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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Una nota del deputato eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, Nicola Carè

REFERENDUM

Il deputato di Italia Viva è contrario alla riduzione del numero dei parlamentari e invita a votare “no”: “la riduzione penalizzerebbe soprattutto l’elettorato estero, già scarsamente rappresentato”

(foto fonte Senato)

ROMA – Il deputato eletto nella ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide, Nicola Carè (Italia Viva) interviene sul referendum per la riduzione del numero dei parlamentari, del 29 marzo prossimo, ricordando di essersi battuto per oltre un anno contro tale riforma e invitando i connazionali all’estero a votare no.

Carè rileva l’importanza del referendum, il cui risultato “sarà un atto di grande responsabilità di tutti gli elettori, perché questa scelta potrebbe alterare il funzionamento delle istituzioni democratiche del nostro Paese”. “In caso di definitivo accoglimento, si ridisegnerebbe, con 345 eletti in meno, la composizione del Parlamento. La riduzione – segnala Carè – penalizzerebbe soprattutto l’elettorato estero, già scarsamente rappresentato. I deputati passerebbero da 12 a 8 e i senatori da 6 a 4. A nulla sono valse valide rimostranze:

solo la ripartizione di mia competenza raggruppa, ad esempio, 117 Paesi e Gerusalemme. Sono anni che chiediamo, a fronte di questa situazione e della massiccia migrazione italiana dell’ultimo decennio (aumentata del 70%) una più equa redistribuzione della rappresentanza in Parlamento. Non solo abbiamo ottenuto solo indifferenza, ma questa già grave situazione peggiorerà”.

“Sono circa 5 milioni e mezzo gli italiani registrati all’Aire, quasi il 9% del totale della popolazione italiana. Si corre il rischio concreto di avere, ad esempio, solo nella ripartizione Europa un senatore della Repubblica ogni due milioni di elettori – rileva Carè, che ritiene tale proporzione “inaccettabile”.

“Saranno innumerevoli le implicazioni negative, tra cui principalmente un netto danneggiamento del rapporto eletto/elettore. Oggi esso è di un deputato ogni 96.006 cittadini e un senatore ogni 188.424. In caso di definitivo accoglimento vi sarà un deputato ogni 151.210 ed un senatore ogni 302.420. Il Paese diverrà, tra i 28 Stati dell’Ue – rileva ancora l’esponente di Italia Viva, – quello con il peggior rapporto di rappresentanza”.

“Si mutilerà seriamente il Parlamento e, come immediata conseguenza, vi sarà la modifica dei collegi elettorali. Non è escluso che si richiedano anche possibili correttivi legislativi come equiparare l’età dell’elettorato attivo o modificare i delegati regionali per l’elezione del Senato e del Presidente della Repubblica. Vi è, insomma – segnala Carè, – il pericolo di rendere sempre più difficoltosi i lavori parlamentari. Una riforma pensata per rendere più agile la dialettica politica finirà per complicarla”.

Per l’esponente di Italia Viva la riforma produrrà anche un danno “per la credibilità internazionale e la stabilità economica”, mentre “è compito della politica confrontarsi sulle vere priorità del Paese: occupazione, internazionalizzazione delle PMI, cooperazione globale e Green Economy. Svuotare le istituzioni democratiche non è di certo la risposta giusta”. “Si sono sempre evidenziati davanti all’opinione pubblica i costi eccessivi della politica. In realtà, i circa 80 milioni di euro di risparmio annuo si traducono in 1,35 euro a cittadino, realmente irrisorio. Per un caffè all’anno – conclude Carè – si rischia di minare la democrazia nel nostro Paese”. (Inform)

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