direttore responsabile Goffredo Morgia
Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Una gratitudine che non scade, da 50 anni. Dal Friuli Venezia Giulia agli Stati Uniti: intervista di We the Italians a Jane Biagini

ITALIANI ALL’ESTERO

 

ROMA – Nel team che gestì gli aiuti americani per la ricostruzione del Friuli Venezia Giulia dopo il devastante terremoto di 50 anni fa  un ruolo fondamentale fu svolto da Tullio Biagini: italiano, americano, friulano. Umberto Mucci ceo di We the Italians ne ha intervistato la figlia Jane. “Gli americani – spiega Jane Biagini – risposero rapidamente all’emergenza inviando una task force per valutare e riferire sui danni. Un aiuto immediato fu fornito dai militari già presenti in Friuli. Poi, attraverso il Congresso, gli Stati Uniti stanziarono 25 + 25 milioni di dollari (in totale 50 milioni) per gli aiuti. Questi fondi dovevano essere inseriti in un programma e gestiti in modo appropriato ed è in quel momento che l’ufficio dell’A.I.D. (Agency for International Development) aprì in Italia. L’A.I.D. forniva aiuti e assistenza all’estero in tutto il mondo, ma non aveva un ufficio in Italia, poiché normalmente operava in paesi a basso reddito che necessitavano di assistenza per lo sviluppo socio-economico. Il programma italiano fu aperto come programma di soccorso in caso di disastro e non era pensato come una missione a lungo termine.

Mio padre fu rapidamente individuato come la persona giusta per dirigere l’ufficio residente a Udine. Aveva diverse caratteristiche fondamentali: parlava fluentemente inglese e italiano, viveva nel territorio e aveva numerosi rapporti, aveva esperienza amministrativa e aveva anche un legame affettivo con la zona, avendo amici e parenti direttamente coinvolti e avendo vissuto lì prima di partire per gli Stati Uniti. Non riesco a immaginare una persona più adatta”, E quando il terremoto del 1980 colpì l’Irpinia, fu aperto un altro programma A.I.D. con gli stessi obiettivi di quello del Friuli: “Mio padre fu nuovamente nominato Liaison Manager/Administrator del nuovo ufficio situato nel Consolato americano di Napoli. Ancora una volta gli italoamericani chiamarono una task force per valutare i danni al fine di stanziare i fondi. Jeno Paulucci, il primo sponsor di mio padre, fu incaricato di presentare il rapporto al presidente Carter”. Intervista integrale, in inglese e in italiano, disponibile su wetheitalians.com (Inform)

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