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Registr. Trib. Roma n.338/2007 del 19-07-2007
INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Tribuna Italiana” del 18 marzo: Comites, quattro temi sul tavolo

 

STAMPA ITALIANA ALL’ESTERO

 L’editoriale di Marco Basti

 

 

BUENOS AIRES – Con la chiusura, oggi, del periodo di iscrizioni all’elenco elettorale per poter votare alle prossime elezioni per il rinnovo dei Comites, parte, nei fatti, la campagna elettorale, che si protrarrà  fino al 17 aprile. Quella data sarà l’ultimo giorno in cui le sedi consolari riceveranno, per via postale, le buste con le schede delle votazioni, che invieranno i cittadini che si saranno iscritti nell’albo elettorale, giustamente, fino ad oggi, che saranno gli unici ai quali i consolati invieranno il plico con il materiale necessario per poter votare per corrispondenza.

Se non ci saranno sorprese dell’ultimo momento, il numero degli iscritti per poter votare si attesterà attorno al dieci per cento dei cittadini registrati nelle circoscrizioni consolari. In alcune tale percentuale sarà superata di poco e in altre ci mancherà poco per arrivarci. Ad ogni modo la comunità italiana in Argentina si confermerà come una tra le più impegnate nella partecipazione.

E’ già stato sufficientemente commentato che la modifica del regolamento per queste elezioni, ha uno scopo chiaro della politica romana, di mettere in discussione la rappresentanza e il voto degli italiani all’estero. E’ mancato il consenso maggioritario dei rappresentanti degli italiani all’estero.

Praticamente non c’è stata una indispensabile campagna di informazione. Il tutto in un  periodo di tempo ridotto, dopo anni di rinvii.

Basti solo chiedere in quale elezione in Italia, viene richiesta agli elettori, la iscrizione previa in un elenco elettorale, per consentire la loro partecipazione al voto. “La legge è uguale per tutti”, era scritto una volta… Ma forse non ci siamo accorti che, fra tanti cambiamenti, hanno cambiato anche quel democratico precetto.

Ma al di là dell’obiettivo che ha cercato la politica italiana cambiando il regolamento, le elezioni, quanti che siano alla fine i partecipanti alle votazioni, aprono un ventaglio di domande e di riflessioni sulla nostra realtà e sul nostro futuro.

Struttura di rappresentanza degli italiani (o meglio, delle comunità italiane) all’estero; diritto ed esercizio del voto; cittadinanza; rete consolare.

Sono tutti temi sui quali aprire il dibattito, alla luce di come si stanno svolgendo queste elezioni per rinnovare i Comites.

Perché è evidente che la struttura di rappresentanza è espressione di una realtà di cinquant’anni fa, quando all’estero vivevano milioni di italiani emigrati e le terre e i paesi che li avevano accolti, erano lontani e  difficilmente raggiungibili e non c’era stata la rivoluzione delle comunicazioni con internet, social network, smartphones e tutto il resto. E quando l’Italia, che stava diventando una potenza economica, si apriva al mondo e “scopriva” le sue comunità all’estero.

Da allora sono passate due Conferenze Nazionali dell’Emigrazione e una Conferenza Nazionale degli Italiani nel Mondo, che accolsero e svilupparono il dibattito sulla questione e che produssero i Comites, il Cgie e la rappresentanza parlamentare. Dall’ultimo appuntamento sono passati quindici anni e si può dire che quel periodo si concluse, nei fatti, con la prima elezione di parlamentari eletti nei cinque continenti.

Dopo quella prima esperienza il mondo cambiò, l’Italia entrò in crisi (o la sua crisi si fece più profonda) e l’interesse della politica, dei media e della società italiana, nella questione italiani all’estero è sparita o, addirittura, è diventato un argomento che ha non pochi detrattori.

Conseguenza dell’astio che si manifesta in  certi settori nei confronti degli italiani all’estero – spesso percepiti come espressione di politica vecchia e superata, fonte di spesa in un momento in cui la società è costretta a risparmiare – sono i dubbi e le opposizioni manifestate riguardo al voto all’estero. Senza dimenticare che il sistema di voto per corrispondenza in se stesso è percepito come facilmente vulnerabile e che non sono mancate le denunce e l’intervento della magistratura.

E l’astio e la percezione negativa, raggiungono anche la legge di cittadinanza, percepita come eccessivamente aperta e generosa, concessa ai discendenti, senza alcun merito o impegno, quasi senza che la chiedano. A gente che non conosce l’Italia, non conosce la sua lingua, la sua cultura e che spesso, vedono nella cittadinanza solo l’occasione per ottenere un passaporto più ambito di quello del paese dove sono nati, perché l’Italia è un paese dell’Ue. Un punto di vista sulla questione manifestato senza peli sulla lingua da non pochi diplomatici, di una rete consolare che è assai estesa, ma insufficiente, che è la ragione della presenza all’estero di tanti dipendenti dello Stato italiano che, però, si lamentano per l’eccesso di lavoro che comporta un numero così alto di cittadini, in continua crescita.

Struttura di rappresentanza, diritto ed esercizio del diritto di voto, cittadinanza  e rete consolare sono temi collegati tra loro, sul quale dovranno promuovere il dibattito i nuovi Comites, legittimati dalle elezioni in corso, senza  importare il numero di quanti prenderanno parte ad esse.

E un altro tema che l’attuale processo elettorale porta alla ribalta è quello dell’informazione. Nonostante la miriade di possibilità per informare ed essere informati, aperte dalla rivoluzione dell’informazione e delle comunicazioni, la stragrande maggioranza dei cittadini italiani residenti in Argentina (ma anche altrove succede lo stesso) dimostra di non essere informata di una elezione che la riguarda direttamente.

Per cui i nuovi eletti dovranno porsi seriamente la questione di come arrivare ai settecentomila cittadini italiani residenti in Argentina, che i nove Comites dovranno rappresentare.

Speriamo che a nessuno venga in mente ripetere esperienze passate come …il giornaletto del Comites! (Marco Basti, direttore di Tribuna Italiana /Inform)

marcobasti@tribunaitaliana.com.ar

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