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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Il Segretario Generale Schiavone scrive al Ministro Di Maio

CGIE

 

ROMA – Il segretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero Michele Schiavone ha inviato una lettera a Luigi Di Maio, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e presidente del Cgie , per richiamare la sua attenzione sulle “situazioni di diffuso disagio in cui versa da anni la rete diplomatico-consolare a causa dell’insufficienza del personale diplomatico addetto ai servizi consolari”. Una “difficoltà” che , osserva  Schiavone, “si è accentuata con l’emergenza epidemiologica che negli ultimi mesi ha costretto alcune sedi a chiusure forzate e alla turnazione dei funzionari consolari, chiamati a espletare solo servizi urgenti e indifferibili, il che de facto ha prodotto ritardi nell’erogazione dei servizi”. Il segretario generale del Cgie constata che “la modalità di lavoro a distanza o smart working, che in teoria avrebbe garantito la continuità del lavoro, è risultata un mero palliativo, tant’è che oggi tutte le sedi consolari della rete si confrontano con montagne di arretrati e, soprattutto in Europa, queste situazioni pregiudicano la stessa tenuta della sicurezza, mentre al di fuori dell’Europa, vi sono attese di oltre sei mesi per l’erogazione di passaporti richiesti fin dal 2019, necessari anche a fini pensionistici documentali”. “In Europa- scrive Schiavone  – quasi tutti i Paesi sono tornati alla normalità: le scuole sono chiuse e le famiglie italiane desiderano ritornare nei propri luoghi d’origine, perciò chiedono documenti che, a causa dei ritardi accumulati, nel migliore dei casi potranno ritirare soltanto ad ottobrenovembre 2020. Ci risulta che i Consolati hanno ricevuto dal Ministero istruzioni ferree che li costringono a introdurre perentorie prenotazioni con appuntamenti per qualsiasi servizio amministrativo, pur lavorando a ritmo ridotto”.  “In quasi tutti i paesi europei rientrati nella fase due o tre post-covid19, gli uffici pubblici locali funzionano a pieno ritmo” osserva ancora Schiavone , che chiede al ministro Di Maio  “di rivedere le istruzioni interne alla rete e introdurre una maggiore flessibilità nelle aperture dei Consolati, a seconda delle situazioni pandemiche in tutto il mondo, e l’adeguamento ai conseguenti standard della pubblica amministrazione dei paesi ospitanti”. “Alla stregua delle deroghe e dei provvedimenti straordinari introdotti in Italia da numerosi decreti legge”, Schiavone chiede ancora al ministro “di prendere in viva considerazione, anche per la rete diplomatico consolare, l’assunzione urgente e temporanea di personale interinale a sostegno dell’amministrazione sia per lo smaltimento delle pratiche arretrate, sia in preparazione dell’imminente referendum per la riduzione del numero dei parlamentari”. Inoltre, come scritto in una precedente missiva, “ci auguriamo che la data del referendum venga scorporata dall’election day, perché non tutti i Paesi esteri nei quali gli italiani dovranno votare presentano le condizioni necessarie per un sereno svolgimento della consultazione referendaria”. “La presente segnalazione  muove – fa presente Schiavone – dalle insistenti richieste dei Comites. e dei consiglieri del Cgie emerse nelle riunioni condotte in videoconferenza dalle Ambasciate italiane in Francia, Spagna, Germania, Svizzera e Inghilterra e nelle altre ripartizioni extra-europee, alle quali hanno partecipato anche consoli e parlamentari eletti nella circoscrizione estero, per discutere esclusivamente dei problemi relativi ai servizi consolari e all’assistenza socio-sanitaria collegata ai rientri dei cittadini italiani temporaneamente all’estero”. Schiavone richiama poi l’attenzione del titolare della Farnesina su un altro tema: “il grande sforzo che il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e Lei stesso, state compiendo, per sostanziare il “Patto per l’Export” teso ad inaugurare una strategia innovativa e condivisa di sostegno pubblico all’internazionalizzazione delle imprese italiane non tiene conto delle migliaia di PMI costruite da imprenditori italiani con core business italiano, né della forza dei corpi della rappresentanza intermedia e del mondo associativo commerciale, culturale e sociale presenti all’estero. Questi straordinari assets sono stati ignorati ed elusi dal grande Patto”, scrive Schiavone. E “lo stesso dicasi della promozione del turismo e, in particolare, del “turismo di ritorno”, al quale gli italiani all’estero sono direttamente interessati, anche per fruire di eventuali agevolazioni o incentivi. Al di là delle formule creative di marketing e di ricerche di settore il mondo del turismo richiesto dagli italiani all’estero viaggia su altri binari, spesso diversi dalle teorie mercantilistiche”rimarca Schiavone rammentando che “all’inizio di quest’anno, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero ha firmato dei protocolli d’intesa, rispettivamente con l’ENIT e con il Museo nazionale dell’Emigrazione italiana di Genova, finalizzati al coinvolgimento nella promozione turistica di diversi soggetti attivi e presenti da anni nelle Comunità italiane all’estero”. Il segretario generale fa poi notare che che il Cgie, “a differenza di 150 libere associazioni non è stato invitato ai tavoli di lavoro settoriali per il sostegno al Made in Italy, convocati sia dal sottosegretario Manlio Di Stefano, sia dalla DGSP (Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese)”, cosa in contrasto con “i dettami della legge 386/1998”. “Per questo motivo Le reiteriamo – scrive  Schiavone –  la richiesta di adoperarsi, nella Sua veste di Ministro e di Presidente del Cgie, affinché il Consiglio Generale venga coinvolto almeno nell’applicazione di tali progetti, alla stregua di altri soggetti, per costruire le condizioni e coinvolgere le potenzialità espresse dalle numerose realtà fuori d’Italia, in particolare quelle dei Com.It.Es., delle Camere di commercio italiane all’estero e delle Associazioni sociali e settoriali”.”Siamo certi che anche questa nostra missiva godrà della Sua piena, immediata e concreta attenzione, signor Presidente Di Maio”, conclude il segretario generale Cgie. La lettera è stata inviata per conoscenza al sottosegretario Manlio Di Stefano, al direttore generale della Direzione Generale Italiani all’Estero Luigi Maria Vignali e al direttore generale della Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese Lorenzo Angeloni. (Inform)

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