STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO
Su “Tribuna Italiana” di oggi, l’editoriale del direttore Marco Basti
BUENOS AIRES – Nell’edizione odierna, a pagina 7, pubblichiamo una buona notizia per quanto riguarda i rapporti bilaterali. La firma di un accordo tra l’Argentina e l’Italia, nel quadro dei negoziati per la normalizzazione dei rapporti di questo paese con il Club di Parigi, del quale l’Italia è paese membro, per il pagamento del debito argentino con l’Italia per circa 450 milioni di euro.
Quindi un altro tassello nei complessi negoziati argentini per ritornare ai mercati internazionali di credito e un altro gradino nella scala verso rapporti migliori tra i due paesi, più in linea con quelle che sono state tradizionalmente le relazioni bilaterali.
Non sappiamo come si sono svolti i negoziati per arrivare a questo risultato, certamente importante per l’Argentina e non siamo esperti per saperlo.
Ma ci sarebbe piaciuto che, come risultato dei negoziati per sbloccare la situazione dell’Argentina con il Club di Parigi, per la parte che riguarda l’Italia, fosse stato chiesto al governo di Cristina Kirchner un gesto amichevole verso la nostra comunità.
Il gesto poteva essere chiedere alla presidente Cristina Kirchner di ritornare sui suoi passi nella vicenda del monumento a Cristoforo Colombo, donato dalla comunità italiana un secolo fa e che, a causa di una decisione personale del Capo dello Stato dell’Argentina, è stato rimosso dalla piazza in cui si trovava (in realtà i vari pezzi sono ancora sparsi sul posto in attesa di essere portati alla nuova destinazione), per far posto ad un altro monumento, donato dal governo boliviano.
Sarebbe stata una bella richiesta che se accettata, sarebbe stato unbel gesto della Presidente. Ma forse oggi sarebbe complicato ottenere l’approvazione di tutta una serie di nuove norme in senso contrario a quelle votate per consentire lo spostamento dell’opera, sia da parte del Parlamento nazionale, sia da parte della Legislatura della Città di Buenos Aires.
Inoltre, forse, si sarebbe resa necessaria una consultazione tra la Presidente e il Capo del Governo della Città Mauricio Macri, il quale, rinunciando a fare una battaglia per sostenere il monumento nel suo luogo originale, decise di assecondare il capriccio presidenziale in cambio di una serie di accordi su molti aspetti che hanno a che fare con i rapporti tra la Nazione e la Città, a partire dall’approvazione nei rispettivi parlamenti dei rispettivi bilanci.
E inoltre, da quel che sappiamo, c’è un bel progetto allo studio, per realizzare una piazza e un posto degno del monumento e di quanto esso significa, dove sarà collocata la grande opera in marmo di Carrara dedicata al Grande navigatore genovese, di fronte all’aeroporto Jorge Newbery e guardando al fiume de la Plata. Pur se sarà difficile dimenticare l’offesa arrecata alla nostra collettività.
Ma c’era un altro gesto che si poteva chiedere al governo argentino, alla Presidenta o al suo ministro dell’Economia, molto più semplice, molto meno imbarazzante e farriginoso. Un gesto che avrebbe richiesto poco più di una telefonata della Presidenta o di un suo collaboratore, per dare l’ordine alla Banca Centrale di tornare a pagare in euro le pensioni dei poco più di trentamila beneficiari INPS. Con gli stessi euro che ogni mese arrivano dall’Italia e che la Banca Centrale acquista ad un valore ritenuto esiguo e arbitrario dai pensionati, pagando in pesos benefici previdenziali maturati in Italia che, nella stragrande maggioranza dei casi, non superano i 200 euro.
Peccato che il gesto non ci sia stato. Forse sarà stato richiesto e non è stato accettato. Può darsi che nessuno si sia accorto che c’era la possibilità, almeno di tentarci.
O forse probabilmente a Roma non erano a conoscenza del problema degli oltre trentamila anziani beneficiari dell’INPS. Che peccato.
Sembrava una buona occasione per chiedere un gesto molto semplice, che avrebbe reso meno dura la vita di trentamila anziani italiani. Comunque gioiamo per il passo avanti nei rapporti bilaterali. (Marco Basti – Tribuna Italiana /Inform)
marcobasti@tribunaitaliana.