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Una mostra a Santiago del Cile celebra Alessandro Ciccarelli e Giovanni Mochi

CULTURA

Dal 1° al 21 marzo, “Arte italiano, una huella en Chile”

Sono gli artisti che a metà Ottocento diventarono il primo e il terzo direttore dell’Accademia delle Belle Arti di Santiago

 

SANTIAGO DEL CILE – “Arte italiano, una huella en Chile”: è questo il titolo di un’esposizione, che si terrà a Santiago del Cile dal 1° al 21 marzo, il cui obiettivo è celebrare gli artisti Alessandro Ciccarelli e Giovanni Mochi, che a metà del diciannovesimo secolo diventarono rispettivamente primo e terzo direttore dell’allora neo nata Accademia delle Belle Arti di Santiago. Per l’occasione saranno in mostra le opere di sei artisti italo-cileni e terranno alcune tavole rotonde sulla prospettiva storica (Ciccarelli y el relato de la consolidacion de la Republica, Giovanni Mochi: Del realismo toscano al costumbrismo en Chile e Lectura de obras de Ciccarelli y Mochi) e su quella contemporanea (Ciccarelli Vs Mochi. Sobre los origenes de la Academia en Chile, La Transavanguardia italiana y los ecos del ultimo movimiento italiano en ejercer influencia en el arte chileno, De como se gesto el proyecto Ciccarelli + Mochi e Del Neoclasicismo de Ciccarelli al Romanticismo de Mochi).

Le iniziative sono state organizzate dall’Istituto Italiano di Cultura di Santiago del Cile, in collaborazione con la nostra ambasciata nel paese latino americano e con Achiart, l’associazione di artisti italo-cileni. Ciccarelli, nato a Napoli nel 1811, si trasferì nel 1840 a Rio de Janeiro dove ricevette la nomina di professore privato di disegno dell’imperatrice del Brasile Teresa Cristina e partecipò nel 1843 alla quarta Esposizione generale di belle arti della locale Accademia. Nel 1848 si stabilì a Santiago, dove ottenne la carica di primo direttore della scuola (più tardi Accademia) di pittura, che mantenne per più di venti anni. Ritiratosi a vita privata nel 1869, morì nella capitale cilena nel 1879. Mochi fece parte del gruppo dei Macchiaioli al Caffè Michelangelo e nel 1875 fu nominato direttore dell’Accademia di Belle Arti di Santiago, dove vi si trasferì con la famiglia per il resto della sua vita, innestando il seme del naturalismo toscano in Sudamerica. (Inform)

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