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Un’opera pugliese conquista Manhattan: l’impatto umano sul pianeta raccontato con l’arte

CULTURA

 

NEW YORK – Una videoperformance nata in Puglia approda nel cuore di New York, illuminando uno dei quartieri più iconici al mondo. L’opera “Why Don’t You Listen?”, creata dal collettivo artistico Limpa, sarà proiettata sul maxischermo della ZAZ10TS Gallery, al 1441 di Broadway, per tutto il mese di gennaio. Questa creazione, che unisce arte e impegno sociale, è firmata da Francesco Paolo Cosola, originario di Bitonto, e Veronica Liuzzi, tarantina. Al progetto ha collaborato anche Oriella Nitti, performer di Triggiano. Il titolo, tradotto in italiano come “Perché non ascolti?”, rappresenta un invito a riflettere sull’impatto dell’uomo sul pianeta. Attraverso la Lingua dei Segni Internazionale (ISL), l’opera affronta temi complessi come i cambiamenti climatici, l’inquinamento e le microplastiche negli oceani, rendendoli comprensibili a un pubblico globale. “Why Don’t You Listen?” si distingue per il suo linguaggio visivo minimalista e per la capacità di unire estetica digitale e comunicazione inclusiva. “L’idea – spiegano dal collettivo – è quella di stimolare una consapevolezza condivisa: il nostro pianeta ha bisogno di ascolto e azione immediata. In un’epoca di crisi globale, quest’opera diventa un manifesto per un futuro sostenibile, che superi le barriere culturali e comunicative.” Il collettivo Limpa, fondato nel 2020, si è sempre impegnato a unire ricerca e creatività per affrontare temi di rilievo sociale, ambientale e scientifico. “Cerchiamo di trasformare dati concreti in esperienze artistiche coinvolgenti – spiega Francesco Paolo Cosola – utilizzando tecnologie innovative e performance per sensibilizzare il pubblico. Con questa opera, vogliamo fermare il tempo e invitarci tutti a ‘guardare’ e ‘ascoltare’ con maggiore attenzione.” Realizzata nel 2023, ma concepita in anni di studio e sperimentazione, “Why Don’t You Listen?” rappresenta una chiamata all’azione: comprendere l’urgenza delle problematiche ambientali e riconoscere il nostro ruolo nel cambiamento.

“In un mondo sempre più connesso ma incapace di dialogare veramente – aggiunge il collettivo – vogliamo offrire una pausa, uno spazio per riflettere e riscoprire il valore dell’ascolto, non solo con le orecchie, ma anche con il cuore e la mente.”

Grazie al maxischermo di Manhattan, l’arte pugliese ha trovato una vetrina internazionale, offrendo a migliaia di spettatori l’opportunità di riflettere sulle sfide del nostro tempo.(Inform)

 

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