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Tribunale unificato dei brevetti, interrogazione della senatrice Laura Garavini (IV- Ripartizione Europa) al Ministro degli Esteri

ELETTI CIRCOSCRIZIONE ESTERO

 

ROMA – La senatrice Laura Garavini (IV), eletta nella Ripartizione Europa, ha inoltrato un’interrogazione al Ministro degli Esteri relativamente alla questione dell’accordo sul Tribunale unificato dei brevetti, che entrerà in vigore approssimativamente tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, determinando anche l’applicabilità dei Regolamenti europei n. 1257 del 2012 e n. 1260 del 2012, entrambi promulgati dal Parlamento e dal Consiglio dell’Unione europea il 17 dicembre 2012. Come ricordato da Garavini nell’interrogazione, l’Italia ha ratificato l’accordo con la legge n. 214 del 2016 mentre con la legge n. 201 del 2017 ha ratificato il “protocollo sui privilegi e le immunità del tribunale unificato dei brevetti”, necessario per conferire uno status giuridico allo stesso tribunale in territorio italiano. Le ratifiche, arrivate dopo anni di ritardo, hanno dato piena attuazione agli accordi sul tribunale unificato. Come spiegato da Garavini, il Tribunale unificato dei brevetti è una nuova corte internazionale con giurisdizione sui brevetti unitari, non rientrante nell’architettura istituzionale dell’Unione europea. Invero, è un organismo definito dall’accordo intergovernativo tra 25 Stati membri dell’Unione e che, ad oggi, non è ancora in funzione: dovrà dirimere le controversie delle aziende europee in materia di nullità e contraffazione ed avrà giurisdizione in tutti gli Stati firmatari dell’accordo per il brevetto unitario europeo. Considerato che con la ratifica da parte di Germania e Austria, rispettivamente ad agosto e settembre 2021, si è raggiunto il numero minimo di 13 Stati membri necessario affinché entrasse in vigore l’accordo. A gennaio 2022, a seguito del deposito da parte dell’Austria, quale tredicesimo Paese UE, dello strumento di ratifica del protocollo sull’applicazione provvisoria dell’accordo sul tribunale unificato dei brevetti si è avviata la fase di applicazione provvisoria del tribunale. La struttura del tribunale di primo grado prevede una divisione in sedi centrali e sedi regionali o locali, istituite presso ciascuno Stato contraente su richiesta. La Corte d’appello e la cancelleria avranno invece luogo solamente in Lussemburgo; finora le sedi delle divisioni centrali, per accordo internazionale, dovrebbero sorgere a Parigi, a Monaco, per i brevetti meccanici, e a Londra, per i brevetti chimici e farmaceutici. Tuttavia, con la Brexit, quest’ultima terza sede non partirà e, pertanto, sono state presentate candidature da parte di altri Stati membri: l’Italia ha presentato la candidatura di Milano per sostituire Londra ma le deleghe della corte che doveva nascere in Gran Bretagna saranno, per ora, ripartite tra Parigi e Monaco, in quanto, stando a quanto dichiarato dal presidente del comitato preparatorio del tribunale, le due sedi centrali esistenti sono sufficienti per occuparsi dell’avvio e dei casi, e spetterà agli Stati negoziare una terza sede, qualora risultasse necessaria. Tuttavia, la candidatura di Milano nella sede dell’istituto di ricerca italiano per le scienze della vita “Human Technopole” rappresenta una candidatura autorevole e naturale in considerazione del peso dell’Italia nel sistema brevettuale europeo. Nell’interrogazione si chiede quindi di sapere se il Ministro degli Esteri non intenda adottare le necessarie misure al fine di sensibilizzare il Governo a portare avanti, con ogni adeguata iniziativa, a livello bilaterale e multilaterale ed in tutte le sedi competenti, la candidatura di Milano come terza sede del tribunale unificato dei brevetti, valorizzando così il ruolo dell’Italia all’interno del sistema europeo dei brevetti. (Inform)

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