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Un nuovo quadro giuridico per salvaguardare lo Stato di diritto nell’Ue

COMMISSIONE EUROPEA

 

BRUXELLES – La Commissione europea ha adottato oggi un nuovo quadro giuridico per  fronteggiare le minacce sistemiche allo Stato di diritto in uno qualsiasi dei 28 Stati membri dell’Unione europea.

 “Lo Stato di diritto – ha dichiarato il presidente della Commissione José Manuel Barroso –  è uno dei pilastri su cui si fonda l’Unione europea. La Commissione europea, custode dei trattati, svolge un ruolo essenziale nella difesa dello Stato di diritto. Personalmente, ho costantemente indicato l’esigenza di un quadro normativo migliore che consenta all’UE di intervenire con tempestività e trasparenza in caso di gravi minacce sistemiche allo Stato di diritto in uno Stato membro. Oggi la Commissione realizza questo impegno assicurando che, sulla scorta dell’esperienza del recente passato, saremo in grado di prevenire e risolvere efficacemente le crisi riguardanti lo Stato di diritto nei nostri Stati membri”.

L’iniziativa scaturisce dai due dibattiti di orientamento sullo Stato di diritto del 28 agosto 2013 e 25 febbraio 2014 in cui il collegio dei commissari è giunto alla conclusione che è necessario mettere a punto uno strumento per gestire a livello dell’UE le minacce sistemiche allo Stato di diritto. Il nuovo quadro sullo Stato di diritto sarà complementare rispetto alla procedura di infrazione — che si applica in caso di violazione del diritto dell’UE — e alla cosiddetta procedura “articolo 7” del trattato di Lisbona che, al massimo, consente la sospensione dei diritti di voto in caso di “violazione grave e persistente” dei valori dell’UE da parte di uno Stato membro. Il nuovo quadro istituisce una sorta di meccanismo di preallarme che permette alla Commissione di avviare un dialogo con lo Stato membro interessato per evitare l’escalation delle minacce sistemiche allo Stato di diritto. Qualora non si trovi una soluzione in tale ambito sarà sempre possibile ricorrere in ultima istanza all’articolo 7 per risolvere la crisi e garantire il rispetto dei valori dell’Unione europea. Il nuovo quadro non conferisce né chiede nuove competenze per la Commissione bensì rende trasparente il modo in cui questa esercita il suo ruolo ai sensi dei trattati.

“Il rispetto dello Stato di diritto – ha detto – Viviane Reding, vicepresidente e commissario Ue per la Giustizia è una condizione sine qua non per la salvaguardia di tutti gli altri valori fondamentali su cui si fonda la nostra Unione. La Commissione europea è custode dei trattati e, pertanto, dobbiamo essere anche custodi dello Stato di diritto .In questi ultimi anni, ogni volta che si è profilata una minaccia o una potenziale minaccia allo Stato di diritto in uno Stato membro, tutte le istituzioni si sono rivolte alla Commissione chiedendole di agire nella sua veste di arbitro imparziale. Oggi introduciamo lo strumento necessario per intervenire e proteggere i nostri cittadini dalle minacce allo Stato di diritto nella nostra Unione. L’Unione europea si fonda sul rispetto dello Stato di diritto e sul rispetto dell’uguaglianza fra tutti gli Stati membri. Di conseguenza, il nuovo strumento di salvaguardia dello Stato di diritto è applicabile, in base allo stesso criterio di minaccia grave e sistemica allo Stato di diritto, a tutti gli Stati membri, indipendentemente – ha concluso Reding –  dalla loro grandezza o collocazione geografica”.(Inform)

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