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ROMA – Nel corso del webinar UnicarTourism, organizzato dal mondo accademico internazionale legato all’Università della Calabria insieme alla Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci e al Ministero della Cultura dell’Albania, sono stati presentati due volumi e un master di primo livello dedicati al turismo delle radici. Il volume il “Il turismo delle radici” è stato scritto dalla ricercatrice Antonella Perri ed edito da Aracne nel 2020; “Riflessioni intorno al viaggio turistico delle radici. Esperienze, territori, strategie e scenari post Covid-19” è stato scritto dalle ricercatrici Letizia Carrera e Antonella Perri, curato dal ricercatore Tullio Romita ed edito da IARC nel 2020. La presentazione dei volumi è stata preceduta dall’intervento di Giovanni Maria De Vita (Maeci – Dgit) “E’ stata un’occasione importante per la Direzione Generale per gli Italiani all’Estero di esporre idee sulla governance del turismo delle radici perché l’Italia non è ancora dotata di organismi forti o centralizzati per la promozione di questo settore ed è quindi importante avere un coordinamento per ottenere risultati apprezzabili”, ha rilevato De Vita ricordando come si tratti di un turismo legato alla bellezza che si arricchisce di tradizioni, cultura, enogastronomia e artigianato. “L’idea è quella di creare un’esperienza davvero unica per il turista delle radici: per far ciò occorrono figure che non siano semplici operatori turistici bensì veri e propri accompagnatori”, ha aggiunto De Vita.
Letizia Carrera (Università di Bari) nel parlare della sua ricerca ha invitato alla creazione di condizioni adeguate per questa “Italia fuori dall’Italia che vuole rivivere il nostro Paese” attraverso la valorizzazione di una strategia economica matura e complessa. “Occorre mettere insieme la scelta dicotomica tra una politica orientata al mercato e una politica orientata alle persone: il turismo delle radici può essere la coniugazione virtuosa di queste due opzioni se si valorizza il borgo o lo spazio extraurbano e al tempo stesso se si rendono i soggetti e le comunità del territorio pienamente parte dello stesso tessuto. In questo modo il turista non è più contrapposto o alternativo al residente del luogo di visita ma ne diventa parte. Dobbiamo valorizzare le emozioni dei turisti per creare una strategia comune con il recupero di zone altrimenti abbandonate: dunque un investimento sulle persone. La vera meta del viaggio diventi il viaggio stesso”, ha concluso Carrera. Antonella Perri (Università della Calabria) ha parlato di ricerche frutto di attività documentale svolte sul territorio dal 2007. “Il turismo residenziale è quello che di solito non appare ma è in realtà ricco di valenze positive per l’economia e la società calabrese”, ha spiegato Perri pur nella consapevolezza che vi sono dei margini di questa tipologia turistica legati a un’economia di tipo informale e a volte sommersa. Esiste però anche un forte legame, stavolta del tutto positivo, tra lo sviluppo del turismo residenziale e quello che già dal 2009 è stato di fatto definito come turismo delle radici. “E’ un turismo strettamente legato al ritorno di persone che risiedono all’estero. Si passa da essere emigrati ad essere turisti”, ha commentato Perri citando un articolo del 2009 frutto delle ricerche condotte dal gruppo guidato da Tullio Romita. “Non c’è tuttavia una sola definizione di turismo delle radici che appare sotto diverse sfaccettature: esso è sempre stato percepito come quel fenomeno legato all’ospitalità ‘fai da te’ e quindi con scarsa richiesta di servizi turistici”, ha sottolineato Perri.
Il docente Tullio Romita ha quindi presentato il master di primo livello, proposto per la prima volta in Italia su questo tema e condotto dall’Università della Calabria: “Esperto in organizzazione e gestione del turismo delle radici” è il titolo del corso di specializzazione accademica davvero innovativo. Il master terminerà entro il 2021 e si strutturerà lungo 1500 ore, delle quali 320 di didattica frontale online, più stage e attività di perfezionamento. Qual è lo scopo del master? “L’obiettivo è formare la figura professionale capace di pianificare la promozione del turismo delle radici”, ha spiegato Romita menzionando alcune collaborazioni importanti a questo percorso di studi. Il master è nato dallo stimolo della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero del Maeci in collaborazione con Raìz Italiana e Associazione AsSud più diverse associazioni di italiani nel mondo e alcuni Comuni calabresi; saranno partner del progetto alcune Camere di Commercio e varie Università: Perugia, Mar del Plata, Montenegro e Alicante. “Un tempo c’era quasi un rifiuto delle proprie origini in quanto riflettevano una condizione sociale disagiata per cui quando si tornava in Calabria si faceva quasi fatica a riparlare il dialetto e si cercava di parlava torinese o milanese”, ha evidenziato Romita che, citando questo aneddoto, ha voluto esprimere un cambiamento radicale nei tempi e nella concezione stessa di emigrazione italiana. Di emigrazione interna ha parlato però anche Giovanni Tocci (Università della Calabria) sottolineando come spesso si pensi al turismo di ritorno come ad un qualcosa legato per lo più a chi risiede all’estero mentre sfugge di mano il tema degli emigrati verso altre zone dell’Italia, come accadeva in maniera frequente nel Secondo dopoguerra. “Guardiamo anche ai fenomeni migratori interni, che hanno interessato Regioni come la Calabria”, è stato l’invito di Tocci. (Simone Sperduto/Inform)