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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Una nota degli eletti Pd della circoscrizione Estero Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro sugli ultimi esiti delle consultazioni

PARTITI

Posizione critica sullo stallo all’indomani del voto e su un possibile ritorno alle urne senza una modifica della legge elettorale

 

ROMA – I parlamentari eletti all’estero per il Partito democratico Laura Garavini, Francesco Giacobbe, Nicola Carè, Francesca La Marca, Angela Schirò e Massimo Ungaro ripercorrono in una nota le circostanze dell’insediamento del Parlamento per l’avvio della passata legislatura, nel 2013, insediamento avvenuto anche in quel caso “senza una maggioranza definita”.

“Dopo il generoso tentativo di Bersani di dare un governo al Paese, naufragato nella pantomima in streaming del Movimento 5Stelle, le forze maggiori raccolsero l’appello alla responsabilità del Presidente della Repubblica – scrivono gli esponenti democratici – e avviarono il lavoro parlamentare, facendo nascere un governo che mise subito mano all’opera di risanamento e alle riforme”. “Una maggioranza di responsabili, per quanto politicamente eterogenea, ha retto all’urto del passaggio all’opposizione di alcuni gruppi parlamentari, come quello di Forza Italia, e ha consentito di compiere l’intera legislatura, nonostante alcuni fattori d’emergenza, come l’intensificarsi dei flussi migratori e gli eventi sismici in Italia centrale – scrivono i parlamentari democratici, ricordando come il Pd, allora partito di maggioranza relativo, abbia rappresentato “l’asse sul quale ha poggiato questo assetto”.

“Cinque anni di lavoro: un lungo tratto di strada sul cammino del risanamento, la conversione dei parametri economici da negativi a positivi, oltre 900.000 occupati in più di cui la maggioranza a tempo indeterminato, numeri record nelle esportazioni e affermazione del made in Italy nel mondo, la svolta nelle politiche degli italiani all’estero, riforme di civiltà come le Unioni civili, il Dopo di noi, il Fine vita e numerose altre – si legge nella nota, che rileva inoltre come tale cammino abbia consentito di ricostruire l’immagine internazionale del Paese, “come un partner dignitoso e affidabile”.

Alla luce di questo impegno e delle questioni ancora impellenti da affrontare, come “il lavoro ai giovani, il contrasto al disagio sociale, la costruzione di una governance a livello europeo dei flussi di immigrazione e lo spegnimento di focolai di guerra in aree di interesse strategico”, Garavini, Giacobbe, Carè, La Marca, Schirò e Ungaro si esprimono criticamente su quanto avvenuto nei due mesi appena trascorsi dalla data delle ultime elezioni, rilevando come le posizioni assunte dai partiti premiati dagli elettori, 5 Stelle e Lega,  abbiano determinato una situazione di stallo del Paese. L’unico accordo trovato da queste forze sembrerebbe ora l’indizione di nuove elezioni, “senza rafforzare, per altro – evidenziano, – i coefficienti di stabilità della legge elettorale”.

Nella nota si sottolinea anche come gli italiani all’estero abbiano “già espresso con chiarezza, anche mediante il voto, il loro orientamento a favore di un paese stabile, rinnovato, con una classe dirigente competente e credibile, attivo e autorevole nelle relazioni internazionali”, riconoscendo il Pd “come il riferimento più coerente rispetto a questa idea di Paese”.

I parlamentari democratici si dicono certi, infine, che “anche in questo difficile passaggio”, gli italiani all’estero sapranno essere “un valore aggiunto”, aiutando l’Italia a distinguere gli interessi profondi del Paese dal sacrificio di una legislatura “sull’altare degli interessi di alcuni partiti”.  (Inform)

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