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Trattato bilaterale italo-francese: l’audizione del Ministro degli Esteri Di Maio davanti alle Commissioni Esteri di Camera e Senato

ATTIVITA’ PARLAMENTARE

 

(Fonte immagine Camera dei Deputati)

ROMA – Davanti alle Commissioni Esteri di Camera e Senato si è tenuta l’audizione del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio in relazione all’accordo bilaterale sottoscritto alcune settimane fa tra Italia e Francia. Come ha introdotto lo stesso Di Maio si tratterebbe della prima volta di un accordo bilaterale di questo genere tra i due Paesi. “Nel suo discorso programmatico, il Premier Draghi ha parlato della necessità di perseguire uno scambio più intenso con i partner con cui teniamo rapporti economici. Il Trattato del Quirinale vuole appunto dotare Roma e Parigi di una maggiore cornice istituzionale: un accordo di collaborazione stabile in nome del progetto europeo e dell’Alleanza atlantica”, ha spiegato Di Maio rilevando che nel 2020 l’Italia è risultato essere quarto fornitore e secondo cliente della Francia. “Sono aspetti da considerare quando parliamo di vantaggi reciproci”, ha aggiunto il Ministro parlando dell’interscambio e del saldo commerciale molto positivo per l’Italia nei confronti della Francia. “I nostri due Paesi hanno economie integrate che li rende partner irrinunciabili: un’integrazione economica irreversibile così come avviene per esempio anche con la Germania. Il nostro tessuto industriale di piccole e medie imprese va protetto e questo può avvenire con una più stretta collaborazione coi nostri partner”, ha aggiunto Di Maio parlando anche di altro ossia di agenda comune per l’UE, di impegno in Africa e di cooperazione transfrontaliera. Attenzione però anche alle nuove tecnologie: dallo spazio alla transizione ecologica. Il Trattato, di dodici articoli e un preambolo che ripercorre le relazioni storiche e culturali tra i due Paesi, è il frutto dell’azione corale del Governo dove la Farnesina ha svolto il coordinamento interministeriale. Di Maio ha spiegato come Italia e Francia si impegnino a consultarsi su ogni aspetto che riguardi una delle due parti. “L’obiettivo è rendere sistematico un metodo di lavoro utilizzato per la Libia, per un dialogo franco ed aperto con le carte messe in tavola soprattutto quando gli interessi non sono coincidenti”, ha spiegato Di Maio che vede lo sfondo del multilateralismo come cornice ideale per questo trattato bilaterale che si occupa naturalmente anche di migrazioni e solidarietà da condividere nelle politiche di asilo. “Il Trattato prevede una cooperazione strutturata per far fronte alle minacce criminali transnazionali: una delle novità è la creazione di un’unità operativa italo-francese che agirà nei grandi eventi”, ha sottolineato Di Maio ponendo in rilievo politiche per lo spazio, la transizione ecologica, la parità di genere e la protezione delle persone vulnerabili. “L’ambiente deve restare una priorità e un’altra area importante per i due Paesi è la tutela del sistema agro-alimentare”, ha precisato il Ministro parlando anche di scambi culturali, istruzione e rafforzamento reciproco nella conoscenza delle rispettive lingue. Sarà inoltre istituito un servizio civile italo-francese; è previsto anche un comitato che si occuperà delle zone di confine e maggior prossimità tra i due Paesi; esattamente come il Trattato franco-tedesco di Aquisgrana ci sarà anche qui la partecipazione di un membro dei rispettivi governi ai lavori parlamentari che siano di interesse comune. Il Trattato del Quirinale ha anche un orizzonte europeo più ampio: l’obiettivo è di sfruttare le sinergie reciproche in un quadro di respiro continentale. “L’Europa ha agito insieme respingendo la tentazione degli egoismi nazionali – ha evidenziato Di Maio riferendosi alle politiche economiche per il rilancio post-pandemico – ed oggi più che mai serve un’Europa forte per fronteggiare la sfide”. Il Ministro ha inoltre segnalato contatti con Berlino per stringere accordi di questo tipo anche con la Germania.

Il deputato Paolo Formentini (Lega) ha chiesto maggiore condivisione con il Parlamento circa il Trattato e gli allegati, invitando a non ignorare nel futuro un Paese come l’Inghilterra seppure fuori dall’UE. Sui rapporti tra  Italia e Francia, Formentini ha ricordato come proprio in Libia e al confine di Ventimiglia i rapporti tra i due Paesi siano stati recentemente postivi.  Il deputato Valentino Valentini (FI) ha espresso l’auspicio di iniziative analoghe verso altri Paesi per creare assi portanti di rafforzamento. La senatrice Laura Garavini (IV) – eletta nella ripartizione Europa  – ha sottolineato l’importanza del testo nel processo di integrazione europea, ponendo l’auspicio di mettere in campo le premesse per un analogo trattato con la Germania. Garavini ha parlato di un momento importante per l’Italia all’interno delle politiche europee dovendo creare adesso un ulteriore tassello, proprio con un Paese come la Germania, per rilanciare il processo di integrazione europea. Il deputato Francesco Berti (M5S) ha rilevato come il Next Generation EU rappresenti una sospensione dell’impianto di austerity europeo ma ha altresì precisato come al di fuori dei confini comunitari occorra un’autonomia strategica complementare alla Nato: una politica europea per esempio nel Mediterraneo. Il deputato Andrea Delmastro delle Vedove (FdI) ha lamentato come alcuni allegati non siano ancora a disposizione dell’aula e come sia mancata una discussione che abbia coinvolto le forze parlamentari. Delmastro ha anche sottolineato come sia mancato in questo trattato per esempio un minimo chiarimento su una questione pratica come quella dei confini del Monte Bianco. Il senatore Stefano Lucidi (Lega) ha parlato di un settore industriale come quello dei semiconduttori per capire come l’Italia possa piazzarsi rispetto a competitori forti come la Francia. Inoltre Lucidi ha chiesto quale sia il ruolo della nostra Agenzia Spaziale andando anche oltre il contesto di un trattato. Il deputato Gennaro Migliore (IV) ha rilanciato l’idea di Garavini per estendere il trattato come forma di cooperazione rafforzata. Il senatore Gianluca Ferrara (M5S) ha sottolineato l’obiettivo geopolitico del nord Africa, in particolare la Libia.

“Non esistono allegati segreti – ha replicato Di Maio a Delmastro – e dal mio punto di vista voglio precisare questo: non c’è nulla di segreto perché è un trattato di cooperazione rafforzata. Sulla metodologia ricordo che nessun governo, di nessun colore politico, ha mai dato pubblicità di un trattato in anticipo. Non si parla di fatti specifici in un trattato che ci lega a doppio filo con un altro Paese: le questioni specifiche sono nel programma di lavoro”, ha puntualizzato Di Maio accennando anche alla querelle sui confini del Monte Bianco. A Formentini, Di Maio ha ricordato che anche con il Regno Unito ci sono contatti, così come con altri Paesi come la Spagna. Sui semiconduttori, Di Maio ha replicato a Lucidi sottolineando che c’è una discussione che va al di là del quadro europeo. Nel corso dell’audizione è stata ricordata la liberazione di Patrick Zaky che era detenuto da ormai 22 mesi in Egitto. (Inform)

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