, Fabio Lepore e Lucian Echeverría, Gypsy Jazz Trio dall’Uruguay in un meraviglioso progetto Italia/Uruguay che mescola il suono tipico del gypsy jazz con il melodico. L’idea era quella di unire la tradizione e l’originalità degli arrangiamenti gipsy jazz (due chitarre e contrabbasso, senza percussioni), con il virtuosismo della voce e dei brani di diversa provenienza francese, inglese, spagnola e naturalmente italiana.

Comunemente noto come Gypsy Jazz o Jazz Manouche, il padre dello stile fu il leggendario Django Reinhardt. Lo stile è composto da varie tradizioni come il valzer francese, lo swing jazz americano e il virtuosismo della cultura zingara, risultando in una componente ritmica e melodica molto forte.

I brani proposti sono molto vari, tra classici francesi come “Petite Fleur”, “Menimontand “con testo italiano mai pubblicato, classici cubani come “Historia de un amor”, Standard Jazz come “Ti ho sotto la pelle”, “Caravan”, “Fragile” di Sting, e immancabili classici dall’Italia, come “Buonasera Signorina”, “Ma l’amore no” e “Donna”, tra gli altri.

Il 1° dicembre alla Cinemateca Uruguaya, ore 20.15, sarà proiettato il documentario “Bosco” di Alicia Cano Menoni (2020)

Bosco è un comune italiano di tredici abitanti, circondato da castagni che ogni giorno lo divorano. L’origine forestale si impone anche come destinazione. Un oceano lontano, in Uruguay, dalla sua sedia girevole Orlando, centotre anni, ci invita in un viaggio che diventa favola. Tra Bosco e Salto, tra immaginazione e memoria, si costruisce un dialogo che apre paesaggi che esistono al di là del tempo e della realtà. Girato nell’arco di tredici anni, Bosco indaga su ciò che resta quando tutto sembra destinato a scomparire.

Alicia Cano Menoni. Il suo primo lungometraggio “El Bella Vista”, 2012, partecipa a più di quaranta festival in tutto il mondo, tra cui Karlovy Vary e San Sebastián. Il suo secondo film “Locura al aire”, che co-dirige nel 2018, partecipa a diversi festival di film sui diritti umani. Scrive e dirige per la televisione in Italia e Uruguay. Il suo lavoro rivela il rapporto che ha con il mondo. La sua ricerca si concentra sulle persone, i luoghi e le emozioni che emergono da questo dialogo.

Dal  4 al 12 dicembre il  39° Festival Internazionale del Cinema dell’Uruguay

Il festival sarà allestito nelle tre sale della Cinemateca Uruguaya, (Bartolomé Mitre 1236) e anche nella sala B dell’Auditorium Nelly Goitiño, nella Sala Zitarrosa e nel complesso Life 21. + Cinemateca. Quest’anno, come novità, il Festival proporrà una selezione speciale di 20 film per la piattaforma streaming + Cinemateca, in arrivo per la prima volta su tutto il territorio nazionale, tra il 10 e il 22 dicembre.

Film italiani: “Qui rido io” di Mario Martone (Concorso Internazionale di Film) , “Padrenostro” di Claudio Noce (Panorama Internazionale), “Fuoricampo” di Francesco Clerici (Concorso Internazionale di Cortometraggi). (Inform)

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