direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Unione Europea e Italia insieme per rafforzare i servizi sanitari in Sudan

Primo Programma Ue gestito dalla Cooperazione italiana attraverso l’ambasciata di Khartoum

ROMA – Unione Europea e Italia insieme per rafforzare i servizi sanitari in Sudan. E’ stato inaugurato nei giorni scorsi “Promoting Qualitative Health Services in Eastern Sudan”, il programma sanitario da 12,9 milioni di euro finanziato da Bruxelles la cui gestione è stata affidata al nostro paese. Obiettivo è migliorare l’accesso e la qualità del servizi e delle cure per le popolazioni di tre stati: Kassala, Gedaref e Red Sea. Si tratta del primo Programma Ue gestito dalla Cooperazione italiana attraverso l’ambasciata di Khartoum. L’investitura per questo nuovo impegno è arrivata dopo cinque anni di lavoro della Cooperazione italiana in est Sudan, per potenziare l’efficienza del sistema sanitario, attraverso la riabilitazione di strutture, la fornitura di farmaci e attrezzature, la formazione di personale medico e l’assistenza tecnica alle autorità locali.

Preziosa l’esperienza italiana sul campo

L’esperienza italiana sul campo è stata valutata preziosa per la realizzazione del nuovo programma che si propone cinque obiettivi principali: formare nuovo staff medico in collaborazione con le Accademie di Scienze Mediche; rafforzare le capacità dei Ministeri statali della Salute e delle istituzioni sanitarie locali; riabilitare e costruire le infrastrutture degli ospedali e altri centri di salute di riferimento per le comunità; aumentare la disponibilità di medicinali con l’ottimizzazione del processo di approvvigionamento; sviluppare un sistema di pronto soccorso ed emergenza.

Nel presentare il progetto, il nostro ambasciatore, Armando Barucco, ha sottolineato la rilevanza del programma anche come testimonianza dell’impegno dei popoli europei per il popolo sudanese. “L’Italia sente quindi un forte senso di responsabilità – ha aggiunto Barucco – soprattutto verso il popolo sudanese, ma anche verso i popoli europei che con il loro dono hanno reso possibile questo intervento”. (Inform)

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