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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

Turismo delle Radici, “Italea Liguria”, il progetto per attrarre italiani all’estero e discendenti di liguri verso i luoghi delle proprie origini

ITALIANI ALL’ESTERO

 

GENOVA – Nell’ambito del Progetto Turismo della Radici, realizzato dal Maeci grazie all’opportunità fornita da PNRR, è stato presentato nei giorni scorsi in Regione Liguria il progetto per attrarre italiani all’estero e discendenti di liguri intenzionati a scoprire luoghi e tradizioni delle proprie origini. Il nome dato al progetto regionale in questione è “Italea Liguria”. La presentazione dell’iniziativa è stata aperta dal consigliere Giovanni Maria De Vita (Responsabile del progetto Turismo delle Radici per il Maeci) che ha ricordato come l’idea di un progetto legato al turismo delle radici nasca già nel 2018 quando si è tenuta una prima riunione del tavolo tecnico tra quanti erano attivi in questo settore. “Quando c’è stata l’opportunità del PNRR abbiamo presentato un progetto raccogliendo tutte le idee che erano state condivise all’interno del tavolo tecnico”, ha spiegato De Vita parlando quindi di un programma che vede la partecipazione di nove componenti prevedendo una serie di attività incentrate su un’offerta mirata. “I viaggiatori delle radici sono oriundi e discendenti di italiani all’estero, circa 80 milioni di persone, che hanno sempre avuto il desiderio di venire a visitare il nostro Paese”, ha rilevato De Vita sottolineando come dietro questi grandi numeri ci siano altrettante storie personali diverse l’una dall’altra. È stato anche ricordato come tra i partner di questo progetto ci sia il Museo dell’Emigrazione Italiana. “Abbiamo proclamato il 2024 come l’anno delle radici italiane e sarà un anno pieno di eventi con il coinvolgimento di tantissimi Comuni”, ha aggiunto De Vita evidenziando come un ruolo centrale sia dato ai piccoli borghi. A parte il 2024, è stata anche ricordata l’importanza del 2025 che vedrà il Giubileo e del 2026 che sarà l’anno delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina. “Riteniamo che questa sia un’occasione non soltanto per offrire delle possibilità a territori che sono vittime di tassi economici complicati, ma per favorire la conoscenza delle nostre comunità all’estero: l’Italia non conosce la sua emigrazione e a questo bisogna porre rimedio”, ha aggiunto De Vita. Il consigliere ha anche parlato dell’esigenza di guardare alle comunità italiane all’estero in una prospettiva futura, attraverso la costruzione di un rapporto bidirezionale.  Augusto Sartori (Assessore al Turismo della Regione Liguria) è tornato a sua volta sui numeri elevati degli italo-discendenti nel mondo, sottolineando come la Liguria e più in generale tutta Italia abbiano dato un enorme contributo a queste ondate migratorie dirette per lo più verso il Sud America, così come negli USA, in Canada o in Australia. “Anche la Liguria, nell’anno che è appena iniziato, porterà delle proposte in giro per il mondo”, ha spiegato Sartori ricordando che questa iniziativa deve servire anche per consentire un incremento turistico. L’Assessore ha avanzato l’idea della Regione di recarsi a sua volta in quelle Nazioni dove c’è una forte presenza di italo-discendenti, in occasione ad esempio di eventi come il Columbus Day che si tiene annualmente negli USA. “L’idea è puntare però anche sui mercati emergenti: una Nazione che ci ha dato soddisfazione nel 2023 è certamente l’Australia”, ha sottolineato Sartori. Simona Ferro (Assessore allo Sport della Regione Liguria) ha rilevato come l’iniziativa del turismo delle radici abbracci inevitabilmente anche lo sport che è legato alle nostre tradizioni. Ferro ha voluto menzionare il 2024 non solo come anno delle radici ma anche come l’anno che consacra Genova quale Capitale Europea dello Sport: a tal proposito è stato ricordato il Museo delle Società Centenarie nello Sport che in collaborazione con il Museo dell’Emigrazione Italiana ha ricostruito questa storia centenaria. Ferro ha anche posto in rilievo la storia di una società calcistica argentina, come il Boca Juniors, nata dalla volontà di cittadini italiani che partirono alla volta di Buenos Aires e alcuni di loro erano di origine genovese. Mario Menini (Presidente Associazione Liguri nel Mondo) ha parlato di turismo delle radici come di un progetto valido non solamente per il fatto di rilanciare il turismo ma come volano per ripopolare i borghi italiani che si stanno depauperando. “Altrimenti ci troveremo con bei castelli e bei monumenti ma anche tante persone avanti negli anni”, ha spiegato Menini con questa sintesi del concetto di spopolamento dei borghi, unito evidentemente a una decrescita anagrafica e nella natalità. Andrea Pedemonte (referente del progetto Italea Liguria) ha rimarcato come il turismo delle radici si distingua per sua natura dal turismo classico o di massa perché motivato dal desiderio di ritrovare sé stesso, da parte del turista, e non solo di visitare un luogo. “Il nostro compito è cercare di aiutare questo viaggiatore a trovare delle risposte alle sue domande sulla riscoperta della storia della famiglia, attraverso la ricerca genealogica e archivistica. Poi c’è il presente e lì il nostro compito è accompagnarlo in questa esperienza”, ha spiegato Pedemonte evidenziando come dalla riuscita di questo compito dipenderà se il viaggiatore riuscirà a riconnettersi con la sua terra d’origine. L’idea è quella di percorsi turistici totalmente adattabili alle esigenze particolari del turista delle radici: ci saranno ad esempio itinerari tematici legati alla cultura marinaresca piuttosto che a quella rurale o addirittura escursionistica e sportiva. Tra i laboratori non mancheranno corsi di cucina o linguistici per avvicinarsi al dialetto genovese. (Inform)

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