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INFORMAZIONI DEL GIORNO – NEWS PER GLI ITALIANI ALL'ESTERO

“Trenta giorni di nave a vapore”, spettacolo-concerto sui canti degli emigranti italiani tra Ottocento e Novecento

ITALIANI ALL’ESTERO

Il 26 gennaio Vincanto a San Quirico in Collina (Montespertoli, Firenze)

FIRENZE – “Trenta giorni di nave a vapore”. E’ lo spettacolo-concerto dedicato ai canti degli emigranti italiani tra Ottocento e Novecento che il gruppo Vincanto proporrà a San Quirico in Collina (Montespertoli, Firenze) domenica 26 gennaio, ore 18, presso l’associazione Prima Materia (via di Poppiano 100), nell’ambito della rassegna  “Moment Musicaux”, curata dalla stessa associazione. I Vincanto, attraverso canti e letture, guideranno il pubblico attraverso il mondo povero e doloroso di chi era costretto a partire.

Il concerto del gruppo  – Ilaria Savini (voce), Alessandro Cei (chitarra) e Simone Faraoni (fisarmonica) – “si muove – spiega l’associazione – attraverso i canti che i migranti italiani crearono per raccontare la loro condizione e ripercorre varie tappe dell’emigrazione italiana: quella legata a lavori stagionali (mondine, carbonai, pastori), quella ottocentesca oltralpe,  quella quasi sempre definitiva  oltreoceano, fino agli anni sessanta e settanta del Novecento. In quel periodo, nonostante il “boom economico”, molti italiani varcavano i confini cercando lavoro in altri paesi europei e ancora negli anni sessanta si registrano italiani morti nel tentativo di varcare clandestinamente la frontiera con la Svizzera. Molti hanno cantato queste storie, come l’operaio ed emigrante Alfredo Bandelli e lo psichiatra Gianni Nebbiosi, autore di un brano dove si racconta come l’alienazione data dalla mancata integrazione in certi casi portasse ad una presunta “follia” e quindi all’internamento in manicomio, con un finale a sorpresa che invita a non arrendersi all’ingiustizia. I canti sono perle di una collana il cui filo sono le voci di operatori ed anziani residenti nelle Rsa toscane ex migranti, le testimonianze del razzismo anti-italiano raccolte da Gian Antonio Stella, i dati di una recente ricerca sociologica svolta da Marco Omizzolo sul bracciantato agricolo in provincia di Latina e infine le parole di Gianni Rodari, che nella sua Grammatica della fantasia ci ricorda che gli errori più grandi non stanno nei verbi, ma nelle cose”. L’ingresso alla serata è libero. (Inform)

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