CONSIGLIO ITALIANO PER I RIFUGIATI
La Rete Europea sull’Apolidia (European Network on Statelessness) lancia una petizione
ROMA – Più di 50 organizzazioni della società civile lanciano una campagna pan-europea per chiedere giustizia e dignità per circa 600.000 apolidi che vivono oggi in Europa.
Tra questi, molti migranti bloccati in un limbo, “fantasmi legali” che sono di fatto più vulnerabili alle violazioni dei diritti umani, dallo sfruttamento alla detenzione.
Oggi, la Rete Europea sull’Apolidia (European Network on Statelessness) lancia una petizione online http://www.statelessness.eu/ora-e-il-momento-di-agire-per-apolidia per chiedere ai leader europei di proteggere gli apolidi in tutta Europa, ratificando la Convenzione ONU del 1954 relativa allo status degli apolidi entro la fine del 2014 e di impegnarsi a porre in essere adeguate misure di protezione e riconoscimento dell’apolidia.
La petizione coincide con il 60° anniversario dell’adozione della Convenzione del 1954 relativa allo status degli apolidi, tale campagna mira a coinvolgere un’ampia gamma di attori e ad umanizzare la questione apolidia. La campagna culminerà il 14 Ottobre 2014 in una giornata d’azione unificata in tutta Europa, quando questa petizione sarà consegnata ai leader Europei.
Chris Nash, coordinatore dell’ European Network on Statelessness ha detto:“gli apolidi in Europa hanno urgente bisogno del nostro aiuto. Il fatto che ci siano 600.000 apolidi dimostra quanto questa azione sia necessaria. Ratificare la Convezione è un primo passo essenziale che dovrà essere seguito dall’introduzione di procedure di identificazione e regolarizzazione di fondamentale importanza per aiutare gli apolidi a ricostruirsi una vita”.
“Non dobbiamo dimenticare che anche in Italia c’è un numero stimato di circa 15.000 giovani a rischio di apolidia, in gran parte nella popolazione rom arrivata in Italia soprattutto durante gli anni ’90 con lo smembramento della Repubblica di Jugoslavia. La loro situazione senza documenti e di fatto senza diritti richiede urgentemente risposte concrete”, dichiara Christopher Hein, Direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati, membro dell’European Network on Statelessness.
L’European Network on Statelessness (ENS) è un’associazione della società civile che riunisce 53 organizzazioni in oltre 30 Paesi, impegnate a dare una risposta alla questione dell’apolidia in Europa. Crediamo che tutti gli esseri umani abbiano diritto ad avere una nazionalità e, coloro che ne sono sprovvisti, hanno comunque diritto ad una protezione adeguata – incluso il diritto a vedere regolarizzato il proprio status e a godere dei diritti fondamentali in ambito civile, economico, sociale e culturale, come previsto dal diritto internazionale dei diritti umani.
L’UNHCR ha stimato che ci sono oltre 12 milioni di apolidi nel mondo. Di questi, almeno 600.000 vivono in Europa. Nonostante ciò, l’apolidia rimane una questione nascosta e poco compresa. Mentre governi e organizzazioni della società civile spesso non sono consapevoli del problema, molti apolidi sono di fatto intrappolati ai margini della società senza che i loro diritti umani siano rispettati. Per firmare la petizione v. http://www.statelessness.eu/ora-e-il-momento-di-agire-per-apolidia. (Inform)