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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Un’interrogazione di Laura Garavini (Pd, ripartizione Europa) sulla revisione dell’Accordo di amicizia e buon vicinato tra Italia e San Marino

SENATO DELLA REPUBBLICA

La senatrice, insieme ai colleghi del Pd  Paola Boldrini e Daniele Manca, chiede al Maeci che vengano incluse nei negoziati le questioni che riguardano i cittadini italiani residenti in loco, come il tema della cittadinanza

 

ROMA – La senatrice eletta per il Pd nella ripartizione Europa Laura Garavini, ha presentato insieme a democratici Paola Boldrini e Daniele Manca un’interrogazione al Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale a proposito della revisione dell’Accordo di amicizia e buon vicinato tra Italia e San Marino, oggetto di un incontro avvenuto alla Farnesina nello scorso mese di ottobre.

Nell’interrogazione si rileva come “a quasi 80 anni dalla firma della convenzione di amicizia e buon vicinato sembrano maturi i tempi per aprire una nuova fase dei rapporti tra Italia e San Marino” e si chiede al Ministero se non ritenga di dover inserire nel negoziato recentemente avviato le questioni degli italiani residenti a San Marino. A tal proposito si richiamano i due progetti di legge di iniziativa popolare in tema di cittadinanza e di diritto di elettorato attivo e passivo a favore dei cittadini italiani residenti nella Repubblica del Titano (circa 14.000) e sammarinesi depositati a novembre dal Comites di San Marino presso la segreteria istituzionale del Parlamento sammarinese.

In particolare gli interroganti ricordano come “dal 2000, anno in cui è stato introdotto a San Marino l’impianto normativo disciplinante la materia della cittadinanza, lo scenario sociale è cambiato e così gli orientamenti culturali” e come “negli ultimi 10 anni in Europa si è intervenuti diffusamente per riformare le leggi sulla cittadinanza, facendo emergere una propensione a concepirle in termini meno identitari”. “Gli Stati europei accettano o tollerano in modo crescente la doppia cittadinanza e si sta riducendo sempre più il numero di quegli Stati che chiedono la rinuncia”, così come – sottolinea l’interrogazione – “si sono fatte strada anche condizioni più agevoli per la naturalizzazione, come in Germania dove servono 5 anni di residenza, in Svizzera dove ne occorrono 12, in Belgio 3, in Austria 6, in Lussemburgo 7”. (Inform)

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